22 Settembre 2019

La rosa in aromaterapia e floriterapia

La rosa in aromaterapia e floriterapia

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“Se Zeus avesse voluto dare una regina ai fiori, avrebbe potuto pensare solo alla rosa; perché essa sola avrebbe meritato questo onore; essa è ornamento per la terra, orgoglio del regno vegetale, corona di tutti i fiori, porpora dei prati, risplendere della bellezza. Ancella di Afrodite, piena di amore, campeggia coi petali profumatissimi, dondola sullo stelo mobile, rallegrandosi del sorriso di Zefiro” Achille Tazio, poeta alessandrino, 130 a. C. 
 
La rosa nella pratica aromaterapeutica 
Da una goccia del sangue di Afrodite, dal sudore del Profeta Maometto o scoperta per caso da colui che costruì i giardini di Shalimar per amore della sua sposa… la rosa e la sua essenza si annunciano nel mito invitando alla sacralità della regione del cuore. Quale che sia il colore del suo petalo, bianco,  rosa, rosso, l’olio essenziale che se ne ricava, se pur trasparente, vibra verso il verde, colore da sempre associato all’apertura del Quarto Centro, o Quarto Chakra come viene chiamato in sanscrito, asse del nostro sistema energetico.
È facile individuarlo, basta far scorrere un dito dallo sterno verso il petto, in linea con i capezzoli c’è un piccolo affossamento: 1 sola goccia di olio di rosa diluita in un po’ di crema, e massaggiata in questa area, lenisce le ferite, le delusioni, la tristezza. Questo è uno dei campi che sfrutta l’olio essenziale dal punto di vista energetico, ovvero l’aromaterapia sottile.
Nell’aromaterapia che ne sfrutta invece le qualità farmacologiche, è considerata un potente lenitivo, antinfiammatorio, adatto alla risoluzione di tutti i problemi della pelle, in quanto potente rigenerante tissulare.
Equilibra sia l’eccesso che il difetto di sebo, disintossica, attenua le rughe e i processi di invecchiamento: basta aggiungerne una goccia in 25 cc di crema. Oppure si possono fare compresse di acqua calda con 2 gocce essenza, per alleviare le infiammazioni degli occhi e delle palpebre. Per conservare le qualità energetiche dell’olio è bene che la pianta sia stata distillata. Questo procedimento ha una resa molto bassa perché durante la distillazione i petali tendono ad ammassarsi, impedendo il passaggio di vapore, per cui più comunemente si trova in commercio l’olio estratto con solventi, come l’alcol. Questo procedimento mantiene le qualità farmalogiche ma diminuisce quelle energetiche.
La distillazione della rosa fu introdotta dagli Arabi nel 980, ma i petali venivano utilizzati già precedentemente, da più di quattromila anni, come per esempio dai Sumeri, che ne facevano prodotti per le frizioni del corpo. Vi è un numero incredibile di varietà e sottospecie di rosa, più di seimila, ma in aromaterapia la prediletta è senza dubbio la rosa damascena (Rosa Damascena) nota anche come rosa di Damasco, rosa bulgara, rosa turca, rosa dell’Anatolia, dai petali rosa scuro e il profumo intenso.
Deve aver superato il terzo anno di età per poter procedere alla raccolta, che avviene in primavera. La resa è dello 0,03%! Non bastano 30 bocci per fare una goccia di essenza! Questo determina un costo non propriamente economico dell’olio (dai 36 euro ai 50 euro per 1 ml, al dettaglio), ma i pregi di questa essenza sono indiscutibili.
L’olio è completamente atossico, non provoca processi di sensibilizzazione e volendo potrebbe (cosa rara) essere anche utilizzato puro. Si può tranquillamente utilizzare in gravidanza, dove previene i prolassi e la tendenza all’aborto, e aggiunto nelle creme previene le smagliature. Essenza indubbiamente femminile, è un ottimo riequilibrante del sistema ormonale (scioglierne 1 goccia nel miele e poi diluire in una tazza d’acqua) ed è un potente tonico uterino (diluirne 1 goccia in olio o crema e massaggiare il basso ventre per due settimane); è indicata nelle mestruazioni scarse e dolorose, e per alleviare alcuni disturbi della menopausa.
Ma sono potenti i suoi effetti anche solo inalandola, mettendone 1 o 2 gocce nel diffusore per essenze. Qualunque ambiente ne sarà rasserenato, e terapeuticamente si usa per l’effetto antidepressivo (indicato in particolare nella depressione post-partum o dopo un lutto). Presente in molte miscele afrodisiache, è consigliata alle donne che si sentono inadatte a vivere con maturità la sessualità, e trova largo impiego nelle preparazioni per la frigidità e l’impotenza. Andrebbe anche aggiunta alle miscele con le quali si lavora in anoressia.
Per i raffinati (e i golosi) è da provare aggiunta alla panna, ai frappè, alla mousse di cioccolata. Vi lascio con due ricette per bevande alla rosa, la prima è indiana, conosciuta come bevanda che dona calma e conforto, la seconda è tratta da un libro di medicina sufi.
Aromaterapeuta 
Docente di Aromaterapia 

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