31 Gennaio 2023

Arterie sane e malate

Arterie sane e malate

Arterie sane e malate

Una delle incognite a cui è esposto il nostro organismo è rappresentata dal logoramento delle arterie che lo riforniscono di sangue, le quali a lungo andare sì intasano e si restringono.
Questa è probabilmente una delle cause principali dell’ipertensione, perché occorre una forza maggiore per spingere il volume di sangue attraverso arterie strette e meno elastiche.
L’arteria numero uno è l’aorta: ha origine dalla parte sinistra del cuore e da lei si staccano le arterie che portano il sangue alla testa, all’addome, alle braccia, alle gambe e così via.
Il termine medico che indica l’indurimento delle arterie è «arteriosclerosi»; il termine che invece indica il restringimento delle arterie a causa dell’accumulo di depositi (detriti grassi) sulle pareti interne è «aterosclerosi».
A volte vengono usati indifferentemente, anche perché sono strettamente collegati. L’aterosclerosi infatti non è che una variante dell’arteriosclerosi e quasi sempre apre la strada a quest’ultima.
L’arteriosclerosi è un disturbo associato in generale all’età avanzata, anche se spesso si verifica già intorno ai 50-60 anni. L’aterosclerosi, ossia un danno al flusso arterioso determinato dal depositarsi di detriti di colesterolo sulle pareti arteriose, può instaurarsi anche a 30-40 anni.
Sia l’arteriosclerosi sia l’aterosclerosi possono far salire la pressione. Quest’ultima non sempre si traduce in sintomi: rimane un’intrusa che non dà segno della propria presenza.
Alla lunga, invece, si fa sentire l’aterosclerosi, perché quando gli accumuli di colesterolo si raccolgono sulle pareti delle arterie che raggiungono o attraversano il cervello sopravvengono alcuni disturbi: difficoltà di concentrazione, appannamento della memoria, ideazione rallentata.
Il danno al flusso arterioso è quasi sempre generalizzato, ma si ripercuote soprattutto a carico degli organi pili nobili: il cervello, come si è appena accennato, ma anche il cuore, che sotto sforzo può far avvertire come una morsa sul petto, di breve durata, che è il sintomo cardine dell’angina pectoris; se poi si forma lentamente o improvvisamente un ostacolo all’interno di una delle arterie del cuore, le coronarie, si arriva al quadro drammatico dell’infarto.
Da notare che ipertensione e arteriosclerosi finiscono per innescare un circolo vizioso: la pressione alta fa perdere elasticità alle arterie e la perdita di elasticità fa salire la pressione ancora di più.
La pressione alta, di per se stessa, logora le arterie e le fa invecchiare precocemente: si ripercuote anch’essa sugli organi più nobili, per esempio, peggiorando la circolazione del cervello e rendendo meno brillanti la memoria e la capacità di concentrazione, ma anche affaticando il cuore che stenta a tenere il passo e può quindi presentare delle aritmie (per esempio sotto forma di «extrasistoli», le contrazioni fuori tempo).
Ma che cosa porta all’usura e all’indurimento delle arterie? In parte il lento trascorrere degli anni, dopo i quaranta nell’uomo, dopo i cinquanta, vale a dire dopo la menopausa, nella donna. Ma una parte di colpa va attribuita al fumo di sigaretta e a diete troppo ricche di colesterolo, sostanza necessaria all’organismo ma dannosa quando è in eccesso e si accumula (si trova nel latte, nel burro, nelle uova e nelle carni grasse).
Rimane però da chiarire perché in certe persone il colesterolo si deposita sulle pareti delle arterie e in altre persone no, pur essendo eccessivo sia nelle prime sia nelle seconde. Forse ci sono organismi privilegiati da qualche fattore protettivo non ancora identificato; forse ci sono alimenti che esercitano a loro volta un’azione protettiva.
Per esempio, chi ha una tiroide molto attiva difficilmente accumula colesterolo nelle arterie. Allo stesso modo, chi consuma in prevalenza grassi vegetali (oli di semi) limita molto l’apporto di colesterolo e quindi prolunga la giovinezza delle sue arterie (un celebre adagio dice che «ciascuno ha l’età delle sue arterie»).

Tratto dalle Guide per la Salute

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