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Questa sezione è dedicata allo
YOGA
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SAMYAMA
I CHAKRA
DALL'ORIENTE ALL'OCCIDENTE
FONDAMENTI DELLA PSICOSINTESI
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IL FUNZIONAMENTO DELLA MENTE
Per Patanjali si raggiunge lo stato di Yoga quando si sono arrestate le fluttazioni (citta vrtti nirodha) della mente. Per lo yoga la mente (citta) é intesa come processi mentali che sono di natura materiale, diciamo che i processi mentali sono fatti di una materialità sottile e dinamica.
Se io voglio controllare la mente dovrò in ogni caso conoscerla, comprendere il suo funzionamento e la sua attività.
Conosciamo sufficientemente la mente, siamo capaci di osservare le vrtti senza identificarci in esse? Conosciamo sufficientemente il processo del pensiero?
Qualunque sia la strada che sceglieremo, bisognerà iniziare con un processo di semplice osservazione, é necessario partire dall’osservare cosa ci succede dentro.
Per arrivare a spiegare compiutamente il significato di “citta”e il suo funzionamento illustriamo la visione dello Jnana Yoga28 (che combacia con quella del Vedanta) che pure é inglobato nel Raja Yoga ma con una differenza fondamentale: lo Jnana Yoga si basa su esperienze altrui (in questo simile all’approccio psicologico occidentale), ed é organizzato su insegnamenti e concetti formulati da altri, diversamente dal Raja Yoga che si basa prevalentemente sull’esperienza diretta.
Vediamo cosa é stato integrato da Patanjali da questa analisi della mente dello Jnana Yoga e del Vedanta29.
“ La psicologia Vedanta e lo Jnana Yoga utilizzano i concetti di manas, ahankara, buddhi e chitta per giungere ad una esauriente comprensione delle funzioni mentali.
Manas: la “mente inferiore” è quella parte che è a più diretto contatto con le informazioni in arrivo. Essa raccoglie le percezioni sensoriali e le coordina con le risposte motorie; coglie la forma di percezioni che mutano di momento in momento. Data la quantità di stimoli che arrivano, la mente inferiore è in uno stato di cambiamento continuo. Può anche registrare tracce di ricordi. . In un certo senso, funziona come un meccanismo di raccolta nel quale si accumula il massimo possibile numero di stimoli sensoriali. Non è in grado di prendere decisioni né di valutare. Accumula l’informazione e vi reagisce per abitudine o con il concorso degli istinti. Manas di per sé non è in grado di prendere una decisione. Per tale motivo lo yoga afferma che caratteristica fondamentale di manas è il dubbio. Essendo incapace di farsi un’idea delle cose e di valutarle e non ottenendo alcun aiuto in proposito dagli istinti, si limita a dubitare della validità di qualsiasi cosa. Senza l’influenza di zone più evolute della mente, quella sensorio-motoria è estremamente suscettibile al tira e molla degli istinti e delle emozioni.
Nel bel mezzo dell’esecuzione di una posizione yoga, per esempio, la mente può cominciare a vagare intorno a pensieri sulla cena, sul dessert, o su che cosa ordinare per il pranzo. I pensieri che si allontanano dal lavoro in corso indicano una deficienza delle funzioni mentali superiori per effetto della quale, la mente inferiore soggiace all’influenza del primordiale bisogno di cibo. Il corpo è abbandonato dalla mente e l’energia si divide: quella fisica impegnata nel movimento, quella mentale in una fantasticheria sul cibo. Non c’è un livello più elevato di attività che possa integrarle. La situazione è caotica e non può essere producente. La posizione è mal eseguita e potrebbe anche dar luogo ad una lesione. L’attività mentale col suo assorbire e sprecare energia, è priva di scopo e fuorviante. Manca una funzione integratrice superiore.
La mente inferiore, manas, quando funziona da sola non può far altro che reagire meccanicamente alle circostanze o agli impulsi.
Ahankara: l’utilizzazione intelligente dei dati che compaiono sullo schermo di manas dipende dall’azione di altre due funzioni. La prima di queste è il senso dell’Io(ahankara). Quando le percezioni sensoriali arrivano attraverso la mente inferiore sensorio-motoria, questo senso dell’Io ha il compito di trasformarle in esperienza personale collegandole all’identità individuale. Esso procura un senso di separatezza dal resto del mondo, una sensazione di distinzione e unicità. Esso è il mezzo che decide ciò che, tra i dati sensori e i ricordi, è “Io”. È la caratteristica della soggettività.
La psicologia occidentale tende a considerare come apice dello sviluppo l’acquisizione di un saldo e costante senso dell’Io. Si ritiene che a ciò si pervenga negli anni post-adolescenziali, allorché si sia raggiunta una stabile identità. Mantenere certi aspetti della personalità al di fuori della coscienza (rimozione) è considerato il prezzo da pagare per il conseguimento di questo traguardo evolutivo.
La psicologia yoga sottolinea la mancanza di unità che esiste nel senso dell’“Io” persino in questo stadio di sviluppo “adulto”. Anche un “ego maturo” è considerato solo relativamente integrato. Esso varia ancora in una certa misura, istante per istante e continua a lottare per mantenere fuori dalla coscienza tutti i ricordi e gli impulsi in contraddizione con l’immagine di sé. Nella psicologia yoga si ritiene che le potenzialità evolutive vadano ben oltre l’ego e che le capacità di crescita ed integrazione dell’essere umano siano di gran lunga maggiori.
Ahankara è un concetto più ampio di quello di ego. Esso comprende l’intero spettro del senso dell’Io, da quella parte che è alla base degli sforzi più elementari dell’animale per mantenere la propria integrità fino all’intero campo dell’ego normalmente sviluppato ed anche oltre, come vedremo in seguito.
Ahankara, tuttavia, è allo stesso tempo più limitato quanto alle funzioni in esso comprese. Non è un agente attivo nell’adozione di decisioni e nella produzione di pensieri, come l’ego della psicologia occidentale. Costituisce soltanto la delimitazione del senso dell’Io e rappresenta la linea che separa l’“Io” dal “non-Io”.
I concetti così come compaiono nella psicologia yoga rappresentano soltanto un caso particolare della loro applicazione. Il loro significato è più ampio e più profondo. Psicologia e filosofia, nel pensiero indiano, sono talmente interconnesse che non è facile separarle. Lo studio dell’essere umano è considerato compatibile con lo studio dell’universo, sia sotto l’aspetto fenomenico che nel suo significato esistenziale. Il microcosmo è considerato un mero riflesso del macrocosmo.
Buddhi: ogni volta che una percezione in ingresso compare sullo schermo di manas e viene collegata al senso dell’Io, deve essere presa qualche decisione. Deve essere formulato un giudizio e, in alcuni casi, deve essere scelta una risposta. Questa selezione e questo giudizio costituiscono la terza funzione principale. Essa valuta la situazione e stabilisce una linea di condotta. Questo potere decisionale è chiamato, nella psicologia yoga, buddhi. Esso è definito il “gioiello della corona” del discernimento e della comprensione. Per buddhi s’intende, quindi, un particolare tipo di intelligenza o saggezza.
La concezione yoga della mente è determinata da queste tre funzioni; esse occupano il Centro della ribalta nella psicologia yoga. La loro attività interdipendente produce ciò che identifichiamo come “la normale coscienza vigile”. Insieme esse costituiscono la “mente” di cui abbiamo consapevolezza. Ma non devono essere considerate come tre distinte entità o facoltà indipendenti, e neppure immaginate antropomorficamente. Esse non sono tre personalità minori indipendenti, che possono porsi l’una contro l’altra. Non può sorgere conflitto nella mente per effetto di loro tendenze contrastanti, come invece avviene nella teoria psicoanalitica occidentale dove ego, super-io ed es si contrappongono. È per questo che nella psicologia yoga le tre funzioni manas, ahankara e buddhi sono collettivamente denominate lo “strumento interno”. Esse funzionano come un tutto unico.
Esiste poi un certo numero di altre strutture che circondano, sostengono e sono collegate con questo complesso centrale della mente. Una di queste è la banca dei ricordi o chitta, che rimane per lo più al di fuori della coscienza. È il magazzino delle impressioni e delle passate esperienze. È da qui che i ricordi emergono per comparire sullo schermo della mente inferiore.” 30
E’ compito della Buddhi discriminare tra Prakrti e Purusa. 31
Secondo la filosofia yoga il purusa é l’ultima Realtà celata dietro quel mondo fenomenico nel suo aspetto soggettivo. E’ attraverso di lui che la prakrti si manifesta giungendo alla vita ma ci confonde, poiché esso si trova dietro al mondo fenomenico, ed é a causa dalla sovrapposizione fra il purusa e la prakrti che siamo portati a credere che il vero Sé sia una specie di entità fatta di coscienza, movimento e pensiero in un tutto mescolato.
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28 Jnana deriva dalla stessa radice del greco gnosis “conoscenza”. Jnana è lo yoga della conoscenza, dell’intelletto e della ragione.
29 Questa scuola di pensiero si basa sugli insegnamenti contenuti nel Prasthana-trayi (Upanishad, Brahma Sutra e Bhagavad Gita), che rappresenta il culmine della tradizione vedica e che è considerato da molti il distillato degli aspetti più profondi dell’antica filosofia indiana. Nella sua forma più pura, la psicologia Vedanta è una complessa e raffinata teoria della vita mentale. Forse più di ogni altra scuola di psicologia indiana essa ha teorizzato l’attività della mente in un modo altamente intellettuale, abbastanza compatibile con il pensiero occidentale e pertanto accettabile da questo.
30 Jnana deriva dalla stessa radice del greco gnosis “conoscenza”. Jnana è lo yoga della conoscenza, dell’intelletto e della ragione.
31 Questa scuola di pensiero si basa sugli insegnamenti contenuti nel Prasthana-trayi (Upanishad, Brahma Sutra e Bhagavad Gita), che rappresenta il culmine della tradizione vedica e che è considerato da molti il distillato degli aspetti più profondi dell’antica filosofia indiana. Nella sua forma più pura, la psicologia Vedanta è una complessa e raffinata teoria della vita mentale. Forse più di ogni altra scuola di psicologia indiana essa ha teorizzato l’attività della mente in un modo altamente intellettuale, abbastanza compatibile con il pensiero occidentale e pertanto accettabile da questo.
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