Lo shopping compulsivo è una specie di attacco di bulimia, solo che, invece che di cibo, ci si abbuffa di acquisti.

Come nella bulimia, l”abbuffata” di acquisti è seguita da un forte senso di colpa e di insensatezza: ciò che prima ci è sembrato irresistibile, a casa si palesa per ciò che è: un ennesimo oggetto inutile che non riempie nemmeno un po’ del vuoto esistenziale.
Un sintomo in apparenza pittoresco, ma che nasconde un profondo nucleo depressivo e che dunque non va sottovalutato. Oltre al fatto – non trascurabile – che lo shopping compulsivo non pensa ai limiti del portafoglio e usa bancomat e carta di credito come pozzi magici senza fondo.
Che cosa fare
Accetta la tua dipendenza per gli acquisti: è il solo modo per vincerla.
• Prova a osservarti: la volontà non può agire sulla compulsione dell’acquisto. Poniti perciò queste semplici domande e diventa consapevole della tua dipendenza. Solo se la senti come un problema puoi risolverla.
1. Da che cosa ho bisogno di evadere?
2. Per cosa mi sto consolando?
3. Che cosa mi manca o mi serve davvero?
4. Quanto dura l’euforia?
5. Posso farne a meno?
• Torna alla realtà: ritrova il valore degli oggetti e l’aggancio con il reale. Per ogni oggetto acquistato “compulsivamente” donane uno vecchio (ma in buone condizioni!) a chi ne ha bisogno. Così la tua azione sarò utile a qualcuno e avrà senso.
• Esci in compagnia: quando vai a fare compere, non andarci da sola. Avere vicino qualcuno con uno sguardo più lucido del tuo può aiutarli a comprare il vero necessario.
• Paga In contanti: non pagare con bancomat carte di credito o assegni, che ti fanno perdere la misura del denaro a disposizione. Con i contanti, stabiliti in precedenza, avrai un limite tecnico da rispettare.