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Questa sezione è dedicata allo
STRETCHING
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tratto da Stretching, allungare mente e corpo - a cura di Vanessa Bini, Ediz. The Book
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La pratica
Piedi
Gambe
Addome
Braccia
Mani
Colonna vertebrale
Dorso
Schiena
Viso
Collo
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Respirazione biomeccanica
Ma come si combinano le fasi della respirazione con l’attività muscolare di riposo e di sforzo?
Innanzitutto bisogna dire che la fase di inspirazione viene combinata con la fase di riposo muscolare, di recupero; mentre la fase di espirazione viene associata, contrariamente alle considerazioni anatomiche, alla fase del movimento attivo dello sforzo.
Associare la fase espiratoria allo sforzo potrebbe sembrare un non senso fisiologico, ma ci sono valide spiegazioni in quanto:
il riflesso pneumomuscolare, eccitando i recettori polmonari, determina un incremento funzionale allo stato dei muscoli scheletrici; l’incrementata pressione addominale interna diminuisce del 30% l’azione del carico; la maggior parte dei muscoli antigravitari (ovvero quei muscoli che per molte ore al giorno devono essere mantenuti attivi per permettere l’assunzione di determinate posizioni del corpo contro la forza di gravità) sono inspiratori e sono situati al di sopra della cintura addominale. Un esempio sono i muscoli glutei che devono mantenere un certo grado di contrazione tonica per impedire che il corpo, per effetto del proprio baricentro e della forza di gravità, cada in avanti. Per evitare un blocco del diaframma in inspirazione è opportuno effettuare gli esercizi di stiramento (stretching) insistendo sull’espirazione che si deve eseguire liberamente, senza controllo della bocca o della laringe e deve diventare più ampia;
lo sviluppo della forza muscolare è strettamente connesso con le fasi della respirazione, e precisamente: l’apnea determina il più alto valore di forza muscolare, l’espirazione uno minore e l’inspirazione il più basso.
Il trattenimento del respiro, e la conseguente tensione della muscolatura espiratoria, aumenta la forza muscolare; mentre la contrazione della muscolatura inspiratoria la diminuisce.
Questi due punti di vista sono speculari: sono validi entrambi ma vanno scelti e applicati in maniera diversa a seconda del tipo di esercizio che si esegue: in particolare, per gli esercizi senza sovraccarichi è migliore quello “anatomico”, mentre per quelli con sovraccarichi è più indicato quello “biomeccanico”
CONCLUSIONI
La respirazione corretta durante un’attività fisica con sovraccarichi si esegue nel seguente modo:
1 espirare durante la fase concentrica del movimento;
2 inspirare durante la fase eccentrica del movimento;
3 non trattenere il fiato se non strettamente necessario (lavoro con carichi massimali), e quando lo si trattiene non espirare violentemente alla fine dello sforzo.
Durante un’attività fisica a corpo libero invece:
1 espirare quando: si flette la colonna vertebrale, si adducono gli arti superiori e si flettono gli arti inferiori;
2 inspirare quando: si estende la colonna vertebrale, si adducono gli arti superiori e si estendono gli arti inferiori.
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