Questa sezione è dedicata alla 
COMUNICAZIONE CONSAPEVOLE E NON VIOLENTA 
comunicazione consapevole 
La sezione Comunicazione Consapevole e non violenta è a cura della Dottoressa Laura Talamoni
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
2 .IDENTIFICARE ED ESPRIMERE EMOZIONI E SENTIMENTI  
 
 
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Siamo stati abituati a sentire frasi come questa: “I bambini grandi NON hanno paura! “, “Le bambine buone non si arrabbiano!” 
L’educazione che abbiamo ricevuto ha privilegiato lo sviluppo dei processi mentali cognitivi, non siamo stati “educati” a riconoscere ed esprimere le emozioni, anzi siamo stati incoraggiati ad azzittirle,  questo ci porta ad essere “tagliati fuori” dai nostri sentimenti e a perdere un importante sistema di riferimento utile per scegliere e prendere decisioni. 
Abbiamo impariamo ad essere bravi bambini e brave bambine,   educati e ragionevoli, imparando a soffocare quello che sentiamo, ad esempio non ci dobbiamo occupare di noi (è egoista) invece è bene occuparci degli altri, percepire cosa sentono e comportarci di conseguenza per avere la loro approvazione, essere accettati e non perdere l’amore di cui abbiamo bisogno. 
Facilmente quando i bambini provano un’emozione vengono invitati a non sentirla: 
Ad esempio: un bambino o una bambina che prova collera si sente dire: ”Non è bene essere in collera, i bambini bravi non sono mai in collera!” Perciò, visto che sente collera, il bambino pensa di non essere bravo e di non valere niente. In conclusione imparerà a soffocare la collera e a fingere. 
Oppure se prova tristezza si sente dire: “Non va bene essere tristi, con tutto quello che hai e che facciamo per te!” Perciò, visto che si sente triste,  il bambino pensa di essere un egoista e di non valere niente.  In conclusione imparerà a soffocare la tristezza e a fingere. 
Ciò che un bambino apprende in questo modo è che essere adulti vuol dire negare le emozioni. .Per essere amato ed avere un posto nel mondo deve evitare di ascoltare ciò che sente e comportarsi di conseguenza, e dedicarsi ad ascoltare quello che vogliono gli altri, se è se stesso rischia di perdere l’amore. 
Perdere il contatto con se stessi e soffocare emozioni e sentimenti è faticoso e doloroso e crea un grande malessere. Per anestetizzare questo malessere le persone ricorrono a diversi sistemi: alcool, droghe, fumo, lavoro, sesso ecc. ecc. 
A causa di questo allenamento a soffocare ciò che sentiamo, siamo così poco capaci di sentire e riconoscere ciò che sentiamo che facilmente quando diciamo “Sento”, in realtà diciamo Penso o Credo.  
In nessuno di questi esempi “Sento” è usato correttamente : 
Sento che avresti dovuto saperlo 
Sento che devo essere sempre disponibile 
Sento che non servirà a niente 
Sento che è un irresponsabile 
Sento che  il mio capo è un manipolatore 
Oppure diciamo “Sento” per dire ciò che crediamo di essere.  
Ad esempio : “Mi sento incapace come padre”, questo è 1 giudizio su di se, ciò che sento davvero è “Mi sento frustrato e stanco”       
Oppure in realtà interpretiamo il comportamento dell’altro 
Ad esempio “Mi sento insignificante per mio padre” in realtà esprimo come credo che mio padre  mi giudichi. 
“Mi sento incompreso”  indico il livello di comprensione dell’altro 
“Mi sento ignorato” interpreto il comportamento dell’altro e dico in realtà “Tu mi ignori”
 
 
 
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