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Le cifre della respirazione
La quantità di aria immessa ed emessa in un atto respiratorio normale è di 500 cm circa (aria corrente), ma essa può aumentare considerevolmente in particolari condizioni. Infatti con un’inspirazione forzata può essere introdotto un volume d’aria pari a 2000-3000 cm circa (riserva inspiratoria), mentre con un’espirazione forzata può essere emesso un volume d’aria di 1000 cm3 circa (riserva espiratoria).
La somma dei volumi di aria corrente sia della riserva inspiratoria sia della riserva espiratoria viene detta capacità vitale dei polmoni ed è di 4000-4500 cm3 circa. In un individuo normale adulto a riposo gli atti respiratori variano da 13 a 17 ogni minuto; diminuiscono di poco nella donna e sono assai frequenti nel neonato che ne presenta circa 60-70 al minuto.
Il numero aumenta ulteriormente quando si compie uno sforzo ed è più elevato in individui dotati di sistema muscolare sviluppato (es. atleti), meno elevato in soggetti obesi. Una respirazione consapevole media durante una sessione di Rebirthing va da 20 a 30 atti respiratori al minuto, sebbene il volume d’aria immessa possa essere di ben 10 volte superiore a quello di un atto respiratorio normale.
La regolazione del ritmo respiratorio avviene fisiologicamente ad opera del centro respiratorio ubicato nella sostanza reticolare del tronco encefalico, dove due gruppi neuronali, uno inspiratorio e l’altro espiratorio, mantengono l’automatico modello ritmico circolare di attivazione e inibizione. Il controllo dell’attività respiratoria è esercitato nel centro respiratorio situato nel bulbo. Da qui, gli impulsi, sotto forma di potenziali elettrici, percorrono le fibre nervo s per giungere a una serie di piccoli gruppi di cellule nel midollo spinale (tratto cervicale e toracico), dove hanno origine i nervi del diaframma e dei muscoli intercostali che determinano i movimenti inspiratori. Si deve osservare che solo in questa fase (inspiratoria) il centro bulbare entra in azione, mentre l’espirazione è provocata semplicemente per via meccanica dalla diminuzione del volume della cassa toracica.
La respirazione costituisce l’apparato escretore del corpo per eccellenza. La sudorazione è seconda per importanza, seguita dall’apparato urinario e da quello per la defecazione, che chiude l’elenco degli apparati escretori del corpo. Se ne deduce facilmente che una cattiva respirazione fa circolare tossine nel sangue e il danno che ne riceve l’organismo è paragonabile a quello che ci procura l’inquinamento atmosferico. Quando il ritmo della respirazione è connesso si producono nel corpo flussi energetici che lo nutrono e lo purificano a un livello ottimale.
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