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ERBE 
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La sezione Erbe è a cura di Osvaldo Cioè
 
 
 
 
 
 
 
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Vischio (Viscum album)  
 
Il vischio è una pianta parassita, sempreverde, che mette radici sopra il legno di alcuni alberi, soprattutto querce, meli, peri, mandorli, aceri, salici, pioppi, abeti. Il fusto del vischio si suddivide in varie forcelle e produce dei frutti biancastri che contengono un seme avvolto in una sostanza appiccicosa. 
 
Fiorisce da febbraio a maggio. Fin dall’antichità il vischio raccolto sulle querce era sacro ai celti, che lo raccoglievano con un apposito rituale durante il solstizio d’inverno. I rametti di vischio venivano levati dalla quercia ospite per mezzo di una piccola falce d’oro e conservati in pezze di lino affinché non perdessero i loro magici poteri.  
 
Alla piantina la tradizione ha attribuito le proprietà più straordinarie: contadini europei ritenevano che avesse la capacità di domare gli incendi. Allo scopo tenevano appesi dei rametti di vischio in casa. Altri erano convinti che se una donna sterile lo consuma ben presto sarà prolifica. 
 
In campo terapeutico veniva applicato sul ventre dei colitici per quietarne i dolori, oppure lo si riteneva capace di vincere l’epilessia, o addirittura se ne facevano delle collane che venivano poste al collo dei bambini per preservarli dalle malattie in genere.  
 
Oggi a scopo farmaceutico si raccolgono i piccoli rami provvisti di foglie. La droga contiene delle sostanze chimiche che agiscono come ipotensivo e cardiotonico. Contro l’alta pressione sanguigna, l’arteriosclerosi, l’epilessia si fanno bollire 5 gr di droga in un litro d’acqua per alcuni minuti, si lascia riposare per una decina di minuti, si filtra e se ne bevono da 1 a 3 tazze il giorno lontano dai pasti. 
 
Nell’ipertensione si prepara una miscela in parti uguali di vischio, biancospino, achillea e timo. Se ne mette a bollire per alcuni minuti un cucchiaio in una tazza d’acqua calda, si lascia riposare per 10 minuti, si filtra e si consuma. 
 
Contro i congelamenti si prepara una pomata al vischio amalgamando le bacche fresche con strutto di maiale ed applicando l’impasto ottenuto sulle parti congelate.  
 
 
 
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