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Questa sezione è dedicata ai
FIORI DI BACH
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La sezione Fiori di Bach è curata dalla Dott.ssa Marcella Saponaro
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ASSUNZIONE DEI FIORI DI BACH
METODO CLASSICO
Si prende una boccettina di vetro di 30 ml, possibilmente scura, con contagocce di vetro, previamente pulita anche se nuova e la si riempie con ¾ di acqua pura. Essendo difficile trovare una sorgente pura, specie in città, si usa di solito acqua minerale non addizionata, conservata in bottiglie di vetro.
Non si usa acqua distillata perché considerata energeticamente morta. Si aggiunge poi per ¼ cognac, possibilmente di ottima qualità. La scelta del cognac è data ovviamente dalla sua naturale provenienza, la vite per altro è utilizzata con i suoi fiori tra i nostri rimedi, quindi è decisamente vicina alla floriterapia. Nella miscela di base si diluiscono tre gocce di ciascuna essenza scelta per il paziente, sei gocce se è il Rescue Remedy. Non è necessario agitare o dinamizzare, di questa preparazione si assumono quattro gocce sublinguali quattro volte al giorno. L’ora di assunzione può essere scelta dal paziente ma in generale si consiglia di comprendere il momento del risveglio e quello prima di addormentarsi mentre si sconsiglia quello immediatamente successivo ad un pasto. Se aumentare la quantità di gocce non cambia l’effetto, questo può essere aumentato o diminuito agendo sulla frequenza di assunzione. Nella mia esperienza clinica ho incontrato qualche volta pazienti molto sensibili al dosaggio, dove anche una o due assunzioni giornaliere erano sufficienti a dare buoni risultati. Nel caso invece di un problema acuto o particolarmente grave, si può ridurre l’intervallo fino anche a pochi minuti, fino a che i sintomi non si attenuano. Ad esempio in caso di lutto, prima di un esame, in una crisi di panico, un travaglio di parto, ecc.. anche il Rescue Remedy puro potrà essere un eccellente strumento. Nelle situazioni in cui l’alcool è sconsigliato ci sono diverse alternative (ad esempio pazienti che hanno meno di cinque anni o sono astemi o sono ex alcolisti o soffrono di epatopatie particolari o prendono psicofarmaci di una certa entità o assumono antiepilettici o hanno lesioni orali.). In questi casi si può usare come conservante aceto di mele o glicerina vegetale o si può diluire ulteriormente la dose di quattro gocce in un po’ d’acqua oppure si possono diluire le due gocce del rimedio puro in un bicchiere d’acqua e sorseggiarlo durante la giornata. In questo ultimo caso la diluizione deve essere fatta ovviamente ogni giorno e il paziente dovrà acquistare le essenze pure scelte per lui. Un’altra possibilità, riferita da molti terapeuti, è quella di usare alcune acque “speciali” (ad esempio l’acqua di Lourdes) che hanno la capacità di conservarsi per parecchio tempo senza deteriorarsi. Tra l’altro ne basta poca in una bottiglia di vetro a cui viene aggiunta acqua minerale pura per ottenere nel giro di dodici ore un contenuto che ha totalmente le stesse proprietà. In questo modo non si esaurisce mai e si ha la possibilità di evitare l’alcool come conservante. Qualunque sia la modalità utilizzata (sconsigliata la conservazione in frigo), è sempre meglio non far toccare il contagocce con la lingua, per contaminarlo il meno possibile e stare attenti in estate alle alte temperature. Evitare inoltre di porre la boccetta sotto il sole diretto, su apparecchi elettrici in funzioni, computer e soprattutto cellulari. Certamente le frequenze dei fiori sono molto resistenti e d’altro canto siamo quasi sempre immersi tra vibrazioni e interferenze magnetiche, ma dove è possibile è meglio evitare. Per quanto poi riguarda il numero delle essenze diluibili qui si entra in una discussione complessa che trova spesso in ciascun floriterapeuta la sua personale applicazione. C’è chi preferisce darne sette alla volta, chi non supera mai i sei (centro Bach) o i nove o chi ne da anche sedici nella prima miscela. Io ritengo che l’effetto non sia nè migliore nè peggiore diminuendo o aumentando il numero, l’importante è che siano giusti per quel paziente e in quel momento della sua vita. Non è consigliabile comunque usarne tanti, gli stimoli sarebbero troppo dispersivi. Meglio rispettare i tempi di crescita e la consapevolezza del paziente e fare dei piani di intervento prediligendo inizialmente i problemi più urgenti.
ASSUNZIONE DIRETTA
I fiori di Bach si possono assumere anche dal rimedio puro, quello di riserva per intenderci, con la posologia di due gocce sublinguali (quattro se rescue) quattro volte al dì. Essendo il messaggio di tipo energetico e non dose dipendente, questa diversa assunzione non dovrebbe dare effetti significativamente diversi a parte risultare più costosa per il paziente (specie se sono diversi fiori).
Per alcuni terapeuti in realtà la sostanza potente dell’acqua sembra essere necessaria per avere effetti curativi duraturi nel tempo. Quindi i rimedi puri darebbero effetti più rapidi e superficiali, mentre la diluizione in acqua effetti più lenti e più profondi (consigliata nei casi cronici).
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