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Questa sezione è dedicata al
METODO IRECA
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sezione a cura di Life Quality Project
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Sedi IRECA:
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DURATA DELTRATTAMENTO ENERGETICO
Di quanti trattamenti si ha bisogno? È importante che queste applicazioni vengano date consecutivamente. L'ideale è farli tutti i giorni, soprattutto quando si inizia la cura; in questo modo l'energia non ha il tempo di disperdersi tra una sedutae l'altra, al contrario, si accumula e si potenzia e l'evoluzione della cura è molto più rapida. All'inizio di un trattamento di energia bisogna "bombardare" per più giorni consecutivi per poter far partire un processo di attivazionedel lavoro: da 3 a 5 giorni consecutivi è un ritmo ottimale, una volta a settimana non serve a nulla, siamo comunque liberi di agire come possiamo e come vogliamo per quello che riguarda la durata del trattamento energetico. Non si può determinare in anticipo la durata di questo trattamento e non è consigliabile dire alla persona "ti tratterò per 5-10-15 giorni", perché non abbiamo né il diritto né il potere di fare delle promesse di guarigione, non possiamo conoscere l'evoluzione della malattia né sapere e prevedere come la persona reagirà all'energia. Se una persona pensa alla durata e al risultato, questo comportamento sarà di ostacolo all'energia, dobbiamo in qualche modo separarci e distaccarci dal risultato; quando si entra nel tipo di logica del risultato, si riduce il modo di captare l'energia. Una persona dovrebbe avere l'umiltà di trasmettere l'energia fino a quando è necessario. Quando cominciate un trattamento
di energia è molto raro che alla fine del 3° - 5° giorno non ci sia alcun cambiamento, se non altro della condizione generale: il malato ha più resistenza, più vitalità, dorme meglio, ricomincia a mangiare. Non fatevi intrappolare dalla voglia delle persone di non prendere più le loro medicine, consigliate sempre loro di chiedere al loro medico se possono ridurre le dosi delle medicine; non intervenite mai sull'aspetto medico. Se verificate che ci sono dei miglioramenti potete diradare i trattamenti, il minimo comunque è sempre 3 volte alla settimana, non esistono regole fisse, tutto è basato sulla disponibilità e sulla possibilità delle persone. Se alla fine di alcune settimane non vedete alcun risultato avete il diritto di lasciar perdere, anche il malato ha questo diritto; potete anche indirizzarlo a qualcun altro e avete anche il diritto di non curare nessuno. Dipende da voi. Abbiamo parlato di casi di miglioramento, ma ci sono anche casi di aggravamento. Questo va detto, come va detto anche che questo è normale, anzi, è un segno eccellente perché vuol dire che è iniziata la "depurazione": come in tutte le tecniche energetiche il miglioramento può iniziare con una depurazione del malato; per esempio, se parlate con un agopuntore, questo vi dirà che all'inizio c'è un peggioramento, lo stesso se parlate con un osteopata o con un pranoterapeuta, e qualche volta ci può scatenare perfino una malattia latente; non è così divertente quando un paziente si affida a questa cura, ma a volte ci sono dei risultati straordinari. Naturalmente bisogna considerare la possibilità che le sedute energetiche siano inefficaci; non dite "con me non funziona, questa energia non vale niente", non vi colpevolizzate per un insuccesso e non abbiate rancore verso l'energia. Ricordatevi:non potete contaminare e non sarete contaminati dalla persona perché l'energia passa attraverso di voi e quindi cura voi e la persona allo stesso tempo, come una doccia di luce; per esempio, ai malati di AIDS che hanno frequentato il corso è consigliato di curare gli altri per malattie semplici, ma non gli altri malati di AIDS, perché mettendo in moto i trattamenti avranno più possibilità di guarire perché ogni volta l'energia passerà attraverso di loro. E' consigliabile a tutti coloro che sono malati perché è un modo di guarire se stessi; l'energia è sempre pura e quando esce da qualcuno che la trasmette e che è malato, è autopulente. Se non c'è stato alcun risultato spettacolare alla fine delle vostre sedute energetiche, cosa che può succedere, può darsi che la persona a cui avete trasmesso l'energia abbia bisogno di più tempo per capire quello che la malattia ha voluto dirgli, perché una malattia non è mai un fattore casuale.
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