18 Febbraio 2020

Menorragia, la marea pallida

Menorragia, la marea pallida
Per la Medicina Tradizionale Cinese la menorragia è legata innanzitutto ad un deficit di qi, più in particolare dell’organo Milza. È alla Milza infatti che spetta il compito di trattenere il sangue nei vasi e anche nell’utero, spesso alla base di un deficit di questo organo  possono esserci stress e cause emotive: rimuginare, avere idee ossessive, non riuscire a sbloccare situazioni frustranti della propria vita, logora l’energia della Milza, che dunque non riesce più a “contenere”.
Il sangue mestruale nella menorragia avrà un colore pallido, consistenza liquida, spesso il ciclo è anticipato con la comparsa di edema, freddolosità, astenia.
I medici cinesi raccomandavano innanzitutto il riposo a letto, l’astinenza dai rapporti per almeno tre mesi, un’alimentazione basata su cibi caldi e digeribili, nel momento del flusso con funzione astringente spremute di limone zuccherato e calamari. Le piante utilizzate per questa condizione di debolezza saranno dei tonici del sangue come il Dong kwai e il Ginseng, l’Achillea millefolium, oltre a integratori di minerali che tonificano la “terra”, elemento cui è collegata la Milza.
In omeopatia può aiutare a diminuire i flussi emorragici Ferrum metallicum 5CH, ne andranno assunti 4 granuli a digiuno per la durata di 2 o 3 mesi.
Qualora vi sia anche irregolarità mestruale potremo aggiungere una pianta che regola gli assi ormonali, il Rubus idaeus MG alla dose di 40 gocce 2 volte al giorno per un lungo periodo e Zinco-Rame (oligoelemento in fiale che li contiene entrambi) da assumere a giorni alterni per due mesi almeno.
Qualora la perdita sanguigna sia durevole e persistente e provochi anemia può essere necessario assumere anche del Ferro.
Esistono prodotti erboristici ben tollerati, privi delle controindicazioni della supplementazione marziale classica da proporre sempre con cautela: il ferro libero, infatti, è pericoloso perché aiuta la moltiplicazione batterica, in presenza di acqua ossigenata tende a produrre radicali liberi, aumenta l’infiammazione e lo stress ossidativo cellulare. Meglio allora sfruttare le fonti proteiche naturali di Ferro, magari mangiando una bistecca con un bicchiere di spremuta di arancia (la vitamina C ne potenzia l’assorbimento), accompagnata da una manciata di semi di girasole. Nel caso si instauri un’anemia sarà molto utile anche la supplementazione di Rame come oligoelemento che migliora l’assorbimento del Ferro, e delle vitamine B6, B9, B12.
L’automassaggio lungo il percorso del meridiano della Milza può essere utile, dal bordo interno dell’alluce del piede fino all’incavo del ginocchio (da SP1 a SP9). In terapia invece ottimi risultati danno l’agopuntura e la moxa (che consiste nello scaldare punti di agopuntura e meridiani energetici con un sigaro di artemisia) soprattutto sul punto SP1 che si trova sul bordo interno dell’unghia del primo dito del piede, per fermare il sangue.
Nel caso in cui vi sia l’esigenza urgente di ridurre l’emorragia si potrà utilizzare UTEREM, una miscela di piante ad azione vasocostrittrice ed antiemorragica, da usarsi da una settimana prima del ciclo per 20 gocce 3 volte al giorno, meglio sotto controllo ginecologico.

Sezione a cura di Daria Fago (Naturopata)

Le terapie naturali vanno sempre personalizzate, le cure vanno date da un terapeuta esperto, questi sono solo consigli generali 

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