Questa sezione è dedicata alla 
CRISTALLOTERAPIA 
cristalloterapia 
tratto da Cristallloterapia a cura di Massimo Paltrinieri Ediz. The Book
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
PREPARAZIONE E PULIZIA DEI CRISTALLI 
 
 
 
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Una volta acquistati e portati a casa, è importante trovare un contenitore dove riporre i cristalli: meglio utilizzare un contenitore in materiale naturale come, ad esempio, il vetro, la porcellana, la ceramica o il legno. 
 
Non si utilizzino mai contenitori in materiale metallico (a meno che non si tratti di metalli nobili come l’oro o l’argento) o plastico. Soprattutto da evitare è il metallo in quanto rischia di compromettere la forza energetica delle pietre nonché le loro proprietà terapeutiche e spirituali.  
 
Se si parte con il concetto di usare i cristalli su se stessi o sulle persone, è altrettanto importante – una volta arrivate a casa – che le pietre vengano pulite.  
 
Esistono diversi metodi di pulizia, semplici e naturali. Prima di tutto devono essere lavate con acqua corrente abbondante o, meglio ancora, bisogna lasciarle a bagno per almeno ventiquattro ore completamente immerse in acqua, aggiungendo una piccola manciata di sale, fino o grosso. Dopo di che, bisogna toglierle dall’acqua ed asciugarle attentamente con un panno pulito che, possibilmente, non rilasci tracce di fibra: già così sono pronte per essere utilizzate a livello terapeutico. 
 
Se il potenziale terapista avesse eventualmente seguito un corso di reiki – anche soltanto il primo livello – il lavaggio in acqua e sale può risultare superfluo: basta infatti che siano tenute in mano, in modo da pulirle e rafforzare la loro energia. Una ad una, si tengano in mano per qualche minuto, cercando di stare sempre nello spazio del cuore e, soprattutto, in un luogo appartato, senza correre il rischio, ad esempio, di essere disturbati dal telefono, dal citofono, dai famigliari, da una visita improvvisa. 
 
Un altro sistema per caricare le pietre a livello energetico è quello di espone alla luce della luna. Deve però essere sempre quasi piena o piena e sempre in fase crescente, mai calante. Questo perché la luna crescente propaga un’energia molto più forte rispetto a quella calante: nel limite del possibile, si cerchi di seguire il percorso di questo satellite, spostando le pietre, ad esempio, da una finestra (o da un balcone) all’altra. Anche il sole va molto bene, facendo però attenzione a non esporle per troppo tempo o troppo spesso, in quanto i raggi ultravioletti rischiano di danneggiarle, facendo perdere loro la brillantezza tipica o il colore originale.  
La pulizia dei cristalli deve essere quindi fatta con molta attenzione, anche se le operazioni indicate sopra sono sufficienti per un benefico ed efficace riutilizzo anche soltanto dopo mezza giornata, È comunque consigliabile poterle far interagire con altre, per cui dotarsi di una serie di doppioni – ad esempio due cristalli di rocca, due turchesi e così via. È le sessioni di cristalloterapia non dovrebbero mai essere immediatamente consecutive l’una all’altra. 
Ad esempio. si faccia in modo che passino alcune ore: ciò non è utile soltanto per la pulizia dei cristalli, ma anche per il terapista, in quanto una sessione di cristalloterapia e certamente una magnifica esperienza ma qualche volta può essere anche un po’ stancante: molto dipende dalla carica energetica della giornata o dai sistemi che è in grado di utilizzare per ricaricare le proprie energie psicofisiche.
 
 
 
 
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