25 luglio 2016

I sintomi dell’ ulcera

sintomi dell' ulceraChi soffre di ulcera cronica è in genere in buone condizioni generali, nonostante soffra cronicamente di disturbi gastrici attenzione quindi ai sintomi.
Il dolore dell’ulcera ha un andamento tipicamente ciclico: è presente in alcuni periodi mentre in altri è assente. In caso di ulcera duodenale la ciclicità è spesso stagionale (primavera e autunno).
Il dolore si localizza nella parte alta e centrale dell’addome ed è simile a un crampo.
Tuttavia, essendo un dolore viscerale, la sua sede non è molto precisa, a differenza dei dolori superficiali (cutanei e muscolari) che sono ben localizzati e circoscritti.
Compare in relazione ai pasti, ma in maniera differente nei due tipi di ulcera.
• In caso di ulcera gastrica “alta” (cioè situata nella parte alta dello stomaco, che è quella che secerne di più il succo gastrico), l’ingestione degli alimenti stimola la produzione di acido cloridrico, che va così subito a irritare l’ulcera. li dolore si manifesta dunque appena ingeriamo il cibo.
• In caso di ulcera gastrica “bassa” il dolore può essere bifasico, cioè diviso in due momenti: si può avere un dolore immediato appena ingenti gli alimenti, che in seguito scompare per l’azione “tampone” del cibo che si raccoglie nella parte bassa; dopo un paio d’ore però il dolore ritorna, quando lo stomaco si svuota.
• Nell’ulcera duodenale si ha solo dolore “tardivo”. Infatti quando inizia la secrezione acida non esiste comunicazione tra stomaco e duodeno, in quanto il piloro si chiude.
L’effetto del succo gastrico si manifesta invece quando lo stomaco si svuota (dopo circa 2 ore) e quando si svuota anche il duodeno (dopo circa 3 ore). Il dolore viene eliminato con l’introduzione di altro cibo (e per questo viene chiamato “dolore da fame”), che provoca la chiusura del piloro, impedendo che l’acido giunga a contatto con la mucosa duodenale ulcerata.
Il dolore duodenale può comparire anche la notte, il periodo più lungo della giornata in cui non si ingeriscono alimenti (soprattutto tra le 2 e le 3).
Riassumendo  
Il dolore è provocato dal pasto nell’ulcera gastrica, mentre è migliorato dagli alimenti in quella duodenale.
Ne consegue che nel primo caso si tende a mangiare di meno, e a perdere peso, mentre nel secondo caso si tende a mangiare più spesso e a ingrassare.
Infine, in alcuni casi di ulcera duodenale, il dolore può essere avvertito sulla schiena, centralmente all’altezza delle ultime costole, ed essere quindi scambiato per un problema alla colonna vertebrale.
Ai vari tipi di dolore possono accompagnarsi nausea e vomito, in seguito a pasti abbondanti o a cibi di per sé irritanti.
Chi soffre di questi problemi comunque impara presto a correggere le abitudini alimentari sfavorevoli, evitando e bevande alcoliche e e sostanze dannose, come la maggior parte delle spezie e i grassi fritti.
Come si arriva all’ ulcerazione
L’ ulcerazione può essere unica o multipla (2-3 o più) e in stadio di “maturazione” a volte diverso.
L’erosione inizia infatti con un primo stadio, in cui c’è solo una piccola discontinuità nella mucosa, localizzata sempre in un punto di passaggio fra un tratto di mucosa normale e uno di mucosa infiammata.
Sembra che qui il succo gastrico trovi più spazio per la sua azione dannosa.
Nel tempo la lesione va più in profondità, ulcerando il tessuto fino ai piccoli vasi sanguigni che irrorano quella zona.
A quel punto è facile che si verifichi un sanguinamento, più o meno grande a seconda della grandezza dell’arteriola coinvolta.
Lo stomaco un crocevia di sintomi
Lo stomaco si trova in una posizione cruciale nell’organismo: appena al di sotto del torace, nella parte alta dell’addome, è praticamente al centro del tronco, in una zona delicata e sensibile, e proprio per questa sua posizione è in contatto diretto con molti organi circostanti: il fegato a destra, il pancreas di dietro, il colon di sotto, la milza a destra, il muscolo diaframma (deputato alla respirazione) in alto; inoltre, pur separato dal diaframma, è “in linea d’aria” vicinissimo al cuore e ai polmoni.
A volte, quando è un po’ più in basso, anche con l’intestino tenue.
Un malessere legato allo stomaco può influire quindi sugli altri organi e viceversa.
Facciamo un esempio tanto diffuso quanto sottovalutato: il gonfiore di stomaco. Spesso, soprattutto se siamo in ansia e parliamo molto durante la giornata, magari mentre mangiamo velocemente perché non abbiamo tempo, inghiottiamo molta aria (aerofagia).
Questa gonfia lo stomaco che va a comprimere gli organi vicini, dando un senso di tensione su tutto l’addome, e talora anche dolore, Il gonfiore può arrivare anche a “togliere spazio” al cuore, provocando realmente dei sintomi cardiaci (extrasistoli, cioè sensazione di doppio battito seguito da una pausa, e tachicardia, cioè aumento della frequenza).
In altri casi è il colon che può essere pieno d’aria (meteorismo), soprattutto nella porzione sotto il fegato e lo stomaco (colon trasverso).
Oltre a dare un senso di tensione, il colon così disteso può schiacciare lo stomaco rendendo difficile il suo svuotamento (quindi senso di pesantezza e crampi), ma anche causare un fastidio nella zona del fegato.
Lo stomaco è dunque un organo “sociale”: distribuisce agli organi vicini il suo malessere e raccoglie il loro, Per questo se “si sta male di stomaco” è impossibile ignorarlo e proseguire nelle proprie attività: il malessere è generale.
Perché lo stomaco non può aspettare: vuole che interveniamo, e subito!

Tratto dal libro “I rimedi naturali per lo stomaco” – Riza

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