Questa sezione è dedicata alla 
CRISTALLOTERAPIA 
cristalloterapia 
tratto da Cristallloterapia a cura di Massimo Paltrinieri Ediz. The Book
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
CURARE CON I CRISTALLI 
 
 
 
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Dopo aver frequentato il corso e acquistato i cristalli, dopo averli puliti attentamente e trovato loro la collocazione fisica si può cominciare ad adoperarli. Già durante il corso, il terapista dovrebbe aver offerto la possibilità di utilizzarne alcuni a livello personale; in genere egli avrà già proposto un cristallo che opera su un chakra ben preciso che, per qualche ragione, non è perfettamente equilibrato con gli altri, o un cristallo che combatte la disarmonia a livello fisico e spirituale ma, soprattutto, emozionale.  
 
Un consiglio: si utilizzi il cristallo che viene proposto soprattutto durante la notte poiché, oltre a dare modo sperimentarne gli effetti terapeutici, offrirà una migliore e più profonda conoscenza di se stessi. In alcuni casi potrà risultare un po’ scomodo, ma si tratta di un fastidio fisico che certamente è possibile sopportare. 
 
È altrettanto importante che i cristalli acquistati vengano utilizzati per prima cosa su se stessi. Si può portarne uno in tasca quando si va al lavoro. 
Una volta a casa, invece, si cerchi di usarli spesso, magari tenendone uno sul comodino durante la notte o in mano nei momenti di relax: se, ad esempio, si sta leggendo un libro o, più semplicemente, guardando la televisione.  
Anche in questo caso si sia il più possibile consapevoli della loro presenza. La cosa migliore, ovviamente, è che esista la possibilità concreta di ritirarsi in uno spazio appartato della casa – distesi sul letto va benissimo, piuttosto che su un materassino – dove i cristalli verranno applicati, di volta in volta, sul corpo, in corrispondenza dei diversi chakra. All’inizio si consiglia di operare con una o due pietre, in modo da poter intervenire sui punti che sembra richiedano maggior attenzione: fisici, emozionali, mentali o spirituali che siano.  
È indispensabile e importante compiere un proprio percorso con le pietre prima di utilizzarle sugli altri. Non solo ciò consentirà una maggior dimestichezza con le stesse, ma anche di riconoscerle più facilmente. 
Una volta fatto questo si può cominciare a rendere nota questa personale attitudine terapeutica evidenziando che è stato frequentato un corso per questo tipo di terapia e confermando che la conoscenza dei cristalli è veramente profonda. Si parla di conoscenza in termini di esperienza personale, ovviamente, non limitatamente al riconoscimento fisico dei cristalli.  
Non si cerci di influenzare o, peggio, di insistere troppo con qualcuno che ha solo la vaga idea di sottoporsi ad una sessione di cristalloterapia: non accade nulla di controproducente alla persona che si sottoporrà al trattamento, ma ne trarrà ben poco beneficio. 
La cristalloterapia, il reiki, i fiori di Bach e tutte le altre terapie naturali (o dolci) non vanno mai imposte o, comunque, non si deve insistere troppo: è infatti importante che sia la persona – al di là del fatto di venirne informata – a decidere quale strada scegliere.  
La sessione di cristalloterapia ha una durata minima di un’ora e va eseguita per quattro volte di seguito, possibilmente in modo continuativo, giorno dopo giorno. È la durata minima di un ciclo terapeutico che, a seconda dei casi, potrebbe essere ripetuta più avanti, un po’ come accade in una sessione di reiki.  
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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Le indicazioni che troverete tra queste pagine vengono fornite al solo scopo informativo e non possono sostituire la consulenza di un medico. Ricordate che l'autodiagnosi e l'autoterapia possono essere pericolose. E' possibile rintracciare dei centri dove con breve attesa e pagando un ticket si può essere visitati. Anche il vostro medico di famiglia potrà esservi di aiuto.