15 Novembre 2019

I vari tipi di cristallo

In commercio è possibile trovare cristalli tagliati in diversi modi.
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Per quanto riguarda la cristalloterapia, meno sono stati modificati e meglio è; dunque il cristallo grezzo, come se fosse appena stato estratto dalla roccia è il migliore, anche se più difficile da reperire sul mercato, in quanto normalmente viene pulito da eventuali escrescenze o integrazioni con altri minerali.
Nella versione grezza può essere a una o due punte, quindi con una forma quasi casuale. Generalmente sono i più potenti e i più costosi e, a volte, i più rari. Sono però indispensabili in questa versione per alcuni specifici trattamenti e, in alcuni casi, ad uso del terapista stesso: è infatti indispensabile, ad esempio, un pezzo piuttosto grosso di quarzo di rocca o cristallo bianco – più o meno 15 centimetri di lunghezza e tra i 5 e i 7 di base – che funzioni come una sorta di telecomando o di antenna, cioè da segnalatore degli eventuali disturbi di chi si sottopone al trattamento.
Lo si tiene infatti in mano e lo si dirige verso la persona in modo da percepire meglio i suoi punti meno equilibrati: questo tipo di cristallo fornirà al terapista utili indicazioni sul trattamento da eseguire.
Un altro tipo di taglio del cristallo o della pietra è quello detto “burattato”. In alcuni casi è più gradevole esteticamente rispetto al precedente poiché più simile a quanto si è abituati ad indossare o a tenere come soprammobile: si presenta arrotondato, senza spigoli vivi e vi si percepisce ovviamente in modo più forte l’intervento umano.
Si tratta di un cristallo certamente più economico – e ciò è indubbiamente un elemento abbastanza importante soprattutto se confrontato con quelli di costo maggiore – anche se leggermente meno potente rispetto a quello grezzo. Comunque il valore terapeutico del burattato rimane sostanzialmente invariato: eventualmente si tratterà di insistere un po’ più a lungo con questo tipo di pietra sul chakra che si ritiene più disarmonico, senza troppi dubbi riguardo la sua efficacia.
L’ultimo tipo di taglio del cristallo viene definito à cabochon (in italiano: a capocchione o a capocchia di spillo). Questo tipo di taglio, adottato praticamente su quasi tutte le pietre, è soltanto ornamentale: per anelli, pendenti o collane. Il cristallo viene infatti tagliato da un lato in modo che sia possibile esaltare le sue caratteristiche estetiche e quelle di luminosità.
L’altro lato si presenta come il precedente: tondo e levigato. Non è particolarmente consigliato nel trattamento terapeutico, ma può comunque risultare utile come accessorio qualora non si disponesse di un particolare tipo di cristallo o si volesse aumentare la potenza dell’originale.

tratto da Cristalloterapia a cura di Massimo Paltrinieri Ediz. The Book

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