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In commercio esistono dei prodotti comunemente chiamati aura -soma, disponibili in varie profumazioni e colori a seconda del tipo di intervento che si deve effettuare – più comunemente vengono utilizzati quelli in colore azzurro o violetto.
È necessario versarne alcune gocce sul palmo della mano sinistra che viene poi leggermente sfregata con la mano destra. Si portano le mani accanto al volto e al naso in particolare, inspirando il profumo emesso dai prodotto a occhi chiusi, profondamente e in atteggiamento meditativo.
Non si deve assolutamente avere fretta, in quanto questa è un’operazione abbastanza importante e delicata in una sessione di cristalloterapia. Si passano poi le mani lungo tutto il corpo, partendo dalla testa, tenendole ad una certa distanza e, quindi, senza toccarlo.
Una volta giunti ai piedi ci si ferma qualche attimo per far scorrere a terra le eventuali negatività raccolte durante la giornata; stando qualche attimo con le mani appoggiate a terra – possibilmente il palmo deve poggiare interamente – si riparte aIl’insù effettuando il procedimento al contrario per raggiungere così il capo. La stessa operazione va effettuata sulla persona che si sottopone alla sessione di cristallorerapia.
Al momento del suo arrivo, il tempista potrà farla sdraiare sul lettino o sul materassino – l’azione può essere effettuata anche con la persona in piedi, ma sono argomenti di cui si parlerà in seguito – e, dopo aver versato alcune gocce di aura -soma sulle proprie mani – passarle lentamente lungo tutto il corpo della persona da capo a piedi, senza mai toccarla fisicamente.
Se si osserva che l’aura della persona è particolarmente scura, il terapista dovrà indugiare più a lungo in questa operazione oppure soffermarsi sui chakra che risultano più squilibrati. Spesso si deve intervenire nella parte alta del corpo, in corrispondenza del capo, in quanto la mente è sempre all’opera, per cui è determinante ristabilire un corretto contatto fra i diversi chakra: l’uso dei cristalli farà poi il resto, provvedendo a ristabilire correttamente l’equilibrio dell’individuo.
Sia per il riconoscimento che per la pulizia dell’aura è dunque importante molto esercizio. Un esercizio che il terapista dovrà inizialmente eseguire su se stesso, in modo da entrare sempre più in contatto con le energie sottili dell’universo: per questo non è tanto importante la tecnica, ma lo è sia il tempo che si dedica a questa operazione, sia l’atteggiamento del terapista che deve essere profondamente centrato su di sé e, possibilmente, in stato meditativo.
È dunque molto importante, quando il terapista effettua la pulizia dell’aura su di sé, essere soli, non disturbati da altre persone, dal telefono o da altro. Insomma, possibilmente, in uno spazio proprio. Nel proprio spazio meditativo, appunto.
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