21 Ottobre 2020

Come preparare un rimedio di Bach, Chicory

Una giornata particolare: l’emozione di preparare un rimedio di Bach, Chicory
Fiori Californiani
Fiori Californiani
È domenica, 13 luglio. Ho tutto l’occorrente pronto fin dall’estate scorsa, già sterilizzato: bacinella di vetro, imbuto, bottiglia. Passo a prendere l’acqua alla fonte. È una giornata perfetta per farlo, non c’è una sola nuvola in cielo.
Sono emozionata come al primo giorno di scuola o come al primo incontro con un amore. Vado a prendere un sentiero che mi porterà ad un prato ricco di piante di centaurea che ho incontrato per caso la settimana scorsa. Ma mi perdo, e mi imbatto in uno stupendo prato pieno di cicoria! Sembra il cielo in terra! Il verde dell’erba è pieno di azzurro! Mi basta un attimo per decidere. Sì, mi fermo qui, lascio perdere per il momento Centaury e preparo Chicory. La mia preparazione interiore è consistita nella gioia che ho or ora provato, sistemo subito la bacinella e, munita di un paio di foglie di cicoria, per non toccarli con le dita, inizio a raccogliere i fiori e li metto subito nell’acqua. Sto attenta a non passare con la mia ombra sulla bacinella, l’ho sistemata proprio al centro della radura.
Ecco, mi sembra che niente possa interferire. Quando ho finito di raccogliere i fiori e di sistemarli nella bacinella, mi stendo e li guardo da vicino vicino. I fiori della cicoria sono davvero bellissimi con quel colore, quei petali dall’orlo sfrangiato e quegli stili alla base più scuri, indaco, e all’estremità così delicati. Dopo un po’ qualche fiore nell’acqua inizia a impallidire. Mi accorgo che i pensieri che mi attraversano e che lascio scorrere hanno a che fare con il rimedio che sto preparando. “Forse sono troppo protettiva e apprensiva? Forse il mio modo di amare può diventare azzurro, puro? Forse posso lasciar andare, posso essere un canale vuoto, che lascia passare.
Posso non trattenere, posso godere dell’essere degli altri, per quello che è, e del mio”. Alcune caratteristiche di Chicory mi suggeriscono anche che possa essere, nello stato bloccato, un grande nemico dell’espressione della sessualità femminile perché non permette di darsi gratuitamente e di essere semplicemente lì, senza nessun meccanismo di potere. Chicory, troppo occupata a controllare per poter vivere e a essere triste per l’amore che le sembra di non ricevere per poterne godere, ritiene, trattiene fino a congestionare, non solo i liquidi, non solo le persone che pensa d’amare, non solo il respiro, ma anche il proprio “stare” e la propria presenza vera.
La mia attenzione torna al prato. I fiori stanno donando all’acqua, con l’aiuto del sole, la preziosa informazione di cui sono portatori e il loro azzurro man mano in essa si perde. Avverto la forza che c’è in tutto questo. Prendo un fiore di Chicory da una pianta e l’assaggio: è piuttosto amaro. Forse perché amara è la condizione di Chicory, nella sua paura della solitudine affettiva. Quando sono trascorse 3 ore, i fiori nella bacinella hanno quasi del tutto cambiato colore e l’acqua si è riempita di bollicine. Sono giunta a un altro momento emozionante:  allontano con un ramoscello i fiori ormai appassiti dall’acqua e… mi guardo intorno.
Sotto il sole, all’apice, quasi tutti i fiori di cicoria sulle piante sembrano spariti, tutto l’azzurro della mattina è scomparso. È come se il principio femminile rappresentato da Chicory si ritirasse, quando la forza del principio maschile del sole è al culmine. Verso con attenzione nella mia bottiglia l’acqua che ha preso un colore un po’ bruno. Appena a casa aggiungerò uguale quantità della pregiata acquavite che ho conservato per questo e avrò il rimedio “madre”, con cui preparare le boccettine stock, usandone 2 gocce ogni 30 ml di brandy puro.
Da queste poi, con 2 gocce in una boccettina da 30 ml riempita con acqua e una piccola quantità di brandy, si ottengono le diluizioni per l’uso finale. Ora so che preparare un rimedio almeno una volta significa entrare in contatto con la radice della forza del sistema di Bach e che questo renderà me e le mie preparazioni più efficaci e più utili. _
Maria Nicoletta Bucchicchio 
Docente del seminario di floriterapia
Erborista, farmacista e floriterapeuta

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