28 luglio 2016

Vermi del gatto

I gatti possono essere infestati da diversi parassiti intestinali: ascaridi, anchilostomi, tricuridi, cioè vermi del gatto tondi, tenie e vermi del gatto piatti.
Curare gli Animali
Curare gli Animali
Nei gattini queste parassitosi vengono trasmesse generalmente dalla madre.
Nel gatto adulto l’infestazione avviene per via oro-fecale o per via percutanea in qualsiasi ambiente a rischio (giardini pubblici, allevamenti, pensioni, esposizioni…).
Come riconoscere i vermi del gatto 
In un animale adulto, nella maggioranza dei casi, un’infestazione non mostra sintomi particolari. Il padrone può eventualmente notare delle strutture bianche nelle feci (larve o proglottidi della tenia), mentre le uova non sono visibili a occhio nudo.
In caso di infestazioni importanti si può notare opacità e perdita di pelo, dimagrimento, problemi intestinali, indebolimento generale. Negli animali giovani, vista la loro ancora carente risposta immunitaria, spesso si riscontrano infestazioni gravi che possono provocare, problemi di crescita, forti anemie e disidratazione.
Anche gli uomini possono venire contaminati da questi parassiti; la fascia di popolazione più a rischio sono i bambini piccoli.
Di regola con la crescita l’organismo sviluppa delle resistenze, per cui per gli adulti non vi sono grossi pericoli.

Fra i più comuni Vermi del gatto citiamo:

Ascaridi: si tratta di lunghi vermi, spesso rotondi e affusolati, che rilasciano nelle feci del gatto delle uova affinché possano contagiare nuovi esemplari. L’infezione avviene sia per trasmissione durante la gravidanza, quindi dalla madre al cucciolo, sia per l’ingestione di cibi contaminati. Sottraggono sostanze nutritive all’animale, che appare così smagrito, svogliato e spesso vittima di diarrea e vomito;

Tenia: spesso infettivo anche per l’uomo, questo verme piatto si aggancia come un uncino all’intestino del gatto, allungandosi a dismisura – anche fino a 70 centimetri – e rilasciando nelle feci parti del suo stesso organismo. Sebbene spesso non ci si accorga della sua esistenza, perché non sempre provoca scariche importanti, causa il rapido dimagrimento dell’animale poiché sottrae indebitamente quanto mangiato. Il contagio può avvenire per ingestione delle uova, ma anche da pulci e morsi in prossimità del condotto anale del micio;

Giardia: è un protozoo, di cui si è già abbondantemente parlato, che provoca diarree molto violente, estremamente maleodoranti e dai colori atipici. Così come tutte le infezioni parassitarie, causa il rapido dimagrimento dell’animale.

Le cure naturali più efficaci per i vermi del gatto 
Preparare un decotto con un ciuffo di prezzemolo fresco in mezzo litro d’acqua da far bollire per 3 minuti. Filtrare, lasciar raffreddare e mettere un cucchiaio d’acqua nel cibo dell’animale una volta al giorno. Procedere così per una settimana.
Somministrare il decotto al prezzemolo anche nel corso della seconda settimana, e aggiungere una goccia di tintura di noce due volte a settimana (sempre nel cibo).
Procedere in questo modo anche per la terza settimana, unendo un pizzico di estratto secco di assenzio al cibo quotidiano, per tutti i sette giorni.
Procedere così per la quarta settimana, unendo al cibo anche un pizzico di chiodi di garofano in polvere.
tratto dai manuali di Riza –  Medicine naturali per gli Animali
vi proponiamo l’esperienza di un nostro lettore:

Curiosando nella sezione della cura degli animali ho verificato quanto proposto per la cura dei vermi felini.

Poichè in famiglia ci curiamo con omeopatia e fiori di Bach vorrei proporre il rimedio utilizzato per estirpare un’infestazione da tenie che occorse al nostro splendido micione Tobia una decina di anni fa (purtroppo deceduto 17 mesi fa all’età di 15 anni).

Il veterinario propose i soliti vermifughi allopatici ma informati dei pesanti effetti collaterali alla fine optai per il rimedio omeopatico “STANNUM METALLICUM”

alla 30 CH (potenza usuale in casa nostra) che somministrai per due o tre volte a distanza di 4 ore ognuna (benchè la posologia consigliata fosse stata di una dose) con i tre granelli del rimedio, sbriciolati e sciolti in po’ d’acqua, somministrati mediante una siringa ipodermica (ovviamente senza ago 🙂 ).

I vermi furono debellati in poche ore, senza effetti negativi sul micione e per tutta la rimanente vita dell’animale, una decina d’anni o forse più, il problema non si ripresentò più.

Spero che questa esperienza possa essere interessante, ringrazio per la gentile ospitalità e porgo cordiali saluti.

Roberto

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