|
Il Feng Shui (letteralmente “vento e acqua”) ha avuto origine circa 4.000 anni fa ed è stato influenzato da numerose culture e religioni che si sono succedute nel corso della storia dell’Impero Cinese. E’ un insieme di nozioni dell’antica disciplina cinese che insegna all’uomo in che modo creare armonia tra le sue energie e l’ambiente che lo circonda.
Le radici del Feng Shui risalgono alla più antica mitologia cinese. Secondo le antiche credenze, infatti, in origine la Cina era dominata da varie tribù governate da re-sciamani, i quali conoscevano le energie dell’acqua e del vento ed erano in grado di governarle a vantaggio del loro popolo. Uno di questi re-sciamani, di nome Fu Hsi (circa 2800 a.C.), ebbe il merito di aver dato al mondo la conoscenza del primo Bagua, quello noto come “Cielo Anteriore”; il Bagua è una griglia geomantica attraverso cui si possono individuare le zone fisiche che corrispondono a determinati avvenimenti.
Il secondo Bagua, il “Cielo Posteriore”, fu invece donato al mondo da un altro re-sciamano, di nome Yü, in un modo miracoloso.
In quel tempo, infatti, una terribile inondazione era sul punto di sterminare tutto il popolo del regno ma Yü, grazie alle sue conoscenze nell’arte magica, riuscì a calmare le acque e mentre queste rientravano nelle loro sedi comparve una tartaruga che aveva disegnato sul dorso lo schema del secondo Bagua, il “cielo posteriore”.
Dal re-sciamano Yü si formò la prima dinastia imperiale ed egli divenne quindi il primo imperatore cinese: era il 2205 a.C.
Lo sciamano Kiang Shen è famoso per aver scritto l’I Ching o Libro dei Mutamenti. Precedentemente al 1000 A. C., infatti, esisteva solo una tradizione orale. Dai frammenti dell’opera di Shen, nel 600 A. C, Confucio derivò la sua versione dell’I Ching con le storiche annotazioni; nello stesso periodo Lao Tze scrisse il Taote-Ching, in 44 versi, il “libro del Tao e della virtù” considerato una della vette del pensiero cinese.
Nel corso del regno della dinastia Han, il K’an-yu (letteralmente “La forma del territorio basata sulla comprensione delle vie del cielo e delle vie della terra”), precursore del Feng Shui, fu portato all’apice e la dinastia fu in grado di mantenere il potere per più di 400 anni, dal 206 a.C. al 219 d.C.
Con il regno della dinastia T’ang, che governò tra il 618 ed il 960 d.c. momento in cui anche il Taoismo aveva raggiunto il massimo splendore, il Feng Shui divenne una scienza vera e propria.
Il periodo di relativa tranquillità della dinastia T’ang fu interrotto dai popoli mongoli che comandati da Kublai Khan, nel 1729 d.C. invasero la Cina.
Il popolo cinese impiegò ben 100 anni per riuscire a riappropriarsi della cultura e vi riuscì grazie ad un agricoltore ribelle di nome Chu Yuan-Chang, quale diede origine alla dinastia Ming.
Usando le divinazioni di un monaco taoista di nome Liu Po-hun, il nuovo imperatore Chu sconfisse i Mongoli. Ottenuto il potere, Chu, allo scopo di proteggere il trono, comandò di mettere a morte tutti quelli che gli avevano prestato aiuto, anche il monaco Liu Po. Quest’ultimo, però, aveva previsto anche questo evento e riuscì a scappare. L’imperatore s’infuriò talmente che ordinò di uccidere tutti i taositi. In pochi decenni l’intera arte taoista della divinazione fu cancellata.
Quando nacque l’ultima dinastia cinese, la dinastia Ch’ing (1644-1911), che era subentrata alla dinastia Ming, fu recuperata la maggior parte della tradizione più colta del taoismo, dando al Feng Shui e alla divinazione un nuovo periodo di grandezza. In questo periodo furono introdotti anche nuovi elementi sul karma e sulle ore e i giorni più favorevoli per le pratiche commerciali o per iniziare importanti progetti.
Con la Repubblica Popolare Cinese (1949), ebbe termine il ruolo ufficiale del Feng Shui nell’ambito delle scienze statali.
|