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Vediamo così, ad una ad una quali sono le componenti fisico-anatomiche intimamente connesse con parallele strutture energetiche-emozionali e  i corrispondenti a specifici stati di coscienza. 
Primo Centro: Muladhara la radice-supporto" è situato nella zona sacrale, è il Centro che controlla il corpo fisico costituito dagli atomi e dalle energie psichiche istintive legate alla sopravvivenza. L'ele mento che lo contraddistingue è la Terra. Sesso, paura, aggressività, territorialismo, sonno sono gli aspetti tipici di questo "Centro radice". È il Centro del sonno e dell'inerzia spirituale ma anche del risveglio della Kundalini. La caratteristica di chi è orientato in questo Centro è un materialismo privo di ogni aspirazione, una psiche legata alle tradizioni e agli averi materiali, una psicologia reattiva e grossolana, un forte attaccamen to e preoccupazione per la sopravvivenza. Questi sono anche esattamente i punti che devono essere superati per attivare il primo chakra. La Kundalini a questo livello è paragonata ad un drago.  
 
 
 
 
 
yoga primo chacra
Primo compito del ricercatore è liberare l'energia femminile Kundalini, la fanciulla interiore, da questo drago che giace nell'oscura inconsapevolezza del sonno spirituale e lasciarla ascendere alle sfere più elevate dell'essere. Nelle persone eccessivamente intellettuali il primo Centro è come staccato dal resto delle energie e questo provoca una caratteristica mancanza di realismo e grounding (piedi per terra). 
Sul piano fisico anatomico il primo Centro corrisponde alla zona anale, connessa con il coccige e la parte più primitiva del cervello rettile. Dal primo Centro dipartono canali energetici che scendono nella parte posteriore delle gambe fin sotto i piedi. È in relazione con la colonna vertebrale, il colon, l'ano e la prostata.” 49
Secondo Centro: Svadhisthana "la speciale dimora di lei" è il Centro sessuale, il cui elemento è l'Acqua, ed è connesso con il secondo corpo o corpo delle energie vitali o bioenergie, che corrisponde all'insieme di tutte le cellule e delle loro energie. 
 
 
 
 
yoga secondo chacra
“Quando una persona è identificata su questo Centro la sua unica necessità e scopo è il sesso, come erotismo e come relazione affettiva, desiderio incessante, insaziabile e frustrante basato sulla relazione interpersonale. Il superamento di questo livello reintegra l’energia riportandola in connessione con gli aspetti più elevati dell'essere  e trasformando la creatività biologica in creatività artistica, intellettuale e spirituale. 
Sul piano fisico anatomico il secondo Centro corrisponde alla zona sessuale, connessa con il bacino e il cervello rettile, si espande alla parte anteriore e interna delle gambe fino alle dita dei piedi. Il chakra Svadhisthana è in relazione con le ovaie e i testicoli, gli organi sessuali, la vescica e parte dell'intestino.”50
Terzo Centro: Manipura "la città dei gioielli splendenti" è il Centro delle emozioni, dei desideri e delle passioni, caratterizzato dall'elemento Fuoco.  
 
 
 
 
yoga terzo chacra
Qui nasce la spinta all'autoaffermazione, a dominare, conquistare, manipolare gli altri e il mondo. È il Centro psicofisico delle relazioni sociali e dei giudizi di valore sia positivi che negativi, verso gli altri e se stessi. Ira, tristezza, invidia, depressione, languore, esaltazione, ferocia. La maggior parte delle persone blocca questo Centro sentendosi dominata o impotente. Chi si identifica con questo Centro diventa competitivo e dominato dalla sete di raggiungere i suoi scopi.Sul piano fisico anatomico il terzo Centro corrisponde alla zona gastrica, connessa con le vertebre lombari, il talamo e l'ipotalamo. È in relazione con l'elemento fuoco (passione) e con tutti gli organi interni sottodiaframmatici: stomaco, fegato, cistifellea, milza, pancreas, reni e surreni.”51
Questi primi tre chakra costituiscono i centri primari nei quali si svolge il dramma del mondo quotidiano. L'intero pianeta ristagna da millenni su questo livello evolutivo, insufficente per le ben più elevate possibilità umane. L'insieme delle attività di questi tre centri porta ad una visione materialista ed estroversa della vita, in cui ogni piacere è legato ad un raggiungimento esteriore. L'energia di questi tre centri è stata lungamente demonizzata ed associata a qualità diaboliche e negative. L'unico vero peccato è che questi tre centri inferiori siano separati dai quattro superiori. L'energia di ogni chakra é divina, creativa e lecita nel momento in cui viene utilizzata in modo globale e unitario ossia in connessione con la consapevolezza e    la saggezza che viene  dagli altri centri.” 52 
Quarto Centro: Anahata "il Centro del cuore" è il Centro dell'identità, del coraggio di essere se stessi, dell'amore impersonale e incondizionato, del senso di comunione e di unità con tutto ciò che ci circonda. Ogni mancato riconoscimento del proprio Sé e ogni ostacolo alla nostra intima necessità di amare ed essere amati porta ad un blocco del quarto chakra. Anahata letteralmente significa "non percosso" poiché produce un suono interiore, un OM che investe l'intero corpo e che continua senza che vi sia sforzo. OM (AUM) è il suono seme, la vibrazione creativa dell'energia Shakti. OM è il "suono del silenzio". Caratteristica di questo Centro psichico è la coscienza che si risveglia dallo  stato di coscienza sognante; entrambi gli stati, sognante e cosciente, sono legati al Centro del cuore. L'apertura di Anahata corrisponde alla coscienza del proprio stato sognante e immaginativo, ossia la consapevolezza dell'inconscio, la coscienza di essere presenti anche nel sogno. Sogni, immagini, fantasie, simboli e miti sono parti di un linguaggio analogico e profondo che si apre alla coscienza con l'apertura del quarto Centro
chakra del cuore è l'inizio della grande trasformazione interiore, della “vita nuova”, la sua attivazione corrisponde ad un riorientamento di 180° delle proprie energie, dall'esteriorità all'interiorità, dal basso all'alto, dal superficiale al profondo. Il Centro del cuore, che nelle persone comuni è rivolto verso i primi tre 
 
 
 
 
yoga quarto chacra
Il chakra, con l'autocoscienza derivata dalla meditazione e dall'aspirazione al divino si volta verso i centri superiori. 
Il Centro del cuore è splendente e irraggiante e grazie a questa luce cosciente il  ricercatore spirituale penetra le profondità del proprio essere alla ricerca di se stesso e dei suoi valori, portando luce nelle tenebre. 
Sul piano fisico anatomico il quarto Centro corrisponde alla zona cardiaca, è connesso con le vertebre toraciche, parte del talamo e col cervello mammifero e si espande alle braccia fino al Centro del palmo e alle dita. È in relazione con l'elemento aria, con il cuore, la circolazione e il timo.” 53
 
Quinto Centro: Vishudda "il purificato" è il Centro della gola, della verità e della creatività. Ogni forma di autoespressione prende origine da qui, ogni blocco alla naturale espressione di se stessi, in termini di manifestazione di sensazioni, sentimenti, emozioni o pensieri blocca il quinto Centro. La spontaneità che nasce dall'armonia dei primi centri in equilibrio porta ad un corretto utilizzo di Vishudda.  
 
 
 
yoga quinto chacra
Quando è aperto, é il Centro della beatitudine dell'essere: quando Kundalini sale a questo Centro, scrive Ramakrishna, "il devoto vuole udir parlare solo di Dio". Vishudda è "la porta verso la Grande Liberazione.”, scrive un testo tantrico, siamo a metà strada verso l'altra sponda della coscienza, a cavallo tra l'anima individuale evoluta e la più vasta, oceanica coscienza planetaria.Sul piano fisico anatomico il quinto Centro corrisponde alla zona respiratoria o espressiva, connessa con le vertebre cervicali e il cervello mammifero, che si espande alla parte superiore delle braccia fino al pollice e indice. È in relazione con l'elemento etere (energia pranica), con gli organi della respirazione, il naso, le orecchie e l'espressione del viso”54.
Sesto Centro: Ajnia: "il loto del comando" è il Centro sulla fronte, il terzo occhio interiore che nasce dalla fusione delle due visioni separate degli occhi fisici. Il suo simbolo è un cerchio con ai lati due petali, in cui possiamo vedere ben rappresentati i due emisferi cerebrali che si uniscono. Sul piano più basso il sesto Centro comanda l'intero corpo come di fatto fa la ghiandola ipofisi ad esso associata. È il "Centro di comando" delle idee e delle emozioni e su un piano superiore diventa il Centro in cui comprendiamo le logiche che comandano l'intera esistenza sui piani più sottili: le logiche del karma e delle reincarnazioni, delle prove che ci troviamo a superare, la visione degli spiriti senza corpo che sempre ci circondano e degli spiriti più vasti, gli dèi, che governano i destini dell'umanità. 
 
 
 
 
yoga sesto chacra
L'espressione della coscienza a questo livello è data dal Savikalpa Samadhi, lo stato di meditazione profonda in cui sperimentiamo l'unione con la coscienza del tutto dove per tempi lunghissimi non vi sono più pensieri ma solo luce e coscienza espansa. È il Centro e il livello a cui giungono i grandi mistici di ogni religione in cui si sperimentano stati di estasi e rivelazioni spirituali. 
Sul piano fisico anatomico il sesto Centro corrisponde alla zona cerebrale, connessa con il cervello umano ed in particolare con i due emisferi e la ghiandola ipofisi. È in relazione con l'elemento luce-coscienza e con gli occhi55.
 
Settimo Centro: Sahasrara “loto dai mille petali” : situato sulla sommità della testa e apre la porta alla coscienza cosmica. Nel suo aspetto inferiore, attraverso la ghiandola epifisi pone in comunicazione i cicli cosmici e planetari (giorno, notte, stagioni) con i ritmi biologici dell'essere umano. Nel suo livello superiore pone in relazione la coscienza individuale con quella cosmica. L'Io si compenetra nel Tutto, “la goccia si scioglie nel fulgido oceano”. Sul piano fisico anatomico corrisponde alla zona di apertura, connessa con la fontanella. È in relazione con l'elemento vuoto o spazio e la ghiandola epifisi.”56 
 
 
 
 
yoga settimo chacra
"L'obiettivo non è quello di risalire al chakra della corona il più in fretta possibile, pensando che il nostro viaggio si concluda con qualche illuminazione con cettuale, ma di essere quanto più possibile coscienti dell'intero viaggio di apportare la maggior profondità e saggezza possibile a ciascun livello. Anche se riusciamo a scoprire gli ostacoli che ci impediscono di realizzare cosmicamente il nostro Sé divino e universale, anche se riusciamo a trovare un qualche tipo di illuminazione per alcuni momenti, giorni o anni, cosa importa? Forse che il mondo intorno a noi non affonda nella disperazione e grida il suo bisogno di saggezza? Non vi è forse una vita che desidera essere vissuta fino in fondo?”57 Durante tutto l’arco della nostra esistenza, dalla nascita ad oggi, abbiamo incontrato ostacoli e dif ficoltà. I traumi e leviolenze psicologiche (e non) che abbiamo subito da bambini, la mancanza di coscienza con cui agiamo, i buchi
neri della nostra cultura, tutto questo ci chiude e devia il nostro percorso dalla sua traccia.
Tuttavia l'archetipo del Sé contiene il programma che ci accompagna verso l’evoluzione; il nostro potenziale di crescita prevede, e va al di là, di qualsiasi ostacolo si presenti nella nostra vita. In alcuni testi che riguardano lo studio dei chakra, ho avuto l’impressione che gli autori indiani e occidentali non mi aiutassero molto a comprendere bene l’importanza fondamentale dei Chakra inferiori. 
Chi non riesce a volare deve trovare un modo facendo affidamento sulla base che lo sostiene…sulla rampa di lancio che è fortemente piantata a terra! 
L’ anima e lo spirito come potrebbero manifestarsi senza la materia ? E la materia come potrebbe sopravvivere senza l’anima e lo spirito che la pervade?  
E’ necessaria una visione integrata che preveda di osservare e studiare a fondo, attraverso la pratica, ogni corpo o livello di cui l’uomo è composto secondo la fisiologia sottile.  
Osservare significa anche porre l’attenzione ai propri stati emotivi, non solo durante la pratica all’interno di una seduta ma anche, e soprattutto nella vita di ogni giorno: qual é la nosrta qualità migliore? Cosa ci viene meglio fare? Quali sono i pensieri più frequenti? E quali le nostre paure più profonde? 
In che stato di salute ci troviamo? I soldi, il successo, il potere personale, l’amore, le relazioni, riusciamo a trovare dei momenti  per nutrirci in profondità? 
Da queste osservazioni potremo capire quali possono essere i nostri centri “pilota”, quelli che determinano  la nostra personalità e quelli che non sono sufficientemente nutriti. 
Riusciamo in questo modo a comprendere eccessi e carenze a livello  dei Chakra
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49 Montecucco N. F., op. cit. 
50 -51 - 52 - 53 - 54 - 55 - 56 - 57  ibidem
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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