05 Agosto 2020

Il colesterolo in circolo

Occhio al colesterolo in circolo

Occhio al colesterolo in circolo

Gli specialisti di cardioangiologia sono in generale d’accordo nel ritenere che i grassi circolanti nel sangue, quando sono in eccesso, finiscano per rovinare lentamente nel corso degli anni le arterie grandi e piccole aprendo la strada sia all’aterosclerosi (deposito di grassi all’interno delle arterie) sia all’arteriosclerosi (indurimento delle arterie) che si sviluppano come un processo generalizzato, sistemico, destabilizzante la salute perché tendono a farsi sentire soprattutto a danno degli organi più nobili, vale a dire cuore e cervello.
I disordini a carico dei grassi circolanti sono di cinque tipi, secondo una nota classificazione che prende il nome dai suo ideatore, l’americano Donald Fredrickson.
Tipo I: è caratterizzato dalla presenza nel sangue di globuli di grasso chiamati «chilomicroni» che  provocano la comparsa, sotto gli occhi, di piccole masserelle giallastre chiamate «xantomi» (si tratta di accumuli circoscritti di colesterolo); in questa forma, piuttosto rara, sono alti i trigliceridi e poco probabili le complicanze vascolari.
Tipo II: è caratterizzato da un aumento delle lipoproteine a bassa densità (le LDL), trasportatrici del cosiddetto «colesterolo cattivo», il coi accumulo nel sangue è rovinoso esponendo il cuore all’infarto e il cervello all’ictus; questa forma è abbastanza frequente (40/45 per cento di tutti i pazienti con disordini dei grassi circolanti).
Tipo III: è una forma mista, poco frequente (meno del 5 per cento), in cui aumentano insieme colesterolo e trigliceridi (grassi, questi, che crescono a dismisura se si esagera con ì dolci e con l’alcol); è inevitabile il danno alle arterie.
Tipo IV: è la forma indiscutibilmente più frequente (dal 30 al 50 per cento), che bersaglia  soprattutto i diabetici e le persone in sovrappeso ed espone sempre a severe compromissioni del circolo arterioso, che vanno dalla vascolopatia cerebrale al danno coronarico, all’ostruzione delle arterie degli arti inferiori (arteriopatia obliterante periferica).
Tipo V: altra forma piuttosto rara, quest’ultima, che si contraddistingue per l’aumento dei chilomicroni e dei trigliceridi; non dà luogo a importanti lesioni vascolari; si osserva per lo più nei forti bevitori.
Vediamo, adesso, tipo per tipo, qual è la dieta da seguire per correggere il disordine.
Dieta per il tipo I: se c’è sovrappeso, si dovranno razionare le calorie, limitare fortemente i carboidrati (dolci, pane, pasta, riso) ed escludere l’alcol (entrambi fanno aumentare i trigliceridi). La quota giornaliera dei grassi non dovrebbe andare oltre i 25-35 grammi.
Dieta per il tipo II: è imperativo ridurre l’apporto di colesterolo sotto i 300 milligrammi al giorno (razionare, quindi, i rossi d’uovo, le cervella, il fegato, il burro e i formaggi, le carni rosse); opportuno usare oli di semi perché ricchi di acidi grassi polinsaturi che esercitano un’azione di «repulisti» sul colesterolo di troppo; l’alcol è concesso, ma con molta moderazione (non più di un bicchiere di vino a pasto).
Dieta per il tipo III: il primo obiettivo dev’essere il ritorno al peso forma; si raccomanda di optare per la «dieta mediterranea» nella sua versione più «verde». Come dire: molta verdura, pasta e pane ai minimi termini. Abolire zucchero e dolciumi. Razionatissimo l’alcol.
Dieta per il tipo IV: anche in questo caso deve trovare spazio la dieta mediterranea puntando a un drastico «taglio» alle calorie e quindi all’affermazione della dieta verde (più fagioli che pasta potrebbe essere la formula giusta). Bloccare il colesterolo sotto i 500 milligrammi al giorno arginando i condimenti di origine animale e preferendo i grassi vegetali (oli di semi); anche per l’alcol meglio andarci piano, il che vuol dire concedersi però almeno un bicchiere di vino a pasto (è noto che il vino, a dosi moderate, ripulisce il sangue dai grassi).
Dieta per il tipo V: i veti riguardano zucchero, dolci, superalcolici; largo ai polinsaturi (oli di semi); anche in questo caso vigilare sulle calorie e incoraggiare il consumo di verdura e legumi anziché di pasta e di carne.

Tratto dalle Guide per la Salute

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