01 Febbraio 2023

La preghiera cristiana

La vera natura della preghiera cristiana è concepita come un dialogo intimo tra l’uomo e Dio. Tuttavia la preghiera cristiana è allo stesso tempo una pratica personale e comunitaria, in quanto esprime la comunione del popolo redento (la Chiesa) con il Signore.
Già nelle pagine dell’Antico Testamento i Cantici e i Salmi insegnano a lodare e ringraziare Dio; con il Nuovo Testamento e la rivelazione di Dio in Cristo, è Gesù stesso che dà indicazione su come pregare insegnando il Padre Nostro (Mt 6,7-15 e Lc 11, 1-4) ai suoi discepoli. Ogni preghiera contemplativa cristiana, al contrario di altre forme di meditazione, non si propone di eliminare la distanza fra creatura e il Creatore: le esperienze dei mistici consistono proprio nella rivelazione all’uomo dell’assoluta alterità e trascendenza di un Dio che però accetta di farsi uomo per salvarci. Già nei primi secoli di vita della Chiesa si diffusero alcuni modi erronei di pregare, come per esempio accadde con le correnti dello gnosticismo e del messalianismo.
Gli errori fondamentali di queste dottrine. secondo il pensiero cattolico, consistono in alcune tecniche di meditazione che sono presentate come rapidi procedimenti per arrivare a Dio superando e nullificando la distanza fra creatura e Creatore.
È frequente in esse il richiamo a concetti buddisti come il nirvana. Secondo la chiesa cattolica, il tentativo di fondere la meditazione cristiana con le tecniche orientali, presenta il rischio di incappare in almeno due errori: anzitutto quello di dimenticare che le cose terrene sono segni che rimandano alla volontà divina, e poi quello di cadere nel sincretismo religioso; la chiesa cattolica, infatti, pur non rigettando quanto c’è di vero e santo nelle altre religioni e non disprezzando in toto le forme di meditazione non- cristiana, non vuole assolutamente perdere di vista la concezione cristiana della preghiera.
La spiritualità cristiana di tutti i tempi (S. Gregorio Magno, S. Agostino, S. Bernardo, S. Bonaventura, S. Teresa d’Avila, S. Giovanni della Croce, S. Ignazio di Loyola…) considera il cammino spirituale come costituito di tre momenti cruciali:
1  la via purgativa, che consiste nella purificazione dal peccato e dalle passioni e dai vizi;
2  la via illuminativa, che consiste nell’acquisizione delle virtù e di una più ampia comprensione del mistero divino;
3  la via unitiva, ovvero la tappa finale del percorso spirituale, rappresentata dall’unione mistica con Dio.
Anche le forme di meditazione non-cristiana, attraverso varie tecniche, propongono uno svuotamento dell’uomo dalle passioni e un rientrare in se stessi per raggiungere Dio e un cerro benessere psico-fisico.

Tratto dal libro “Meditazione” – Key Book

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