27 Maggio 2019

La Diarrea

La Diarrea
La Diarrea
Nessuna funzione corporea è più variabile e più soggetta a influenze estranee della defecazione.
Le abitudini intestinali variano notevolmente da persona a persona e sono influenzate dall’età, da fattori fisiologici individuali, dalla dieta e da influenze sociali e culturali.
Nella società occidentale, la normale frequenza delle defecazioni varia da 2-3 evacuazioni al giorno a 2-3 evacuazioni a settimana.
Mentre il peso delle feci di un adulto in salute varia tra i 100 e i 300 g al giorno, sulla i base della quantità di materiale non assorbibile contenuto nella dieta (principalmente fibre).
La diarrea si verifica quando il peso delle feci è superiore a 300g al giorno e ciò non rappresenta la normalità (per esempio nel caso di persone con una dieta ricca in fibre vegetali). La diarrea è causata principalmente dall’eccessiva quantità di liquidi nelle feci (cioè, il 60-90% del peso fecale è costituito da acqua).
Questo disturbo può avere cause infettive farmacologiche, alimentari, ma anche postchirurgiche, infiammatorie, correlate al transito e psicologiche. Tutte queste cause producono diarrea con quattro distinti meccanismi. Vediamoli qui di seguito.
I quattro meccanismi che la provocano la diarrea
Per aumentato carico osmotico: 
per esempio in caso di intolleranza allo zucchero, inclusa quella al lattoso – dovuta a un deficit di lattasi – e nel caso dell’assunzione di sali scarsamente assorbibili (solfato di magnesio, fosfato di sodio) come lassativi salmi o antiacidi.
Anche l’ingestione di grandi quantità di exitoli (sorbitolo, mannitolo ecc.) usati come sostituti dello zucchero, può provocare la diarrea osmotica a causa del loro lento assorbimento e dall‘accelerazione della peristalsi intestinale da loro indotta (diarrea da “alimenti dietetici” o da “chewing-gum”).
Così come l’assunzione di un’eccessiva quantità di alcuni cibi, come alcuni frutti, può causare una diarrea di questo tipo.
Per aumentata secrezione:  
 si verifica quando il piccolo e il grosso intestino secernono più acqua ed elettroliti di quanto non riescono, poi, ad assorbire. Le sostanze che la provocano includono tossine batteriche (per esempio nel caso del colera), virus, acidi biliari, grassi alimentari non assorbiti, alcuni farmaci (per esempio catartici antrachinoni, olio di castoro e prostaglandine) e ormoni peptidici.
Per infiammazione:  
si verifica in molte affezioni della mucosa (per esempio, colite ulcerosa, TBC, tumori di vario genere) che provocano un’infiammazione, un’ulcerazione e l’edema della mucosa.
Per ridotto tempo di assorbimento:
si verifica quando il chimo non viene in contatto con un’adeguata superficie di assorbimento del tratto gastrointestinale, per un tempo sufficientemente lungo e le feci rimangono i molto acquose.
I fattori che diminuiscono il tempo di contatto includono interventi chirurgici e alcuni farmaci (per esempio, gli antiacidi contenenti magnesio e i lassativi) o agenti umorali (per esempio, – le prostaglandine, la serotonina) che accelerano il transito stimolando la muscolatura liscia intestinale.
I sintomi da considerare 
La diarrea acuta causata da abusi alimentari o da un’infezione acuta si risolve spontaneamente; tuttavia, se i sintomi generali (febbre, dolore addominale) sono importanti, è opportuno eseguire un esame colturale delle feci. se abbiamo la diarrea cronica, l’esame colturale delle feci e l’esame microscopico permettono di identificare la necessità di una terapia specifica. In ogni caso, occorre individuare le circostanze di inizio della diarrea, inclusi i viaggi recenti (“diarrea del viaggiatore”), i cibi ingenti, le sorgenti dell’acqua e l’uso di medicinali.
Il medico dovrà altresì valutare la durata e la gravità; l’associazione dei dolori addominali e del vomito; la presenza di sangue nelle feci o la modificazione del colore; la frequenza e l’orario delle evacuazioni; la consistenza delle feci; l’evidenza di feci grasse, oleose o maleodoranti; le modificazioni del peso corporeo e dell’appetito.

tratto dai manuali di Riza –  Riequilibra l’ intestino

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