17 Settembre 2021

Alito cattivo

L’ alito cattivo è un fenomeno che può essere considerato normale, e quindi non è il segno di un disturbo, solo quando compare durante le ore del sonno nelle persone sane.
Una delle cause che con più frequenza determinano l’alito cattivo è la presenza di una sinusite.
L’ alito cattivo è dovuto alle fermentazioni che si svolgono nella bocca perché durante il sonno manca il lavaggio delle mucose da parte della saliva. Il sintomo, tuttavia, scompare pochi minuti dopo il risveglio, specie dopo l’ingestione dei primi alimenti e dopo la pulizia dei enti. Questo particolare tipo di alitosi è Soprattutto presente nei fumatori.
• Una delle cause più frequenti dell’alito cattivo è quella legata alla presenza di una sinusite.
• Questo sintomo oltre ad essere molto spiccato in alcune infezioni della mucosa del naso, è presente in tutte le lesioni della bocca: stomatiti, lesioni ulcerose della mucosa o della lingua.
• Nove volte su dieci l’adito cattivo è dovuto alla piorrea e alla presenza di carie infette nei denti. Il cattivo odore, in questo caso, è caratteristico e la causa quindi è facilmente diagnosticabile. Si ritiene che nelle persone con carie ai denti l’alito sia tanto più maleodorante quanta più carne viene consumata.
• Nei bambini il fetore dell’alito si presenta quasi sempre quando è in corso una tonsillite o una faringite.
• Praticamente tutte le affezioni dell’apparato digerente spesso danno come sintomo collaterale anche l’alito cattivo. Per esempio, la gastrite, la stitichezza cronica e le malattie del fegato possono essere segnalate dal particolare odore dell’alito.
• L’alitosi è poi spesso presente in molte affezioni dei bronchi e dei polmoni. È caratteristico il fetore che si manifesta in presenza della tubercolosi polmonare, di un ascesso del polmone, di una bronchiettasia.
• L’alito cattivo è inoltre di rigore nei pazienti affetti da grave insufficienza renale, nei diabetici e nei bambini
che hanno l’acetone, o anche quando, si assumono particolari farmaci. In molte intossicazioni, infine, il medico può scoprire la sostanza che ha prodotto l’avvelenamento appunto dal caratteristico odore dell’alito che emana dalla bocca dell’intossicato.
tratto dalla biblioteca pratica di Amica

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