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Questa sezione è dedicata ai
FIORI DI BACH
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La sezione Fiori di Bach è curata dalla Dott.ssa Marcella Saponaro
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Agrimony - Aspen - Beech - Centaury - Cerato - Cherry Plum - Chestnut Bud - Chicory - Clematis - Crab Apple - Elm - Gentian - Gorse - Heather - Holly - Honeysuckle - Hornbeam - Impatiens - Larch - Mimulus - Mustard - Oak - Olive - Pine - Red Chestnut - Rock Rose - Rock Water - Scleranthus - Star of Bethlehem - Sweet Chestnut - Vervain - Vine - Walnut - Water Violet - White Chestnut - Wild Oat - Wild Rose - Willow - Rescue Remedy
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L'APPROCCIO OMEOPATICO DI EDWARD BACH
Nel ’18 Bach si dimette dall’ospedale e apre un laboratorio a Nottingham Place, dove gli anni successivi avrebbe continuato instancabilmente i suoi studi, affiancato da un equipe di assistenti. Ma accade qualcosa di molto importante: l’incontro con la medicina omeopatica. Leggendo l’Organon scopre quel grosso lavoro di ricerca e di sperimentazione effettuato da Hahnemann, rilevando molte similitudini con le sue tecniche e le sue stesse intuizioni. Lo colpisce la relazione che viene fatta tra malattia cronica e tossiemia intestinale, il tentativo di personalizzare ogni terapia trattando il paziente e il suo terreno specifico, la possibilità di curare col simile, la ricerca dei rimedi nella natura, la visione olistica dell’uomo considerato nella sua componente energetica e spirituale. La tecnica di preparazione omeopatica gli permette di diluire i suoi stessi vaccini intestinali e di ottenere nosodi d’assumere oralmente. Comincia così a lavorare come batteriologo all’ospedale omeopatico di Londra e produce sette vaccini autogeni isolando appunto sette bacilli intestinali (E.Coli, Proteus morgan, ecc.) e trattando con essi la maggior parte delle malattie croniche. Bach diventa famoso in tutto il mondo per i suoi rimedi molto efficaci, anche se dalla preparazione semplice e dall’assunzione poco invasiva. La sua acuta osservazione lo porta poi a porre in relazione ogni nosode con un particolare tipo di personalità anticipando così quelli che saranno i capisaldi delle sue scoperte future (ad es. la predominanza del paratifo associata a paura, ecc.).
Nel 1922, a trentasei anni, nel pieno della sua carriera e della sua fama, si dimette dall’ospedale omeopatico per aprire un grande laboratorio a Park Crescent. Nonostante il successo è rimasto uno studioso instancabile e la sua passione come la sua incessante curiosità lo portano a lavorare tantissimo. Dirige la sua equipe di assistenti, prepara i nosodi, investe tutti i guadagni nella ricerca, visita i poveri nel piccolo studio a Nottingham Place, partecipa alle conferenze presentando i suoi lavori. Si interessa di tutto, di dietologia, di omeopatia, di malattie croniche e di patogenesi del cancro. La sua inquietudine nasce anche dalla ricerca di rimedi ugualmente efficaci ma provenienti dalla natura e dal bisogno di dare un significato all’origine della malattia. Cerca qualcosa di estremamente semplice che riesca ad arrivare al cuore del problema. Comincia così a provare tantissimi rimedi ottenuti da piante diverse, ne prepara diluizioni diverse ma non riesce ad arrivare ad alcun risultato.
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