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Questa sezione è dedicata allo
YOGA
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SAMYAMA
I CHAKRA
DALL'ORIENTE ALL'OCCIDENTE
FONDAMENTI DELLA PSICOSINTESI
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Il sistema dei Chakra
Vediamo così, ad una ad una quali sono le componenti fisico-anatomiche intimamente connesse con parallele strutture energetiche-emozionali e i corrispondenti a specifici stati di coscienza.
“Primo Centro: Muladhara la radice-supporto" è situato nella zona sacrale, è il Centro che controlla il corpo fisico costituito dagli atomi e dalle energie psichiche istintive legate alla sopravvivenza. L'ele mento che lo contraddistingue è la Terra. Sesso, paura, aggressività, territorialismo, sonno sono gli aspetti tipici di questo "Centro radice". È il Centro del sonno e dell'inerzia spirituale ma anche del risveglio della Kundalini. La caratteristica di chi è orientato in questo Centro è un materialismo privo di ogni aspirazione, una psiche legata alle tradizioni e agli averi materiali, una psicologia reattiva e grossolana, un forte attaccamen to e preoccupazione per la sopravvivenza. Questi sono anche esattamente i punti che devono essere superati per attivare il primo chakra. La Kundalini a questo livello è paragonata ad un drago.
“Secondo Centro: Svadhisthana "la speciale dimora di lei" è il Centro sessuale, il cui elemento è l'Acqua, ed è connesso con il secondo corpo o corpo delle energie vitali o bioenergie, che corrisponde all'insieme di tutte le cellule e delle loro energie.
“Terzo Centro: Manipura "la città dei gioielli splendenti" è il Centro delle emozioni, dei desideri e delle passioni, caratterizzato dall'elemento Fuoco.
Questi primi tre chakra costituiscono i centri primari nei quali si svolge il dramma del mondo quotidiano. L'intero pianeta ristagna da millenni su questo livello evolutivo, insufficente per le ben più elevate possibilità umane. L'insieme delle attività di questi tre centri porta ad una visione materialista ed estroversa della vita, in cui ogni piacere è legato ad un raggiungimento esteriore. L'energia di questi tre centri è stata lungamente demonizzata ed associata a qualità diaboliche e negative. L'unico vero peccato è che questi tre centri inferiori siano separati dai quattro superiori. L'energia di ogni chakra é divina, creativa e lecita nel momento in cui viene utilizzata in modo globale e unitario ossia in connessione con la consapevolezza e la saggezza che viene dagli altri centri.” 52
“Quarto Centro: Anahata "il Centro del cuore" è il Centro dell'identità, del coraggio di essere se stessi, dell'amore impersonale e incondizionato, del senso di comunione e di unità con tutto ciò che ci circonda. Ogni mancato riconoscimento del proprio Sé e ogni ostacolo alla nostra intima necessità di amare ed essere amati porta ad un blocco del quarto chakra. Anahata letteralmente significa "non percosso" poiché produce un suono interiore, un OM che investe l'intero corpo e che continua senza che vi sia sforzo. OM (AUM) è il suono seme, la vibrazione creativa dell'energia Shakti. OM è il "suono del silenzio". Caratteristica di questo Centro psichico è la coscienza che si risveglia dallo stato di coscienza sognante; entrambi gli stati, sognante e cosciente, sono legati al Centro del cuore. L'apertura di Anahata corrisponde alla coscienza del proprio stato sognante e immaginativo, ossia la consapevolezza dell'inconscio, la coscienza di essere presenti anche nel sogno. Sogni, immagini, fantasie, simboli e miti sono parti di un linguaggio analogico e profondo che si apre alla coscienza con l'apertura del quarto Centro.
chakra del cuore è l'inizio della grande trasformazione interiore, della “vita nuova”, la sua attivazione corrisponde ad un riorientamento di 180° delle proprie energie, dall'esteriorità all'interiorità, dal basso all'alto, dal superficiale al profondo. Il Centro del cuore, che nelle persone comuni è rivolto verso i primi tre
“Quinto Centro: Vishudda "il purificato" è il Centro della gola, della verità e della creatività. Ogni forma di autoespressione prende origine da qui, ogni blocco alla naturale espressione di se stessi, in termini di manifestazione di sensazioni, sentimenti, emozioni o pensieri blocca il quinto Centro. La spontaneità che nasce dall'armonia dei primi centri in equilibrio porta ad un corretto utilizzo di Vishudda.
“Sesto Centro: Ajnia: "il loto del comando" è il Centro sulla fronte, il terzo occhio interiore che nasce dalla fusione delle due visioni separate degli occhi fisici. Il suo simbolo è un cerchio con ai lati due petali, in cui possiamo vedere ben rappresentati i due emisferi cerebrali che si uniscono. Sul piano più basso il sesto Centro comanda l'intero corpo come di fatto fa la ghiandola ipofisi ad esso associata. È il "Centro di comando" delle idee e delle emozioni e su un piano superiore diventa il Centro in cui comprendiamo le logiche che comandano l'intera esistenza sui piani più sottili: le logiche del karma e delle reincarnazioni, delle prove che ci troviamo a superare, la visione degli spiriti senza corpo che sempre ci circondano e degli spiriti più vasti, gli dèi, che governano i destini dell'umanità.
“Settimo Centro: Sahasrara “loto dai mille petali” : situato sulla sommità della testa e apre la porta alla coscienza cosmica. Nel suo aspetto inferiore, attraverso la ghiandola epifisi pone in comunicazione i cicli cosmici e planetari (giorno, notte, stagioni) con i ritmi biologici dell'essere umano. Nel suo livello superiore pone in relazione la coscienza individuale con quella cosmica. L'Io si compenetra nel Tutto, “la goccia si scioglie nel fulgido oceano”. Sul piano fisico anatomico corrisponde alla zona di apertura, connessa con la fontanella. È in relazione con l'elemento vuoto o spazio e la ghiandola epifisi.”56
Tuttavia l'archetipo del Sé contiene il programma che ci accompagna verso l’evoluzione; il nostro potenziale di crescita prevede, e va al di là, di qualsiasi ostacolo si presenti nella nostra vita. In alcuni testi che riguardano lo studio dei chakra, ho avuto l’impressione che gli autori indiani e occidentali non mi aiutassero molto a comprendere bene l’importanza fondamentale dei Chakra inferiori.
Chi non riesce a volare deve trovare un modo facendo affidamento sulla base che lo sostiene…sulla rampa di lancio che è fortemente piantata a terra!
L’ anima e lo spirito come potrebbero manifestarsi senza la materia ? E la materia come potrebbe sopravvivere senza l’anima e lo spirito che la pervade?
E’ necessaria una visione integrata che preveda di osservare e studiare a fondo, attraverso la pratica, ogni corpo o livello di cui l’uomo è composto secondo la fisiologia sottile.
Osservare significa anche porre l’attenzione ai propri stati emotivi, non solo durante la pratica all’interno di una seduta ma anche, e soprattutto nella vita di ogni giorno: qual é la nosrta qualità migliore? Cosa ci viene meglio fare? Quali sono i pensieri più frequenti? E quali le nostre paure più profonde?
In che stato di salute ci troviamo? I soldi, il successo, il potere personale, l’amore, le relazioni, riusciamo a trovare dei momenti per nutrirci in profondità?
Da queste osservazioni potremo capire quali possono essere i nostri centri “pilota”, quelli che determinano la nostra personalità e quelli che non sono sufficientemente nutriti.
Riusciamo in questo modo a comprendere eccessi e carenze a livello dei Chakra.
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49 Montecucco N. F., op. cit.
50 -51 - 52 - 53 - 54 - 55 - 56 - 57 ibidem
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