08 Dicembre 2022

La postura nella preghiera cristiana

L’uomo è costituito di corpo, mente e spirito: la preghiera, quindi, non può non coinvolgere tutte e tre queste dimensioni dell’essere. Sono stati i maestri spirituali dell’Oriente cristiano a sottolineare l’importanza della giusta postura del corpo nei momenti di preghiera.
L’esercizio della “preghiera di Gesù”, per esempio, che consiste nel ripetere il nome di Cristo o un’invocazione assecondando il ritmo naturale del respiro, può essere un buon inizio per imparare a coordinare parole, respiro e postura. E sempre più radicata la convinzione che la persona debba essere coinvolta “anima e corpo” nei momenti di preghiera.
Le pratiche di meditazione non-cristiana, se utilizzate con accortezza, possono costituire un aiuto per la preghiera del cristiano; tuttavia questi è invitato ad aspirare a un obiettivo molto più ambizioso: la “preghiera continua” che permea di sé ogni azione della vita quotidiana.
A tal proposito S. Paolo afferma: “Sia dunque che mangiate, sia che beviate, sia che facciate qualsiasi altra cosa, fate tutto per la gloria di Dio” (1 Cor 10, 31).
Questa affermazione ci ricorda che l’autentica preghiera cristiana rifiuta i fronzoli e gli aspetti più complicati e artificiosi delle varie tecniche meditative.
La preghiera cristiana è una pratica semplice e fondamentalmente spontanea, che sgorga da un cuore puro e fiducioso nella benevolenza e misericordia divina e pronto ad accogliere la luce dello Spirito Santo.

Tratto dal libro “Meditazione” – Key Book

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