Il Disturbo dell’Adattamento è una reazione eccessiva rispetto a un fattore stressante (ma non un lutto).
Siamo in presenza di un disturbo dell’adattamento quando una persona presenta Sintomi emotivi o comportamentali in risposta a uno o più fattori stressanti identificabili, che si manifestano entro tre mesi dall’insorgenza del fattore o dei fattori stressanti.
Gli eventi stressanti più frequenti sono divorzio, licenziamento, crisi economica, problemi familiari. Il disturbo si può manifestare con ansia, depressione, situazioni miste, tentativi di suicidio.
I sintomi o comportamenti sono clinicamente significativi come evidenziato dal marcato disagio – che va al di là di quanto prevedibile in base all’esposizione al fattore stressante – e dallo compromissione significativo del funzionamento sociale, lovorativo o scolastico.
Il disturbo dell’adattamento è acuto se l’alterazione dura per meno di sei mesi, cronico se l’alterazione duro per sei mesi o più.
Il Disturbo d’Ansia Secondario
I disturbi ansiosi possono presentarsi o seguito di malattie organiche e influenzarsi reciprocamente.
Le principali patologie in causa sono: endocrine (disfunzioni tiroidee e surrenali, ipoglicemia), cardiovascolari (anemia, prolasso mitralico, scompenso cardiaco), respiratorie (bronchite cronico, polmonite), neurologiche (vertigini, emicrania, epilessia), metaboliche (diabete), tumori.
Anche i farmaci possono indurre i disturbi d’ansia, soprattutto analgesici , anestetici, simpaticomimetici e anticolinergici, contraccettivi orali e antiparkinsoniani.
