25 luglio 2016

Rafano

Rafano
(Armoracia rusticana)
Il rafano, conosciuto anche con i nomi, di Cren, Barbaforte, Rafano rusticano, cresce selvatico in alcune zone d’Italia.
Ama i terreni freschi, le posizioni ombrose e viene coltivato negli orti per il particolare sapore piccante delle radici che lo fanno apprezzare come salsa di contorno nei bolliti.
A scopo medicinale si raccolgono le radici in autunno a partire dal secondo anno d’impianto che andranno conservate fresche stratificate nella sabbia.
A fini proteici esse possono essere utilizzate cotte o crude. Nel secondo caso dopo averle grattugiate si condiscono con aceto e sale in modo da formare una salsa dal sapore fortemente piccante che verrà conservata in vasetti di vetro.
Come medicinale il rafano viene utilizzato come antiscorbutico, anticatarrale e depurativo. Contro i calcoli della bile risulta efficace la seguente ricetta: si estrae per centrifugazione della radice il succo della quale si consumerà nella misura di 70 gr la prima volta e si aumenterà progressivamente la dose fino ad arrivare dopo 20 giorni al consumo giornaliero di 350 gr di succo. Giunti a questo limite si scala a ritroso fino ad arrivare dopo altri 20 giorni agli iniziali 70 gr giornalieri e qui termina la cura.
L’uso del rafano non si consiglia a chi soffre di infiammazioni intestinali, ai malati di reni, nei casi di acidità di stomaco, ulcera gastrica e duodenale.

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