Questa sezione è dedicata alla 
CRISTALLOTERAPIA 
cristalloterapia 
tratto da Cristallloterapia a cura di Massimo Paltrinieri Ediz. The Book
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
STORIA DEI CRISTALLI 
 
 
 
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La storia testimonia che le prime tracce relative alle capacità terapeutiche di pietre e cristalli sono state ritrovate in un papiro egizio risalente al 1600 a.C. Ma, indubbiamente, secondo questa specifica funzione essi venivano utilizzati molto più anticamente e presso le popolazioni delle latitudini più diverse: dalle civiltà andine a quelle del Centro America, dal Nord America all’Australia, dal Medio fino all’Estremo Oriente (Cina, Giappone, India e aree limitrofe).  
Stando a quanto si può leggere oggi sull’argomento, pare che non esistessero luoghi e popoli presso i quali pietre e cristalli non venissero utilizzati regolarmente con finalità terapeutiche: dagli antichi Egizi ai nativi americani, dai Maya agli Atzechi e ai Tolzechi, fino ad arrivare agli aborigeni australiani, alle popolazioni celtiche e mediterranee.  
In tutti questi popoli e secondo tradizioni che affondano le loro origini in tempi remoti, alle persone malate venivano fatte portare al collo collane composte con vari tipi di pietre e cristalli: lapislazzuli, malachite e diaspro rosso erano alcuni dei più utilizzati e permettevano al disturbo e al dolore di attraversarle e di disperdersi.  
Oltre agli antichi Egizi alcuni fra i popoli originari dell’America del Nord hanno fatto uso continuo e metodico di pietre e cristalli per diverse finalità. 
Il più antico studioso che si sia occupato in modo particolarmente approfondito di questo argomento e della cristalloterapia in generale fu il filosofo greco Teofrasto, vissuto circa 400 anni prima di Cristo.  
Nel suo libro delle pietre, oltre a ribadire l’aspetto terapeutico dei cristalli, egli sottolinea come sia possibile distinguere con certezza il “sesso” delle pietre – se siano cioè maschili o femminili – in base alla tonalità del colore: si tratta di un elemento distintivo molto importante quando si usano i cristalli a fini curativi in quanto l’impiego di una delle due specie influisce notevolmente sui due aspetti essenziali dell’essere umano: yin (femminile) e yang (maschile).  
Molti secoli dopo, quasi a fine Ottocento, John Hill, il traduttore inglese di tutta l’opera di Teofrasto,  ipotizzò che le proprietà terapeutiche delle pietre si dovessero in particolare ai minerali metallici che contenevano. Scientificamente e storicamente non è possibile sapere se le civiltà antiche fossero effettivamente consapevoli delle relazioni fra i cristalli e l’essere umano nella sua visione olistica, tuttavia è certo che le proprietà mistiche delle pietre preziose e dei cristalli fossero largamente associate ai rispettivi colori e in combinazione con quelli dei chakra corrispondenti. 
Ma, soprattutto, è chiaro come le popolazioni più antiche sapessero perfettamente quale tipo di pietra dovessero utilizzare per curare una determinata malattia. E ben raramente sbagliavano! Certo, [a medicina moderna storce il naso di fronte a questo tipo di terapia considerata non scientifica, ma ciononostante è altrettanto vero che sciamani, uomini di medicina, guaritori di tutti i paesi del mondo l’abbiano utilizzata – e tuttora la utilizzano – per curare le persone. E con ottimi risultati, Pietre e cristalli dunque rappresentano lo strumento che il guaritore usa per trasmettere l’energia della Terra e dell’Universo all’essere umano, energia alla quale si associa ovviamente quella intrinseca della pietra.
 
 
 
 
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