Questa sezione è dedicata alle 
CURE NATURALI PER GLI ANIMALI 
curare gli animali 
tratto dai manuali di Riza -  Medicine naturali per gli Animali
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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I gatti possono essere infestati da diversi parassiti intestinali: ascaridi, anchilostomi, tricuridi, cioè vermi tondi, tenie e vermi piatti. 
 
Nei gattini queste parassitosi vengono trasmesse generalmente dalla madre. 
Nel gatto adulto l’infestazione avviene per via oro-fecale o per via percutanea in qualsiasi ambiente a rischio (giardini pubblici, allevamenti, pensioni, esposizioni...). 
 
Come riconoscere i vermi del gatto 
In un animale adulto, nella maggioranza dei casi, un’infestazione non mostra sintomi particolari. Il padrone può eventualmente notare delle strutture bianche nelle feci (larve o proglottidi della tenia), mentre le uova non sono visibili a occhio nudo. 
 
In caso di infestazioni importanti si può notare opacità e perdita di pelo, dimagrimento, problemi intestinali, indebolimento generale. Negli animali giovani, vista la loro ancora carente risposta immunitaria, spesso si riscontrano infestazioni gravi che possono provocare, problemi di crescita, forti anemie e disidratazione. 
 
Anche gli uomini possono venire contaminati da questi parassiti; la fascia di popolazione più a rischio sono i bambini piccoli. 
Di regola con la crescita l’organismo sviluppa delle resistenze, per cui per gli adulti non vi sono grossi pericoli. 
 
Le cure naturali più efficaci 
Preparare un decotto con un ciuffo di prezzemolo fresco in mezzo litro d’acqua da far bollire per 3 minuti. Filtrare, lasciar raffreddare e mettere un cucchiaio d’acqua nel cibo dell’animale una volta al giorno. Procedere così per una settimana. 
 
Somministrare il decotto al prezzemolo anche nel corso della seconda settimana, e aggiungere una goccia di tintura di noce due volte a settimana (sempre nel cibo).  
 
Procedere in questo modo anche per la terza settimana, unendo un pizzico di estratto secco di assenzio al cibo quotidiano, per tutti i sette giorni. 
 
Procedere così per la quarta settimana, unendo al cibo anche un pizzico di chiodi di garofano in polvere. 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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