17 Ottobre 2019

La Bronchite

La bronchite: perché è bene non trascurarla

Fino a qualche anno fa, i bambini più deboli venivano definiti dai medici come “linfatici”. Il bambino linfatico – cioè con un sistema ghiandolare compromesso e minori difese immunitarie – era tendenzialmente anemico, palliduccio, più soggetto di altri alle conseguenze delle malattie infantili o “esantemiche”: morbillo, scarlattina, pertosse eccetera.
Ebbene, al bambino linfatico di un tempo va oggi sostituito il bambino “catarrale”: un bimbo che ha spesso la tosse, il raffreddore, il mal di gola, l’influenza, che fa frequenti episodi bronchitici e magari una polmonite ogni anno. Questo bambino è diventato il simbolo della piccola patologia infantile. La sua presenza – anzi la sua frequenza – soprattutto in città, dimostra che le malattie infantili (e non solo infantili) si evolvono nel tempo via via che mutano le condizioni generali di vita e i pericoli per la salute rappresentati dall’ambiente.
Quanto sia diffusa tra i bambini la malattia delle prime vie respiratorie lo dimostrano prima di tutto i ricoveri ospedalieri. Più del 50 per cento delle malattie che obbligano anche i bambini a questo temuto provvedimento terapeutico, è rappresentato da infezioni acute delle prime vie respiratorie, I due terzi delle assenze scolastiche nella scuola dell’obbligo sono provocati da influenze, mal di gola, tosse, bronchiti, tracheiti. Eppure, dice la letteratura medica più aggiornata, non c’è da preoccuparsene. Se un bimbo fa ogni anno (e fino alla sua adolescenza) 4-5 malattie “di superficie”, cioè non gravi, riferite all’apparato respiratorio, deve essere considerato nella norma. I genitori l’hanno imparato e l’influenza o la bronchitina del figlio non rappresentano più una novità né una preoccupazione; ad eccezione, per l’appunto, dei troppi giorni di scuola saltati e dei programmi per l’weekend buttati all’aria. Ma come curare questo genere di malattie? Di raffreddore e di influenza abbiamo già parlato. Tra le altre forme acute che colpiscono l’apparato respiratorio, bisogna prima di tutto definire e distinguere le tre più frequenti: la tracheite, la bronchite e la polmonite.

La tracheite è un’infiammazione della trachea, quasi sempre di origine virale o batterica, che dà una tosse secca pungente, fastidiosa soprattutto quando cambia la temperatura o l’umidità dell’ambiente (e questo spiega perché colpisca soprattutto durante la notte). Non dà generalmente grossi rialzi febbrili.

La bronchite acuta è invece un’infiammazione dei bronchi grossi o medi, generalmente di origine batterica: la febbre, prima leggera, può diventare anche alta. La tosse è secca o no, secondo la quantità di catarro prodotta dalle mucose colpite dall’infezione.

Nella polmonite, infine, il processo infettivo tocca il tessuto polmonare più importante, cioè le pareti degli alveoli: questi si riempiono del liquido prodotto dall’infiammazione e non possono più adempire alla loro funzione fisiologica.
Il medico riconosce la differenza tra bronchite e polmonite anche dalla semplice auscultazione del torace. Nella bronchite, infatti, il polmone “sibila” o “brontola”, segnalando la difficoltà dell’aria a percorrere – soprattutto nel movimento espiratorio – i bronchi; nella polmonite la zona del polmone che è colpita dalla malattia “tace” in modo anomalo. La polmonite si manifesta in genere con febbre immediatamente molto alta.
Non si può dire che sia diversa la durata di queste tre malattie. Vi possono essere tracheiti, per esempio, che non lasciano in pace per settimane e che tendono addirittura a diventare croniche.
Diversa invece è la gravità. La polmonite – che un tempo doveva aggirare il fatale scoglio del settimo giorno prima di poter essere dichiarata vinta – ancora oggi risulta rischiosa per i bambini piccoli, per gli anziani, per gli individui indeboliti da precedenti malattie o da forme croniche dell’apparato cardio-respiratorio. E anche quando guarisce, può lasciare dietro di sé conseguenze importanti come la pleurite. Fortunatamente si tratta di una malattia relativamente rara: ogni medico cura durante l’inverno una—due polmoniti ogni 10 bronchiti. La bronchite acuta diventa pericolosa se ripetuta con frequenza.

Quali sono le cause

Anche in questo caso la conoscenza delle origini della malattia permette di affrontarle con maggiore utilità.

  • Come si è detto, tracheiti, bronchiti e polmoniti sono provocate da infezioni batteriche o virali. Più frequentemente, anzi, le due forme infettive si sovrappongono l’una all’altra: quella batterica alla virale o viceversa. Tra i virus più pericolosi per bronchi e polmoni vi sono quelli dell’influenza. Tra i batteri, gli pneumococchi e anche gli stafilococchi e gli streptococchi. Particolarmente pericolosa è la polmonite di origine virale. oggi molto frequente soprattutto nei bambini: può colpire infatti contemporaneamente vaste zone del polmone.
  • La possibile interferenza di virus nelle malattie acute dell’apparato respiratorio spiega perchè molte volte il raffreddore e soprattutto l’influenza rappresentino la premessa di tracheiti e anche di bronchiti e di polmoniti. Curare bene l’influenza e guarirla senza strascichi significa dunque diminuire il rischio di malattie più gravi.
  • Un influsso negativo è certamente quello esercitato dal freddo. Le basse temperature e anche i frequenti sbalzi di temperatura e di umidità (così come succede spesso nei mesi invernali, per il passaggio da ambienti caldi ad ambienti freddi o viceversa) indebolisce le resistenze delle vie respiratorie e del tessuto polmonare: bronchi, bronchioli e alveoli.
    La limitata esposizione al freddo, l’attenzione agli sbalzi di temperatura, la garanzia di abiti che conservino alla superficie corporea una buona e costante quantità di calore rappresentano dunque ottime precauzioni contro le malattie acute dei polmoni. E’ bene ricordare, inoltre, che quando la temperatura è molto rigida è meglio respirare col naso, tenendo la bocca chiusa: se passa attraverso le narici, infatti, l’aria raggiungerà i polmoni dopo un utile pre-riscaldamento.
  • Le abitudini di vita. Le infezioni acute delle vie respiratorie vengono molto facilitate dalle abitudini di vita proprie della nostra età. Il grande affollamento e la promiscuità delle scuole e degli uffici, per esempio, dove i germi di uno diventano i germi di tutti, accrescono la rapidità di diffusione della malattia; anche il fumo di sigaretta influisce negativamente su un gran numero di tracheiti e di bronchiti (ricerche americane hanno dimostrato che quando i genitori fumano in casa, i figli prendono più facilmente la bronchite); lo smog e i fumi delle produzioni industriali irritano le vie aeree e le predispongono a eventuali infezioni.
  • A volte è possibile scambiare una bronchite allergica per una bronchite di origine infettiva. Bisogna sottolineare infatti che, soprattutto nei bambini, una buona percentuale di episodi bronchitici ha origine da una reazione allergica. Essenziale in questi casi è la ricostruzione della storia clinica del singolo paziente: quando e come si manifesta solitamente la bronchite, in che mesi dell’anno e a che ora del giorno, se vi sono fenomeni paralleli di tipo allergico (come arrossamenti della pelle o bruciore agli occhi, eccetera). La bronchite allergica ha infatti molte manifestazioni simili a quelle della bronchite infettiva: ma deve essere curata in modo diverso e per questa ragione la diagnosi deve essere molto precisa.
  • Alcune caratteristiche strettamente individuali, infine, influiscono sulla nascita delle malattie polmonari acute e sul loro decorso. Tra e altre, un deficit delle difese immunitarie (specialmente nei bambini); un disturbo originario nei movimenti delle “ciglia bronchiali”; una deviazione del setto nasale.

La cura

Bronchiti e polmoniti si curano in casa e a letto. Lo stesso vale per le forme più ribelli di tracheite. In ogni caso per queste malattie si deve ricorrere al medico e alla sua diagnosi. Ma va aggiunto che non esiste un solo modo di curarle, ma tanti modi quanti sono gli individui presi in considerazione. I vecchi, per esempio, i bambini al di sotto dell’anno di età e le persone che soffrono di disturbi

cronici all’apparato cardiaco e respiratorio, vanno seguiti con particolare attenzione. Non è la stessa cosa curare un bambino che fa soltanto episodi sporadici di bronchite, risolti in 4-5 giorni di tempo, e curare un bambino che ripete spesso, invece, la bronchite e che non ne esce prima di 10 — 15 giorni ogni volta.

I farmaci a disposizione della medicina contemporanea nella cura della tracheite, della bronchite e della polmonite sono di diverso tipo: i balsamici e i mucolitici, che facilitano il drenaggio del catarro e la sua espettorazione:i sulfamidici long-acting, che vengono somministrati cioè a piccole dosi e per un certo periodo di tempo; i broncodilatatori, che aiutano i bronchi a dilatarsi quando l’ammalato soffre di affanno; il fosfato di codeina o altri calmanti per placare gli accessi più forti di tosse.
Sono possibili anche diversi tipi di intervento. Lo stesso farmaco può essere dato per bocca, per supposta, per iniezione. Si può anche ricorrere alle inalazioni e all’aereosol, utili per portare il medicamento a contatto rispettivamente della trachea o delle prime vie bronchiali. In casi rari – generalmente quando il medico ritiene opportuno il ricovero ospedaliero – la polmonite può richiedere l’uso dell’ossigenoterapia (cioè la somministrazione d’ossigeno direttamente nelle vie polmonari, con l’uso della tenda ad ossigeno, di cannule nasali, della maschera ad ossigeno).
Nessuno dei farmaci e delle tecniche indicate è risolutiva, nessuno è migliore in assoluto di altri. Tocca al medico – dopo aver fatto la diagnosi del singolo caso – scegliere il farmaco e il metodo di intervento più adatto. La più importante misura curativa è rappresentata in queste malattie – e soprattutto in caso di polmoniti di una certa gravità – dalla assiduità dei controlli medici. Di giorno in giorno, infatti, l’evoluzione delle malattie acute delle vie respiratorie può, in certe situazioni, consigliare l’immediato cambiamento della cura.
Una parola a sé meritano gli antibiotici, che sono certamente i farmaci più usati ai nostri giorni nella cura delle tracheo-bronchiti, delle bronchiti e delle polmoniti. L’antibiotico ha fama di medicina onnipotente, che cura subito e bene. Se ne fa perciò un uso sconsiderato (anche da parte di qualche medico), sproporzionato al costo questi prodotti e rischioso per la salute.

Una polmonite o una bronchite importante vanno certamente trattate con antibiotici. Questo vale anche se si tratta di episodi virali, l’antibiotico serve infatti in questi casi a scongiurare la sovrapposizione di un fatto batterico.

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