17 Maggio 2022

Gli esercizi spirituali

San Ignazio considerava gli Esercizi spirituali non come opera sua, bensì come un dono di Dio per tutta la Chiesa.
Gli Esercizi spirituali non erano stati studiati e composti a tavolino, ma messi in pratica nel suo eremo di Manresa, dove per quasi un anno condusse un’esistenza ascetica. Egli teneva a precisare che gli Esercizi spirituali vanno eseguiti e non solo letti! Nei suoi Esercizi spirituali enuncia ben quattordici modi diversi di raccogliersi in preghiera, e cioè: la considerazione, la meditazione, la ripetizione, il riassunto, l’esame di coscienza generale e particolare, la contemplazione, l’applicazione dei sensi, l’elezione, la conternplatio ad amorem, i tre modi di pregare.
Negli esercizi spirituali, la disponibilità di scelta per il fedele è davvero vasta e asseconda, di volta in volta, le disposizioni, le necessità, i gusti e le finalità che si desidera raggiungere. Negli esercizi spirituali, sono particolarmente interessanti, per i punti di contatto con la tecnica meditativa, la descrizione sia del secondo sia del terzo modo di pregare. Il secondo modo di pregare consiste nel contemplare il significato di ogni parola della preghiera: Il terzo modo di pregare consiste nel fatto che la persona, in ginocchio o seduta, come meglio si sente e secondo la devozione che ha, terrà gli occhi chiusi o fissi in un punto, senza girarli qua e là, e dirà Padre riflettendo su questa parola per tutto il tempo che, nelle considerazioni pertinenti a tale parola, troverà significati, paragoni, gusti e consolazioni. Faccia poi lo stesso con ogni parola del Padre Nostro o di qualsiasi altra preghiera che volesse recitare così.
1^ regola degli esercizi spirituali.
La prima regola è che impiegherà, nella maniera già detta, un’ora per tutto il Padre Nostro, finito il quale, dirà l’Ave maria, il Credo, l’Anima Christi e la Salve Regina, vocalmente o mentalmente secondo il suo solito.
2^ regola degli esercizi spirituali.  
La seconda regola è che, se la persona che contempla il Padre Nostro trovasse in una o due parole molta materia di meditazione, insieme a gusto e consolazione, non si dia pensiero di passare oltre, anche se dovesse impiegare in quello che ha trovato tutta l’ora, finita la quale, dirà il resto del Padre Nostro, secondo il solito.
3^ regola degli esercizi spirituali
La terza è che se si è intrattenuto per un’ora intera su una o due parole del Padre Nostro, un altro giorno, quando vorrà tornare su quella preghiera, dica le suddette una o due parole secondo il solito, e cominci a contemplare, come si è spiegato nella seconda regola, dalla parola che segue immediatamente.
1^ nota. 
C’è da dire che, finito in uno o più giorni il Padre Nostro, si deve fare lo stesso con l’Ave Maria e poi con le altre preghiere, in modo che per qualche tempo ci si eserciti sempre in una di esse.
2^ nota. 
La seconda nota è che, finita l’orazione, ci si rivolga con poche parole alla persona [divina, n.a’.r] alla quale viene diretta la preghiera e si chiedano le virtù o grazie di cui si sente maggiore necessità”. Riportiamo, infine, le istruzioni del terzo modo di pregare, cioè la preghiera ritmata: “[…] Il terzo modo di pregare consiste nel fatto che ad ogni respirazione o movimento respiratorio si deve pregare mentalmente pronunziando una parola del Padre Nostro o di qualche altra preghiera che si recita, in modo tale che una singola parola venga detta tra un respiro e l’altro. Mentre poi dura il tempo tra un respiro e l’altro si badi principalmente al significato di tale parola, o alla persona a cui si rivolge la preghiera, o alla propria pochezza, o alla differenza tra quella altezza e la propria bassezza. e. Seguendo lo stesso metodo, si andrà avanti con le altre parole del Padre Nostro. d. Infine, secondo il solito, si recitano le altre preghiere, cioè l’Ave Maria, l’Anima Christi, il Credo e la Salve Regina.
1^ regola. 
La prima regola è che un altro giorno o in altra ora, quando vuole pregare, dica l’Ave maria ritmando e le altre preghiere come al solito, poi alla stessa maniera si regolerà per le altre.
2^ regola. 
La seconda è che chi voglia trattenersi più a lungo nell’orazione ritmata, potrà applicarla, come è stata spiegata, a tutte le sopracitate preghiere o a una parte di esse”. (brani tratti da Ignazio di Loyola, Esercizi spirituali, Edizioni Paoline, Milano, 1978, pp. 223-227).

Tratto dal libro “Meditazione” – Key Book

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