Questa sezione è dedicata ai 
MASSAGGI 
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AUTOMASSAGGIO ENERGETICO SONORO 
 
 
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TRATTIAMOCI CON TATTO 
L’Automassaggio energetico sonoro. L’uso della voce e del respiro per raggiungere, dalla pelle, la profondità 
 
Preparandomi alla nascita di mio figlio, tanti anni fa, ebbi la fortuna di scoprire uno dei più bei libri pubblicati, in quegli anni (fine anni 70), sul “tatto”*: uno degli organi di senso più trascurati, sottovalutati, insieme all’olfatto; eppure, tramite la pelle, è l'organo sensoriale più esteso e ricettivo del corpo.  
 
Tutte le sensazioni, che dalla pelle originano, vengono rielaborate dalla mente e le sensazioni diventano percezioni, emozioni e sentimenti.  
Cosa sappiamo della pelle: che protegge, contiene, limita e contemporaneamente permette il contatto con gli altri, accoglie un'infinità di stimoli e risponde.  
 
Sin dalla nascita è l'organo che filtra il mondo esterno. Per questa ragione il tatto ha un'importanza fondamentale sin da subito. La psicologia infantile colloca lo sviluppo della mente e del pensiero già nel primo anno di vita e la pelle è l'organo di questo sviluppo. 
 
Il tatto è il primo senso a svilupparsi e il contatto è il primo veicolo di una comunicazione affettiva: fornisce protezione, dà la sicurezza di non essere soli ed è la prova della nostra identità in quanto soggetti sensibili, oggetto di cura e di amore. 
 
Quello che rende diverso il tatto dagli altri organi sensoriali è che implica sempre la presenza, congiunta e inseparabile, del corpo che si tocca e del nostro corpo con il quale tocchiamo. Nonostante sia un senso legato alla superficie corporea, il tatto trasferisce l’esperienza all’interno di noi stessi.  
 
Strumento principe del tatto sono le mani con le loro differenti modalità espressive: c’è un modo di toccare che è affettivo, comunicativo, carezzevole, che conforta e dà gioia e trasmette emozioni benefiche. Usare consapevolmente le mani, come strumento e veicolo di trasmissione, ci conduce alla riconquista della nostra capacità di trasferire benessere. Il massaggio ha dunque una storia certamente molto antica che si fonde con quella del genere umano.  
 
A partire dalle epoche più antiche il massaggio e, ancor di più, l’automassaggio, ha rappresentato il più semplice e istintivo metodo di autocura; possiamo riconoscere quotidianamente la sua azione analgesica nel semplice gesto di appoggiare una mano sulla parte del corpo che ci dà dolore. Di letteratura ce n’è un’infinità sul tema, ma arriva il momento dell’esperienza, per cui, anni fa, ho voluto verificare se la pratica del massaggio davvero mi era così congeniale come “pensavo”.  
 
Il “casuale” incontro con la Life Quality Project e il suo Progetto Benessere ha fatto il resto. Ho cercato di fare di più: migliorare la conoscenza di me, in particolare attraverso la pratica di alcune discipline. Visti gli effetti benefici che ne ho tratto, penso possa essere utile darne informazione a chi legge. 
 
Per farlo colgo l’occasione della recentissima riedizione aggiornata del libro Perfect Shape through dynamic System di Caterina Germani (edizione LQPI) che, guarda caso, inserisce un ricco capitolo sull’Automassaggio energetico sonoro. Un metodo che sfrutta il principio della vibrazione indirizzata, lavorando su una contemporanea e complementare sollecitazione delle diverse regioni dell’apparato scheletrico, articolare, endocrino e muscolare del corpo umano e agisce contemporaneamente su vari livelli: energetico (calore), meccanico (manipolazione diretta), mentale (Intenzione) e sonoro (auto ed eso-produzione sonora).  
 
Prima di leggere il libro, stavolta, ho indossato un bel costume da bagno, in uno zainetto ho buttato dentro olii, asciugamano. Per la prima volta avrei massaggiato me stessa. Sì, la cosa mi commuoveva già prima, ma durante la pratica è diventata tenerezza, amore, cura nel senso pieno del termine. Mi sono sentita palmo a palmo per la prima volta. 
 
Prima di iniziare la pratica Caterina ci ha invitati a eseguire il massaggio con Attenzione, Intenzione e Dedicazione. 
 
Provo a fare calma dentro di me, per tentare di essere presente in quel che sto facendo, ricordandomi perché sono lì e chi sono. Voglio condurvi in questo straordinario percorso. 
Nelle mani risiede una gran quantità di energia, ma siccome non ne siamo consapevoli, molto spesso la disperdiamo.  
 
Strofinando le mani, seguendo la tecnica di Caterina, evidentemente ho riattivato un piccolo scrigno da cui 
dopo poco è fluito un grande calore. La respirazione, ma soprattutto la consapevolezza del mio respiro, era il tappeto su cui viaggiavo. 
 
La pratica dell’automassaggio ha inizio: si parte dal viso con dei movimenti energici e, allo stesso tempo, amorevoli, con la consapevolezza di non voler trascurare nemmeno un angolo dell’intero volto. Mentre imitavamo i movimenti delle sue mani, Caterina ci dava consigli di varia natura su come curare in modo naturale il viso. Una volta presa… la mano, ci ha fatto emettere uno specifico suono.  
 
La sfera di intervento sonoro si attua principalmente attraverso la produzione autonoma da parte del praticante di frequenze non elaborate (consonanti a emissione lunga con la propria voce) che vanno a sollecitare le regioni interessate per conduzione ossea diretta. Dal viso, siamo passati al collo, alla colonna vertebrale, delicatamente verso il torace.  
 
In ogni momento di passaggio da una zona all’altra qualcosa dentro di me affermava: eccomi, io esisto! Dal torace all’addome e subito alla zona lombare. Ogni volta emetto il mio suono. Il lavoro avviene dall’interno e dall’esterno. Il massaggio energetico lavora, con il respiro che fa da motore, per raggiungere dalla pelle la profondità; e il suono con le vibrazioni, creando risonanza, distende e prepara la muscolatura a ricevere il massaggio. Il tappeto musicale è stato composto da Cristiano Corradetti tenendo conto di più piani di azione: una struttura temporale musicale costruita sincronicamente per blocchi di zone da trattare; l’utilizzo di specifiche frequenze che creino la giusta risonanza nella parte del corpo trattata; la scelta di una ritmica che entri in armonia con il movimento.  
 
E di nuovo… la “camminata sui glutei” è stata portentosa per rinforzare la zona pelvica e l’emissione sonora, entrando  in risonanza con gli organi genitali fortifica questa zona preziosa per accumulare vigore da restituire al corpo nei momenti di necessità.  
 
Da lì alle spalle, poi gli arti superiori e le mani. Il lavoro si completa con il massaggio degli arti inferiori e dei piedi. La vibrazione che resta dentro, dopo un lavoro come questo, mi ha reso più sensibile, nel senso di più attenta, a livello sensoriale, più viva. Alla fine ero... come dirvi... più gentile con me stessa! Se sentite che l’iniziativa vi interessa, tenetevi informati consultando www. perfectshape.it La primavera risveglia il corpo dal letargo invernale... cominciateci a pensare, io ve lo consiglio, prima che Caterina Germani ne inventi un’altra… 
 
Maria Rosaria Colella 
Istruttrice di Movimenti della Via della Salute, operatrice Ireca, operatrice di Nuat Thai Bo Ruan e Foot Massage Thai, praticante di Mastering Power Fighting e Zhineng, giornalista.
 
 
 
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