Questa sezione è dedicata allo 
STOMACO 
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Tratto dal libro "I rimedi naturali per lo stomaco" - Riza
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Gastrite 
 
 
 
 
 
 
La Gastrite acuta 
 
 
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La gastrite acuta è un’infiammazione dello stomaco che insorge nel giro di poco tempo (ore e a volte anche minuti!) e che coinvolge la mucosa gastrica, erodendola in alcuni punti senza però andare oltre un certo limite (cosa che invece accade nell’ulcera). Nella maggior parte dei casi, la gastrite guarisce senza lasciare traccia sulla mucosa, che può tornare esattamente come prima. Più raramente, soprattutto quando la si trascura, la gastrite non passa; anzi, l’erosione va più in profondità evolvendo in un’ulcera vera e propria. Le cause possono essere agenti e situazioni di varia origine e natura.  
 
La gastrite da farmaci  
I farmaci sono sostanze sintetiche, non naturali, e come tali quasi tutti possono irritare la mucosa dello stomaco con cui vengono a contatto appena ingenti.  
Uno dei più dannosi è l’acido acetilsalicilico, principio attivo dell’aspirina (analgesico e antinfiammatorio) di cui spesso si fa un uso eccessivo e incontrollato, Esso indebolisce la barriera mucosa difensiva, permettendo che l’acido cloridrico attacchi la stessa mucosa che lo produce. Questa non può che reagire con un’infiammazione, cioè con una “battaglia” contro qualcosa percepito dal corpo come pericoloso. Inoltre, l’aspirina diminuisce le prostaglandine, sostanze protettive della mucosa. Un effetto, questo, tipico di tutti i farmaci della categoria dei FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei), strettamente “imparentati” con l’aspirina. 
Tra i più usati: nimesulide, diclofenac, ketoprofene e ibuprofene. FANS e aspirina sono largamente impiegati in tutto il mondo per tantissime patologie in cui è presente dolore e/o infiammazione, e vengono usati anche dopo un intervento chirurgico. Purtroppo,molte persone li assumono a dosi massicce e per troppo tempo, senza neanche consultare il medico. Tutto ciò porta a gastriti che, se non curate in tempo (partendo dalla sospensione del farmaco) possono evolvere anche in un’ulcera perforata, evenienza molto grave. Si pensi che addirittura il 40% delle gastriti è dovuto proprio a questi farmaci. Per ridurre tali inconvenienti, i medici prescrivono i FANS solo quando strettamente necessario e in assenza di controindicazioni - come una gastrite cronica o un’ulcera precedente - e gli affiancano un farmaco gastroprotettore. Ricordiamoci inoltre di assumerli sempre a stomaco pieno, in modo da ridurre il loro contatto con la mucosa. Anche altri farmaci possono provocare gastrite, vomito e nausea. Il loro numero è altissimo e qui ricordiamo solo: i cortisonici e gli antibiotici... È buona norma quindi guardare sempre il foglietto illustrativo alla voce “effetti collaterali”.  
 
La gastrite da alcol, caffè e fumo 
L’assunzione di alcol può infiammare lo stomaco, a causa dell’azione dannosa diretta che esso svolge sulla mucosa (del resto l’alcol che scende nell’esofago dà proprio la sensazione di piacevole “fiammata” riscaldante). La caffeina contenuta nel caffè e le sostanze aromatiche presenti nel caffè decaffeinato “incitano” invece la mucosa a produrre quantità maggiori di acido cloridrico, che può così irritare la mucosa, soprattutto in periodi di grande affaticamento psicofisico (esami, superlavoro ecc.). Nei forti fumatori infine sono frequenti gli episodi di gastrite acuta dovuta all’azione lesiva che la nicotina esercita sulle cellule della mucosa, altera ndone la capacità di produrre bicarbonato e quindi di proteggersi. Inoltre fumare non diminuisce lo stress e il nervosismo, anzi lo aumenta. Infatti, dopo poco tempo dall’ultima sigaretta il corpo è “stressato” dalla riduzione del tasso di nicotina nel sangue. Lo stress aumenta fino a quando non scatta la voglia di un’altra sigaretta. Qualche boccata fa risalire la nicotina (dando un momentaneo effetto rilassante) che però scenderà poco dopo, riproducendo lo stress e il bisogno di un’altra sigaretta, e così via nell’arco della giornata. Il fumatore quindi è ben più stressato del non fumatore, eccetto che nelle brevi pause dopo aver fumato, e questo comporterebbe una stimolazione del nervo vago con aumento della produzione di acido cloridrico.  
 
La gastrite da stress  
Per stress in questo caso si intende un surmenage di tipo fisico. Ci Sono diverse patologie in cui lo stomaco può irritarsi a tal punto da peggiorare il quadro globale della situazione: ustioni estese, infezioni batteriche generalizzate, interventi chirurgici importanti, gravi malattie polmonari, insufficienza renale acuta o cronica, malattie epatiche. In tutti questi casi, in cui l’organismo è impegnato in una dura battaglia o è fortemente indebolito, lo stomaco diventa vulnerabile: si pensa che, di volta in volta, entrino in gioco la predisposizione individuale insieme a un’attività anomala del nervo vago che diminuirebbero l’afflusso di sangue allo stomaco e di conseguenza la barriera protettiva della mucosa.  
 
I sintomi della gastrite acuta 
Dispepsia: la digestione diviene lenta e difficoltosa, Il cibo può sostare a lungo nello stomaco, anche diverse ore, dando una sensazione di pesantezza che preme nella zona sotto lo sterno ma che può irradiarsi anche nel petto. Altre volte si ha la sensazione di gonfiore con eruttazioni frequenti ma “inutili”, nel senso che non migliorano la liberazione dell’aria.  
 
Dolore: spesso presente, si manifesta a livello dell’epigastrio, la zona compresa tra la parte inferiore dello sterno e l’ombelico, sotto forma di fitte o di crampi specie dopo l’ingestione di sostanze irritanti e a stomaco vuoto, Il cibo infatti funziona da “tampone” nei confronti del succo gastrico. 
 
Bruciore: può alternarsi con le altre forme di dolore o può dominare il campo da solo. Si ha proprio la sensazione di qualcosa che brucia “dentro”, di un incendio che non si riesce a spegnere e che fin da subito è motivo di grande tormento. Anch’esso è più presente e intenso a digiuno. 
 
• Inappetenza e nausea: la mucosa irritata si difende bloccando lo stimolo della fame (il classico “stomaco chiuso”) oppure provocando una sgradevole sensazione di nausea. Una parola che deriva dal greco naus, nave, proprio a indicare il penoso malessere, tipico del mal di mare, in cui sembra di dover vomitare da un momento all’altro senza però riuscire a farlo.  
 
Vomito: è la reazione, presente solo in alcuni casi, con cui io stomaco rifiuta fortemente e ineluttabilmente il cibo quando questo è in eccesso o quando la mucosa è irritata, Se però l’infiammazione ha eroso un poco di più la mucosa fino a farla sanguinare (gastrite acuta emorragica), il vomito può verificarsi anche in assenza di alimenti. In questo caso sarà impregnato di un sangue color marrone, La cosa migliore da fare è recarsi al più presto da uno specialista, Se l’emorragia è massiccia è invece il caso di recarsi subito al pronto soccorso, per evitare collassi (shock emorragico). In caso di emorragie molto lievi il sangue  viene eliminato con le feci che assumono un tipico colore nerastro.  
 
 
 
 
 
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