23 Aprile 2024

La vita, una roba da ridere

All’improvviso la vita comincia a tingersi di colori più vivi
La vita? Una roba da ridere 
Ridere: uno strumento per prendere la vita con leggerezza
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Se ridete, milioni di cose serie perdono ogni significato. Se ridete le donne vi ameranno, se le fate ridere saranno pazze di voi. Se qualcuno vuole uccidervi e voi riuscite a vedere dove fa ridere, forse vi salverete la pelle. Ridere scaccia la paura, affina i sensi, potenzia le energie, nutre la sessualità. È ormai scientificamente provato: le persone incazzose e pessimiste muoiono come mosche. Ridere, invece, fa bene. Ridere è liberatorio, afrodisiaco, antibiotico, antistaminico, ricostituente, esaltante, piacevole e intelligente.”
L’ho letto in uno dei più divertenti libri di Jacopo Fo (Come diventare Dio in 10 mosse, ndr), e posso dire di essere pienamente d’accordo. Una risata di cuore libera l’energia vitale più profonda, si producono endorfine che eliminano lo stress, rendono più sicuri e rigenerano la pelle. Guardiamo i bambini quando ridono: sono contagiosi. E voi, vi ricordate la sensazione digusto nelle risate  di quando eravate piccoli?
Se non ve lo ricordate non è buon segno, prendete provvedimenti. Non credo di dirvi qualcosa di strabiliante, benché in giro si vedano parecchie persone che recalcitrano all’impulso di farsi una bella risata. Comunque se, per attitudine, tendete a economizzare sappiate che quando ci arrabbiamo si mettono in moto 73 muscoli diversi e quando sorridiamo solo 19. E cosa ci offre la quotidianità? Momenti non sempre esaltanti, ritmi di vita/lavoro schizofrenici, piccoli e grandi guai. Urgono contromisure.
Ognuno ha la sua ricetta, ma sicuramente l’umorismo e l’autoironia possono essere una chiave. La Life Quality Project, con le sue proposte tutte puntate al raggiungimento del benessere, non si è lasciata sfuggire l’occasione di aprire un filone di approfondimento dedicato allo strumento della risata. È partito, di recente, un programma di corsi alla ricerca del sorriso perduto con l’obiettivo di recuperare e sviluppare l’autoironia, affidato a Fabio Cicchiello, in arte Facik – clown con le carte in regola – alla guida di questa avventura. «Ridere è una scusa – dice Facik in una chiacchierata- che permette alle persone di aprirsi, di vincere le timidezze, togliersi le maschere indossate quotidianamente, far emergere la propria parte ironica e quindi arrivare all’obiettivo di non prendersi troppo sul serio.
Nel corso sono previsti giochi individuali e di gruppo in cui si prendono in giro la nostra professione, i nostri aspetti più duri, le nostre debolezze, il nostro rapporto con l’altro sesso, senza sminuirli, ma ridendoci sopra. Dall’esperienza maturata negli otto corsi sin qui realizzati (a Roma, a San Benedetto del Tronto, a Cagliari, uno residenziale in Toscana, presto a Pisa e a Madrid), molte cose mi hanno colpito: tra tutte, l’esperienza di una persona con problemi di linguaggio, a seguito di un trauma subito da adulto.
Una persona, molto motivata, che ha “usato” il corso come una opportunità per giocare con tutte le parti del suo corpo, con ironia e coraggio, regalando a tutti noi momenti di forte emozione e di grande insegnamento. Da parte mia, garantisco una rete di protezione, dentro il recinto della comicità, nel quale le persone agiscono fin dove si sentono di agire, con leggerezza.
Gli esercizi sono individuali e di gruppo all’interno del quale si crea un forte legame di amicizia perché, quando ci si espone di fronte a persone sconosciute, nasce una spontanea complicità e una condivisione delle difficoltà. Alcuni esercizi puntano a superare la timidezza “di parola”, altri, quella “fisica” attraverso l’utilizzo di schemi non convenzionali. Tutte le persone che hanno partecipato hanno avuto la sensazione di fare un viaggio: alla scoperta delle loro paure, delle timidezze, della propria autenticità, ma anche alla scoperta degli altri.
La scoperta di un nuovo entusiasmo che rende leggeri, e ti fa vedere la quotidianità con occhi diversi. Naturalmente nel corso si ride tantissimo. Ho scoperto talenti dovunque. Moltissime persone hanno rivelato un lato della personalità comicissimo e una grande capacità di elaborazione. In uno dei più recenti corsi ho visto istruttori di arti marziali giocare con cose che per loro sono serissime e, conclusa l’esperienza, hanno deciso di realizzare una presentazione di Kung Fu dove uniranno la parte comica e la parte seria, perché hanno capito che riderne non sminuisce il valore della disciplina, ma le dà forza e trasmette sicurezza.
La situazione si sta ora evolvendo: molte persone dopo il corso hanno sentito l’esigenza di continuare a lavorare per non disperdere il valore dell’esperienza fatta, per sviluppare qualcosa di personale e consolidarlo per il quotidiano, e così a settembre partirà un corso, due ore a settimana, che porterà il gruppo a costruire uno spettacolo per maggio dell’anno prossimo. Uno spettacolo che sarà come un vestito che gli stessi partecipanti si cuciranno addosso». Al corso di Facik ho riso in modo irrefrenabile, in realtà non ricordo quando è stata l’ultima volta che ho riso così e ho sentito di scoprire un terreno nuovo, tutto mio, inesplorato, che non conoscevo. Il cuore aveva perso i contorni.
Maria Rosaria Colella
Ridere è una scusa che permette alle persone di aprirsi, di vincere  le timidezze, di togliersi le maschere indossate quotidianamente

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