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ACQUE TERMALI 
acque termali
 
 
 
 
 
 
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Le acque, conosciute come " Acque sante locresi " erano note nell'antichità. Sono classificate come acque termominerali, isotoniche e leggermente sulfuree, salso-solfato -alcaline con tracce di jodio (Autorizzazioni Ministero della Sanità n° 2724 del 06/05/1991 e nà 2813 del 29/09/1992) 
L'acqua è batteriologicamente pura. Essa è sottoposta ad esami batteriologici periodici ed esami chimico fisici presso l'Istituto di Igiene dell'Università di Messina. 
Le proprietà biologiche di queste acque sono quelle caratteristiche delle acque clorurate-solfato-alcaline con tracce di jodio, isotoniche e lievemente ipotoniche. Sono in fase di autorizzazione le cure per uso idropinico il che consentirà di fruire di effetti catartici, lassativi, colagoghi, coleretici, colecistocinetici, stimolanti di vario grado, a seconda della concentrazione dell'acqua usata. Sono impiegate per bagni, fanghi e per via transmucosa con benefica azione risolvente, detergente e stimolante delle difese organiche e del ricambio generale, trovando quindi indicazione nei postumi di processi infiammatori cronici di qualsiasi origine (FEDERICI). 
Le principali indicazioni sono: 
a) malattie dell'apparato locomotore 
b) forme infiammatorie ginecologiche croniche e loro reliquati sia infiltrative che essudative 
c) affezioni infiammatorie croniche delle vie respiratorie e dell'orecchio 
d) dermopatie 
Metodiche in uso per la crenoterapia 
balneoterapia: i bagni caldi si effettuano a digiuno in vasca, o in una piscina a sorgente naturale , a 35/37 °C, iniziando con 10' fino a 30'-40' dopo alcuni giorno. Dopo il bagno si consiglia frizione o massaggio; 
fanghi: applicazione diretta totale o parziale, a digiuno, con fango a 40/47 °C per 10/40', seguito da bagno, doccia, frizione o massaggio e reazione; 
nebulizzazioni: le nebulizzazioni sono effettuate collettivamente in un locale dove al centro è posto l'apparecchio erogatore. La nebbia è ottenuta con goccioline di alcuni micron fino a 50-60 micron, realizzando così una penetrazione più profonda nell'apparato respiratorio; 
aereosol ad acqua fluente: viene effettuata con pisper che producono particelle da 1 e 2 micron ottenendo così, una penetrazione fino agli alveoli polmonari. L'aereosol  viene effettuato alla temperatura di 28-30 °C e dura 10 minuti. 
irrigazioni vaginali: con 1-2 litri a pressione di circa 70 cm.  e a temperatura di 36-38 °C per circa 12/15 giorni e per tre anni consecutivi. 
Materiale tratto dal sito:  www.viviantonimina.org
 
 
 
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