23 Settembre 2022

Il sufismo

Il Sufismo (forse dal termine arabo suf che indica l’abito di lana grezza indossato dagli asceti musulmani) è un movimento religioso islamico diffusosi a partire dal IX secolo specialmente fra i sunniti. I mistici sufi, attraverso la meditazione e l’ascesi, aspirano all’unione con Allah. La componente panteistica insita nelle loro dottrine ha procurato loro l’accusa di eterodossia: nel 922, a Baghdad, fu giustiziato il sufi al-Hallaj, colpevole di avere proclamato la propria identità con Dio.
Per merito di Al-Ghazali (1058-1111), filosofo e mistico persiano, il sufìsmo poté riconciliarsi con l’Islam ortodosso. Le dottrine sufiche trovarono la loro espressione più significativa nelle opere dei poeti persiani Gialal al-Din Rumi (1207- 1273) e Hafiz (1320-90 ca), gli scritti dello stesso Al-Ghazali.
Il sufismo è senza dubbio la corrente più esoterica e mistica della religione islamica. Vivendo in una perfetta adesione all’istante presente e in un’accettazione incondizionata della realtà intesa come manifestazione di Dio, i santi e i saggi sufi pervengono alla più alta realizzazione spirituale annullandosi nella divinità: il sufismo è la via che porta dall’individuale all’universale.
Nel sufismo si intrattiene una relazione di elezione (walayat) con la divinità: il sufi entra in comunione spirituale con essa attraverso un lungo cammino di ascesi spirituale (maqamat) da compiersi sotto la guida di un maestro in grado di trasmettere al discepolo uno stato di benedizione soprannaturale (baraka). Secondo il sufismo ogni epoca è illuminata dalla nascita di un Maestro dotato della natura di “uomo perfetto” (qutb), la cui identità può essere svelata solo a quanti abbiano raggiunto lo stato dell’annientamento in Dio (fana), dell’esistenza tramite Dio e della conoscenza. Il qutb del sufismo, a differenza dell’imam degli scuri, non dipende da una particolare linea di discendenza famigliare e non appare come figura isolata nel contesto della sua epoca: rappresenta, piuttosto, il vertice di tutta una gerarchia di maestri venerabili, dotati di facoltà e poteri analoghi ai suoi.
I sufi, infatti, venerano come santi, non solo i qubt, ma anche numerosi maestri del passato, personaggi santi estranei alla loro dottrina e gli imam degli sciiti! Il sufismo è organizzato attorno a comunità monastiche che osservano il celibato e la regola della povertà, svolgono pratiche di umiliazione pubblica di sé e la ripetizione di formule di invocazione a Dio. Grande importanza è attribuita alla musica e alla poesia.
Fra le principali confraternite sufi attive dal XII secolo si annoverano quelle dei marabutti e dei senussi (Africa settentrionale) e quelle dei dervisci di cui parleremo diffusamente nel prossimo paragrafo.

Tratto dal libro “Meditazione” – Key Book

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