29 Novembre 2020

Malattia Celica

Il Malassorbimento e la Malattia Celica

Malattia Celica

Questo disturbo ereditario è causato da un’ipersensibilità al glutine, una proteina vegetale che si trova nel grano (anche farro e kamut), nella segale, nel triticale e, in minor quantità, nell’orzo, nell’avena, nella spelta.
L’incidenza di questa intolleranza in Italia è stimata in un soggetto ogni 100-150 persone. I celiaci, potenzialmente, sarebbero quindi 400 mila, ma ne sono stati diagnosticati solo 35 mila.
I sintomi 
La malattia celiaca può essere asintomatica. Infatti, non esiste una presentazione tipica.
Molti sintomi (per esempio, l’anemia, la perdita di peso, il dolore osseo, le parestesie, l’edema e le manifestazioni cutanee) sono secondari al grado del deficit.
Se si verifica anche una chiara sintomatologia alimentare (per esempio, diarrea, fastidio e distensione addominale), è difficile non fare la giusta diagnosi. Senza queste evidenze dirette, la malattia celiaca non può essere sospettata.
I sintomi sono assenti nei bambini fino a quando non mangiano dei cibi contenenti il glutine. Con lo svezzamento e l’inserimento di alimenti contenenti glutine, il bambino interrompe l’accrescimento; comincia ad avere feci chiare, maleodoranti, pastose e a soffrire di un doloroso meteorismo addominale.
Si sviluppa un’anemia sideropenica (da carenza di ferro) e compare l’edema. La malattia celiaca è fortemente sospetta nei bambino pallidi, con i glutei afflosciati e con un ventre prominente, che seguono una dieta adeguata (eliminando, allora, dalla diagnosi la malnutrizione).
L’età media della presentazione nelle donne è di circa 10-15 anni più precoce che negli uomini, poiché l’amenorrea o l’anemia in gravidanza possono far sorgere prima il sospetto clinico. l’incidenza familiare è un indizio molto importante.
Negli adulti si verifica un’anemia da deficit di folati. A seconda della gravità e della durata, ci può essere una qualunque combinazione di bassi livelli di albumina, di calcio, di potassio e di sodio e un aumento della fosfatasi alcalina (dovuto all’interessamento osseo) e del tempo di protrombina.
La diagnosi 
Si pensa alla malattia celiaca sulla base dei sintomi e dei segni, suffragata dagli studi di laboratorio e dagli studi radiologici, e confermata dalla biopsia che mostra una mucosa piatta e dai miglioramenti clinici e istologici prodotti da una dieta senza glutine.
Come controllare il problema 
Il glutine deve essere eliminato dalla dieta. L’ingestione anche di piccole quantità può ostacolare la remissione o indurre una recidiva.
Il glutine viene così ampiamente usato (nelle minestre già pronte, nelle salse, nei gelati e negli hot-dog) che chi è affetto da celiachia necessita di un elenco dettagliato dei cibi da evitare e del consiglio di un dietologo esperto.
Possono essere somministrati supplementi di vitamine e di minerali in base all’entità del problema.
Nei casi lievi può non essere necessaria la somministrazione di supplementi.
Nei casi gravi può essere necessaria un’ampia reintegrazione.
Per gli adulti questa comprende il solfato di ferro, 300 mg al giorno, l’acido folico, 5-10 mg al giorno, il gluconato di calcio, 5-1 0 g al giorno e una qualunque preparazione multivitaminica standard.
Alcune persone rispondono poco o affatto all’eliminazione del glutine o perché la diagnosi non è corretta o perché la malattia è entrata in una fase refrattaria.
Alcuni soggetti possono tollerare la reintroduzione del glutine nella dieta dopo una prolungata astinenza. Ciò può significare che, in alcuni casi lievi, si può ottenere una remissione completa o che l’intolleranza al glutine è dovuta a una mucosa precedentemente danneggiata da un’enterite batterica o virale.

tratto dai manuali di Riza –  Riequilibra l’ intestino

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