Questa sezione è dedicata ai 
FIORI DI BACH 
fiori di bach 
La sezione Fiori di Bach è curata dalla Dott.ssa Marcella Saponaro
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
GLI STUDI DI IMMUNOLOGIA DI EDWARD BACH 
 
 
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Comincia così ad interessarsi di immunologia, un campo di studi ancora giovane per quei tempi, e diventa assistente di batteriologia presso l’ospedale universitario. Questo nuovo approccio aprirà al giovane Bach delle porte nuove e congeniali alle sue future intuizioni, oltre a dargli grande fama e successo in ambito medico internazionale. 
Ben presto, studiando la flora batterica intestinale di diversi pazienti cronici, riesce a isolarne dei bacilli che si presentano in concentrazione nettamente superiore alla media. Ottenendo dei vaccini autogeni da questi microrganismi, li inietta negli stessi pazienti, osservando miglioramenti clinici notevoli dei loro disturbi cronici (artrite, emicrania, ecc.). Anzi, dopo vari tentativi, scopre che può iniettarli anche ad intervalli lunghi, ottenendo ugualmente risultati duraturi. Conoscendo le successive scoperte di Bach, non stupisce l’iniziale approccio agli studi immunologici, quasi a cercare subito nel paziente stesso le cause della sua sofferenza e ad ottenere, con la sua reazione, la maniera di combatterla. Inoltre, questa nuova visione terapeutica, questo cercare di ottenere con un “simile” la risposta della cura, lo porterà inesorabilmente agli studi omeopatici, anche se con fonti e metodi di preparazione completamente diversi. E’ interessante anche notare come l’inizio di tutte le sue ricerche sia localizzato nell’intestino, ritenuto a torto un contenitore di scarti ma che ha rivestito frequentemente un punto di riferimento importante nelle diverse medicine. Pensate all’importanza assunta dalla pulizia intestinale nella medicina ayurvedica (il famoso panchakarma) o alle tradizioni della “medicina escrementizia” dove antichi popoli scacciavano i “demoni” della malattia con escrementi ripugnanti. Pensate al ruolo fondamentale della flora intestinale nella protezione immunitaria di tutte le mucose, agli effetti di alcune intolleranze alimentari su diversi disturbi generali psicofisici, agli sudi della Clark sul ruolo patogeno (anche sul cancro) di alcuni parassiti intestinali, all’importanza che sta via via assumendo l’idrocolon come tecnica terapeutica. E cosa dire poi dei risvolti psicologici che riveste questo “mare delle emozioni” che è l’intestino? Del binomio pensieri-meteorismo, della similitudine anatomica tra circonvoluzioni cerebrali e le anse intestinali, degli studi sulle corrispondenze emotive dei cibi? Non a caso Paracelso equiparava la vita a una digestione: di emozioni e di esperienze. Qui il salto è di qualità ma prelude a ciò che diventeranno le scoperte di Edward Bach. Storl e Scheffer correlano addirittura il passaggio di trasformazione morte-vita gestito dalla flora batterica intestinale (dove il cibo, frantumato e sezionato viene assorbito e genera nuove energia) al ciclo biologico del fiore (che rappresenta il culmine della crescita della pianta, prima di appassire completamente). Dalla morte necessaria arriva la vita. Le nostre trasformazioni, che fanno sempre “morire” qualcosa dentro di noi, danno vita a nuove energie e i fiori catalizzano questo processo.
 
 
 
 
 
 
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