17 Agosto 2019

Abete Bianco

ABETE BIANCO 
Abies alba 
L’abete bianco è un albero maestoso e slanciato  soprannominato “il principe dei boschi”. Le foglie sono costituite da aghi appiattiti dispositi a pettine.
L’abete bianco si distingue dall’abete rosso per le pignerivolte verso l’alto anziché verso il basso e per i rami secondari che nell’abete rosso sono penduli.
HABITAT
ovunque in Italia dagli 800 ai 1.800 m.
PARTI UTILIZZATE
aghi, resina fresca, gemme.
RACCOLTA
primavera.
CONSERVAZIONE
tramite essiccazione all’ombra in strati sottili.
PROPRIETÀ
antisettico, antispasmodico, diuretico, espettorante, sudorifico.
Indicazioni
Aritmie, ipertensione arteriosa, insonnia, arteriosclerosi, disturbi della menopausa, angina pectoris, stati di ansia o di irritabilità.
Principi attivi:
Oleoresine, colofonia, trementina, olii essenziali (alfa-pinene, limonene, canfene)
USO INTERNO
infuso, tintura e tintura vinosa.
RIMEDIO
Un infuso di gemme di abete, ottenuto mettendo 30 g di gemme secche in 1 litro d’acqua bollente, è utile contro la cistite.
Le gemme, che vengono raccolte in primavera, contengono la piceina, che le rende balsamiche, con proprietà sfiammanti, antireumatiche e diuretiche.
Il decotto di gemme di abete bianco è utile per i problemi alle vie respiratorie per l’attività antisettica ed espettorante. Tale olio viene anche usato per aromatizzare prodotti da bagno e per massaggi tonificanti. Le foglie, anticamente venivano utilizzate per curare malattie agli occhi.
Dal legno e dalle foglie si ricava l’essenza di trementina, ha proprietà antisettiche e antireumatiche e viene utilizzata in medicina e in veterinaria per strappi e contusioni..
Uso interno (Soluzione idroalcoolica)
Aritmie, ipertensione arteriosa, insonnia, arteriosclerosi, disturbi della menopausa, angina pectoris, stati di ansia o di irritabilità.
Uso interno (Gemmoderivato)
Ritardi staturo-ponderali, rachitismo, carie, osteoporosi, affezioni delle prime vie aree, otiti, adenoiditi, malattie respiratorie recidivanti dei bambini, inappetenza infantile, ritardi nel consolidamento di fratture.

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