|
La parte bassa della schiena, collegata al bacino e alle gambe, è anche simbolicamente in stretta connessione con il mondo delle pulsioni (il bacino è la sede dell’intestino e degli organi riproduttivi) e con la facoltà di camminare e muoversi liberamente. Ecco quindi che un dolore o un blocco a questo livello può essere legato a un “conflitto” che riguarda uno di questi ambiti o entrambi; per esempio, il ben noto “colpo della strega”, riducendoci per qualche giorno all’immobilità e al dolore, ci consente innegabilmente anche di fuggire da situazioni (esistenziali, sessuali, lavorative ecc.) in cui la “coscienza” o il quieto vivere ci indurrebbe a restare. La lombalgia esprime dunque qualcosa di molto personale. E conta fino a un certo punto che la causa sia un cattivo movimento o una tensione psichica. Anzi, possiamo dire che i due fattori non sono separabili, e che in qualche modo un modo tutto individuale si esprimono insieme in varia misura. Ecco perché la cura del mal di schiena non può essere uguale per tutti e non deve essere banalizzata da una pillola che semplicemente allevia il dolore per qualche tempo.
Chi incorre periodicamente nel mal di schiena è quasi sempre un soggetto dotato di una forte carica istintuale, sia sessualmente sia in altre espressioni di vita: possiede grande spirito d’iniziativa, determinazione nel perseguire gli obiettivi, slanci nella loro realizzazione e creatività. Si tratta di persone quindi dotate di grandi potenzialità, che però non riescono a gestire a causa di una rigidità o coerenza morale che trova spesso le sue radici in un’educazione e in un’atmosfera familiare esigente e inflessibile. E, per esempio, il caso di chi reprime le proprie fantasie sessuali in nome di una morale (o moralismo?) appresa ma intimamente non condivisa; o di chi reprime i propri slanci emotivi perché convinto che una personalità forte debba tenere “tutto dentro”. Ma è anche il caso di chi pretende molto da se stesso e pur di raggiungere certi obiettivi si forza fino al limite delle sue capacità, ignorando magari i propri reali desideri, che potrebbero andare addirittura in senso contrario a quello che si sta facendo. E tutto questo per non sembrare mai, ai propri occhi e a quelli degli altri, una persona - guarda caso! - senza spina dorsale...
Quando si arriva a un punto critico di tensione emotiva o di carico di impegni, ma ancora non si vuole prendere coscienza di una situazione inadatta alla propria natura, il mal di schiena, il dolore o il “blocco” che interviene a farsi carico della questione e che, come tutti i sintomi, lo fa in modo ambivalente: chi voleva essere tutto d’un pezzo è costretto a piegarsi”, ma nello stesso tempo ha anche trovato la scusa buona per non doverlo essere; chi voleva “trasgredire seguendo i propri naturali desideri sessuali (condannati dalla “regola interna”) non può farlo, ma ha anche la scusa buona per non affrontare la situazione.
|