25 novembre 2017

Vitamine e apparato circolatorio

Vitamine e apparato circolatorio
Vitamine e apparato circolatorio

Sebbene sia ormai risaputo da tempo che la carenza di certe sostanze chimiche organiche chiamate vitamine possa causare malattie come il rachitismo, lo scorbuto, il beri-beri, la pellagra, eccetera, solo dì recente si è cominciato a prestare attenzione al ruolo che svolgono le vitamine nel conservare l’integrità dell’apparato circolatorio.

A dire il vero, se tutti convengono che la vitamina D possa curare il rachitismo, non tutti sono d’accordo nel sostenere che la vitamina E sia utile nella cura delle malattie cardiache o dei disturbi  Circolatori.
Vediamo allora le prove raccolte sul ruolo delle varie vitamine nella protezione dell’apparato circolatorio.
Secondo alcune ricerche, ci sono vitamine del complesso B che possono contribuire alla prevenzione e alla cura dell’aterosclerosi. Per esempio la colina, un agente lipotropo, vale a dire che si combina senza difficoltà con ì grassi e gli oli accelerando così la rimozione dei depositi di grassi di cui sappiamo gli effetti perniciosi quando si depositano sulle pareti delle arterie.
Ma sembra che nel metabolismo dei grassi sia coinvolta anche la piridossina o vitamina B6. Una carenza di piridossina nella dieta delle scimmie provoca aterosclerosi.
Inoltre il deficit di B6 provoca nei topi un rialzo della pressione. Non è escluso che qualcosa di analogo avvenga nell’uomo.
Ma quanta piridossina c’è nella nostra dieta? Dai dati offerti dalla letteratura medica è possibile che un adulto riceva soltanto una quota marginale di piridossina in quei periodi dell’anno in cui frutta e verdura fresche non sono disponibili.
Naturalmente bisogna poi tener conto anche di quel gruppo abbastanza vasto di persone che non utilizzano semplicemente verdure e frutta fresche e crude neanche quando sono disponibili. Queste persone sono ovviamente destinate a presentare deficit di piridossina lungo tutto l’arco dell’anno.
Vediamo ora la parte che svolge la piridossina nel metabolismo dei grassi. Parte del suo compito consiste nell’aiutare il corpo a utilizzare gli acidi grassi insaturi, quegli importantissimi grassi che si ritrovano abbondantemente negli oli vegetali.
Se nella dieta di un individuo ci dovesse essere una carenza di questi grassi insaturi, costui avrebbe bisogno di una quantità ancora maggiore di piridossina, mentre gliene occorrerebbe meno se questi grassi fossero presenti in abbondanza nella dieta.
Noi sappiamo che il colesterolo, quella sostanza che si deposita sulle pareti delle arterie riducendone colina ed elasticità, viene allontanato dagli acidi grassi insaturi.
I livelli di colesterolo nel sangue delle scimmie carenti di piridossina sono più alti di quelli delle scimmie che ricevono una forte quantità di questa vitamina, il che sembrerebbe indicare che la piridossina svolge un ruolo anche nel complicato processo di accumulo ed eliminazione dei grassi
La piridossina, al pari della colina, può essere integrata ricorrendo ad adeguate quantità di lievito di birra. Si trova in quantità notevole nella frutta e nelle verdure crude.
Anche l’inositolo, altra entità che fa parte del complesso B, avrebbe a che fare con il metabolismo dei grassi e del colesterolo. Numerose ricerche hanno dimostrato che prendendo una dose giornaliera di inositolo si abbassa il contenuto di colesterolo nel sangue.
Una delle vitamine più importanti per la nostra salute è la tiamina (B1), necessaria per la crescita.
La tiamina ha anche una parte importante nell’integrità del sistema nervoso centrale e, soprattutto, un’importanza vitale nella digestione e nell’assimilazione di tutti gli alimenti a base di carboidrati, cioè gli zuccheri e gli amidi, tanto che dev’essere presente in quantità considerevole se vogliamo che questi alimenti vengano utilizzati dal corpo.
Zucchero, farina, cereali raffinati e molti altri alimenti lavorati industrialmente sottraggono tiamina all’organismo.
Se si mangiano carboidrati sotto forma naturale non si verifica carenza di tiamina, perché quella necessaria per digerire lo zucchero e gli amidi è presente nei cibi allo stato naturale.
La proposta di introdurre l’acido folico nella cura dell’arteriosclerosi offre qualche speranza (da confermare) a quegli individui di oltre 40 anni che cominciano ad accusare i primi disturbi circolatori.
Questa è appunto la conclusione a cui arriva il dottor Tibor Kopjas dopo aver studiato l’effetto dell’acido folico sulla circolazione collaterale nei casi di arteriosclerosi diffusa.
Si è in attesa di altri studi per saperne di più. Intanto non sarà male fare una buona scorta di acido folico.
Ne sono ricche le verdure a foglie verdi (folico deriva da foglia) come la lattuga, gli spinaci, l’indivia e i broccoli; e poi anche le carote, i funghi, i cavolfiori, i piselli. Tra la frutta, l’anguria, il melone, i pomodori e le arance ne sono relativamente ricchi.
Buono anche il germe di grano, ma gli altri cereali ne sono forniti solo moderatamente.

Tratto dalle Guide per la Salute

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