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«Fu a mio padre una sera che chiesi cosa fossero le mestruazioni, di cui avevo sentito parlare a scuola dalle mie compagne. Lui mi fece uno splendido dono: disse che dentro ogni donna è come se ci fosse una culla, per accogliere il bimbo nella pancia, come mia mamma aveva avuto in pancia mia sorella. È un posto speciale, e quando una bambina diventa donna, cioè può aspettare un bambino, ogni mese il suo corpo prepara la culla nuova pronta per accoglierlo. Se il bimbo non viene, il corpo la disfa, fa pulizia e ne prepara un’altra. Cominciai da allora ad attendere con impazienza che il mio ventre si preparasse all’evento e quando infine mi vennero ebbi la sensazione di avere anch’io, nonostante tutto, la mia culla. Ero trionfante»
Maddalena Bertolini Fanton, Le mani nelle donne, Guaraldi, 1995.
Non capita spesso di leggere qualcosa di bello sulle mestruazioni, sono le parole di un’ostetrica, che ha scelto, come dice il titolo del suo libro, di “mettere le mani nelle donne”. Che differenza rispetto ai proclami di una ginecologa americana che ha promesso addirittura che tra qualche anno libererà definitivamente le donne da questa anacronistica schiavitù: basterà una pillola a far dimenticare l’odiato ciclo. La mestruazione è - non si sa per quanto ancora - il “marchio” di appartenenza al genere femminile, fastidiosa incombenza mensile che costringe a rallentare i ritmi di vita, a confrontarsi con un malessere che il più delle volte si tenta di cancellare con una pillola, a ricordare la nostra comunione con il mondo della natura.
Siamo imprigionati in una vita frenetica, con ritmi che sconvolgono la naturalità del corpo che richiede invece anche pause, silenzi, armonia con le stagioni. La quotidianità ci divora e questo è ancora più vero per le donne, il cui tempo è suddiviso tra mille obblighi e attività.
I disturbi del ciclo mestruale femminile sono diffusissimi ma non sempre hanno una base organica: amenorrea, menometrorragie, dismenorrea, hanno rivelato spesso un’origine psicogena, espressione di disagi profondi, legati all’identità femminile, all’espressione di bisogni e desideri negati.
Per le problematiche mestruali la medicina ufficiale ha in genere un’unica soluzione: la pillola estroprogestinica, da assumersi per un periodo variabile di tempo, allo scopo di far riposare il sistema alterato, sperando che la pausa lo aiuti a riequilibrarsi. Ma le recenti scoperte sulla fisiologia endocrina femminile, i nuovi paradigmi della Psiconeuroimmunologia - in cui l’organismo è visto come una rete di comunicazione che comprende in un unico sistema le attività nervosa, endocrina e immunitaria - stanno rivoluzionando assiomi dati finora per immutabili e fornendo basi scientifiche all’approccio olistico. Considerando l’organismo come una rete di comunicazione integrata risulta molto dannoso il blocco dell’intero asse ormonale ipofisi-gonadi.
Le terapie naturali vanno sempre personalizzate, le cure vanno date da un terapeuta esperto, questi sono solo consigli generali
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