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Anatomia dell’apparato respiratorio
Gli organi deputati al processo respiratorio sono i polmoni e le vie respiratorie. Le vie respiratorie partono dalla cavità nasale e sono formate da un insieme di condotti che, dopo una lunga serie di ramificazioni, terminano negli alveoli polmonari, chiamati anche “celle respiratorie”, dato che in essi si verifica lo scambio gassoso tra aria immessa nell’organismo con la respirazione e il sangue carico di anidride carbonica. Spesso, insieme all’aria, entrano nel nostro organismo particelle estranee (pulviscolo atmosferico) che in genere vengono espulse quasi subito grazie ai vortici che si creano nelle prime vie aeree e che le fanno aderire alla mucosa; grazie ai movimento delle vibrisse che ricoprono la parete interna del naso le particelle vengono espulse. Nel caso in cui il materiale malato sia particolarmente irritante o voluminoso scattano dei riflessi che portano alla chiusura dell’epiglottide e all’innescarsi del meccanismo della tosse. Attraverso le coane il naso comunica con la faringe, organo comune sia all’apparato respiratorio sia a quello digerente. Alla faringe seguono la laringe e la trachea. La prima è un organo dotato di una certa mobilità verticale, funzionale alle attività di respirazione, deglutizione, estensione e flessione del collo. La seconda, costituita da una serie di 16-20 robusti anelli cartilaginei sovrapposti, è rappezzata al suo interno da tessuto epiteliale ciliato. In particolare, la laringe è una sorta di piccola scatola, posta davanti all’esofago all’interno della quale trovano posto le corde vocali; tra essa e la faringe si trova l’epiglottide una piega che impedisce al cibo di entrare nei nostri polmoni. Appena sotto la laringe si trova la trachea, un robusto tubo formato da anelli di cartilagine, che convoglia l’aria dalle vie aree ai polmoni, ove si divide in due rami, i bronchi. Questi si dirigono ciascuno verso il proprio polmone suddividendosi ulteriormente in bronchioli e poi in alveoli. È a questo livello, grazie alla presenza di capillari e all’estrema sottigliezza delle pareti degli alveoli, che - avviene l’ossigenazione del sangue. La parte dell’albero bronchiale, che arriva ai bronchioli, è quasi esclusivamente deputata alla funzione di trasporto, mentre negli alveoli è lo scambio gassoso a prevalere. La trachea all’altezza della quarta vertebra toracica, si biforca nei due grossi bronchi, detti bronchi extra-polmonari, che, attraverso un avallamento chiamato ilo, s’immettono nel polmone corrispondente e si suddividono in diverse ramificazioni, il cui complesso costituisce l’albero bronchiale. I bronchi penetrano quindi nei polmoni: sono questi due organi a occupare la cavità toracica e a delimitare la sezione il mediastino - in cui risiede il cuore. I polmoni sono ricoperti da una membrana sierosa a doppia parete di cui una, la pleura viscerale, aderisce alla superficie polmonare mentre l’altra, la pleura parietale, si dispone sulla superficie interna della cavità toracica. Tra le due lamine pleuriche si trova uno strato sottile di liquido pleurico utile a mantenere il giusto livello di lubrificazione sulle pareti dei foglietti pleurici e ad agevolare in tal modo i movimenti di espansione e di contrazione implicati nell’atto respiratorio. Quando dell’aria penetra nella cavità pleurica si determina un pneumotorace che riduce notevolmente l’attività polmonare a seguito della diminuzione di volume e di pressione sofferta dal polmone interessato. Il pneumotorace unilaterale, tuttavia, è ben tollerato dall’organismo e, in caso di tubercolosi, lo si provoca artificialmente a fini terapeutici di modo che il polmone si affatichi il meno possibile.
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