29 Novembre 2020

Intolleranza al Grano

Malassorbimento e Intolleranza al Grano

Intolleranza al Grano

La nostra alimentazione è ricca di prodotti derivati dal frumento: pane, pasta, grissini, crackers ecc., e spesso il consumo eccessivo di un alimento può provocare un’intolleranza al cibo stesso.
Numerose persone, pur non potendo definirsi celiache, sperimentano un rapporto piuttosto problematico con il frumento e i suoi derivati.
Infatti, a seguito dell’assunzione di tali alimenti, presentano gonfiore addominale, meteorismo, talvolta anche diarrea, spasmi intestinali o, con il passare del tempo, un aumento di peso inspiegabile, tutti sintomi di una condizione di disbiosi intestinale.
La disbiosi intestinale 
La disbiosi intestinale è una condizione di alterazione della flora batterica intestinale le cui cause principali possono essere:
alimentazione inadeguata, ricca di grassi (prodotti di origine animale, come formaggi, burro, carni grasse) e carboidrati semplici (pasta e pane fatti con farine raffinate, dolci ecc.);
• assunzione di antibiotici;
• sistema immunitario debole;
• stitichezza;
• cattiva digestione;
• infezioni intestinali;
• stato di acidosi dovuto a malattie, farmaci o cattiva alimentazione;
•  stress;
• intolleranza o allergia alimentare. Una condizioni di disbiosi intestinale può provocare: carenza di vitamina B12;
• sindrome dell’intesti no irritabile;
• meteorismo;
• emorroidi;
• cancro del colon e del seno; artrite reumatoide;
• dermatiti, dermatosi;
• mal di testa;
• sindrome della stanchezza cronica;
• obesità e sovrappeso.
Per intervenire efficacemente sulla disbiosi intestinale è fondamentale ridurre l’apporto di grassi e proteine, di zucchero saccarosio e dei prodotti che lo contengono, ed eliminare l’alimento che causa intolleranza (se individuato).
Può essere utile anche l’eliminazione dalla dieta del grano, dei derivati (pane, pasta, crackers ecc.) e delle foglie di colore verde scuro, perché attivano fermentazioni negative per la flora intestinale.
Per quanto riguarda il grano, il problema non è dovuto al contenuto di glutine, ma all’eccessivo consumo di pane, pasta, pizze, focacce ecc., tipico della nostra alimentazione, che comporta lo sviluppo di fermentazioni intestinali (rispetto agli altri cereali, il grano ha un elevato grado di fermentazione).
Pur dovendo eliminare il grano e i derivati per almeno 1-3 mesi, e moderare il consumo di carboidrati in genere, sono permessi orzo, avena e segale (da evitare in caso di celiachia) e tutti gli altri cereali.

tratto dai manuali di Riza –  Riequilibra l’ intestino

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