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Il rosso è il simbolo del fuoco, della passione, della collera, del pericolo, della distruzione. In battaglia i Romani portavano un vessillo rosso al fine di stimolare le ghiandole endocrine, che liberando adrenalina accrescevano l’energia fisica. Gli Spartani usavano nelle Stesse circostanze e con lo stesso scopo un vessillo coloro rosso sangue. Persino il dio greco della guerra, Marte, era alla guida di un cocchio rosso.
Il giallo è il colore dell’intelletto, della percezione più che della ragione. Se si fissa costantemente questo colore, se ne ricava un effetto spiacevole. Per molti uomini dell’antichità esso era il principio animatore della vita. Per i Cinesi, simboleggia la nobiltà. Inoltre, richiama gioia, gaiezza e spensieratezza.
Il giallo scuro è simbolo di malattia, tradimento, inganno, ma anche vigliaccheria: “a yellow streak” e “yellow journalism” si dice in inglese per indicare rispettivamente “una punta di viltà” e il “giornalismo bieco”.
L’arancione è il colore del calore, del fuoco, della febbre; simboleggia tepore e prosperità.
Il verde è il colore della speranza, della vita nuova, dell’energia, della fertilità, della crescita. Il verde è un colore che infonde tranquillità. Sulle persone esaurite ha effetti benefici, ma a lungo andare stanca. Il verde scuro simboleggia l’invidia, la gelosia e la superstizione: “verde d’invidia.”
Il blu è il colore dell’intuizione, delle facoltà mentali superiori. E simbolo di fiducia incondizionata, sincerità e calma. Viene usato, altresì, come segno di lealtà e fedeltà, come nella bandiera americana. E anche il colore dell’abbandono e della tristezza: “feeling blue”, “essere giù di corda”.
Il porpora è il colore della dignità, maestà e della regalità:
“porpora reale”. E il colore della collera: “è livido per la collera”.
Il nero è il colore che indica il male, la paura, la superstizione e la distruzione: «magia nera», “disperazione nera”, “venerdì nero”.
Il bianco è il colore il cui significato esprime purezza e bontà. Indica, però, anche qualcosa di pauroso – come l’albino della baIena bianca Moby Dick. Infatti, fate riferimento a questo libro per molte interpretazioni del bianco. Per i Cinesi è il colore del lutto. Continuare ad esaminare il simbolo cromatico sarebbe poco utile visto che l’argomento è stato ampiamente trattato e che poco si presta a una sintesi.
Da sottolineare è il fatto che l’uso simbolico del colore come l’interpretazione dei sogni fanno parte integrante della saggezza umana e caratterizzano la storia dell’uomo sul piano mentale, fisico e spirituale, I termini “lingua perduta” e “inconscio collettivo”sono stati riferiti, con cognizione di causa, da Fromm e Jung a tali aspetti della coscienza umana e dell’evoluzione storica.
Come può esser sfruttato ai fìni della diagnosi il fatto che le preferenze cromatiche abbiano una base psicologica?
Gli estroversi amano i colori caldi.
Gli introversi preferiscono i colori freddi in quanto non necessitano di stimolazioni esterne.
Individui sensibili dal punto di vista emotivo reagiscono liberamente ai colori.
La persona inibita dal punto di vista emotivo spesso è scioccata dai colori («questo colore mista facendo impazzire»), poiché essi aprono un varco nella loro vita interiore, che tale persona cerca di nascondere.
L’individuo flemmatico di solito ha una personalità rigida e non rispondente all‘azione esercitata dal colore tanto che è soggetto solo in minima parte alle vibrazioni cromatiche sottili.
Dal punto di vista cromatico, si può affermare che ogni colore ha un suo significato; di norma, i colori scuri simboleggiano depressione e malinconia,mentre quelli brillanti indicano gioia e allegria. Reazioni estreme ai colori, di norma sono segno di patologie.
Il cromoterapeuta è conscio del fatto che la reazione ai colori non è soltanto di tipo psicologico, bensì anche di tipo fisico. Entrambe le reazioni interagiscono: non esiste alcuno stato patologico che sia puramente fisico o psicologico. Perciò l’applicazione terapeutica dei colori all’intero organismo dovrà tener conto del piano fisico, emotivo e mentale, nell’intento di armonizzare le frequenze vibratorie dell’organismo.
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