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È consigliabile verificare in anticipo l’aula designata per la formazione, la conferenza o l’incontro, in modo da evitare di trovarsi impreparati a fronteggiare grandi e piccoli problemi.
Ogni luogo possiede, poi, delle caratteristiche specifiche che lo rendono piacevole o che procurano disagio al punto di compromettere le prestazioni o l’apprendimento.
La dottrina del Feng Shui consiglia quindi, in primo luogo, di capire se è possibile mettersi in una direzione conforme al proprio orientamento personale; se ciò non è possibile è meglio disporre chi parla con la nuca rivolta a nord, cosa che favorisce la concentrazione, e chi ascolta con la nuca a sud, cosa che mantiene sveglia l’attenzione, e di prendere contatto con i diversi orientamenti in modo da “familiarizzare” con lo spazio e costruire punti di riferimento per ricaricarsi d’energia durante le lunghe ore d’aula (o conferenza).
Il fatto di identificare i punti d’intersezione (detti nodi geo-patogeni) dei reticolati che producono i campi elettromagnetici naturali, può, infatti, essere utile sia in caso di caduta d’energia sia in caso sovraeccitamento o nervosismo non solo di chi parla ma anche di chi ascolta.
Nodi geo-patogeni
I più rilevanti sono i cosiddetti nodi di Hartmann, dal nome del loro scopritore (Ernst Hartmann, medico tedesco, 1915-1992). Secondo il Feng Shui, infatti, la terra è ricoperta da una griglia di strisce originate da fiumi sotterranei, radiazioni cosmiche e dalla struttura cristallina dei minerali presenti sulla crosta terrestre.
All’incrocio di queste strisce, nei nodi di Hartmann, appunto, si verificherebbero effetti negativi per gli esseri viventi. Tali effetti sono derivati dall’impossibilità per l’individuo di ricaricare la sua energia vitale.
Campi elettromagnetici naturali
L’irraggiamento cosmico e quello tellurico producono risonanze e interferenze nella superficie terrestre e nell’atmosfera che agiscono e penetrano in diversa misura l’ambiente e le forme di vita. I loro effetti a lungo termine sono particolarmente dannosi per l’uomo e vanno dai disturbi del sonno a forme di cancro incurabile. Per questo motivo è sempre bene identificare l’esistenza di tali campi e non permanervi troppo a lungo.
Costruire sano
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), dopo accurate analisi, ha giudicato che l’inquinamento dell’aria che si trova negli ambienti interni è superiore a quello dell’esterno. Questo problema deriva dalle sostanze tossiche che mobili, pavimenti, accessori, colle diffondono nell’ambiente. Sin dal 1983 l’Oms ha sostenuto l’esistenza di una sick building syndrome, cioè una sindrome da costruzione malsana, dove il termine malsana comprende anche costruzioni nuove e luminose, ma erette con componenti tossici e arredate con altrettanti mobili tossici.
L’architettura bioecologica
Nel 1989 nasce il “Manifesto per un’architettura bioecologica” su cui scrivevano gli architetti Siegfried Campana, Gianfranco Carignano, Enrico Micelli ed Ermes Santi, che affrontano apertamente i problemi riguardanti l’utilizzo di materiali da costruzione dannosi per l’uomo utilizzati nell’edilizia moderna. Ora sempre più persone s’interessano alla bioedilizia e al costruire e arredare in modo naturale.
Si registra, infatti, una crescita per i mobili ecologici e le tinture naturali e verso l’edilizia tradizionale, che punta al benessere della persona, più che al risparmio apparente.
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