15 Gennaio 2021

Arnica

Per gli omeopati (lo ricordiamo) colui che è idoneo ad essere curato con un rimedio ‘diventa’, è quel rimedio. Per cui Arnica è imbronciato, vuole essere lasciato solo e in pace, non vuole che gli si parli e non vuole nemmeno che lo si tocchi, specie sulle parti dolenti.
E’ esaurito: dimentica facilmente, non ricorda se ha spento la luce, deve controllare (non per ossessione, proprio perché non si ricorda).
Incapace di concentrarsi, odia ogni sforzo, anche il suo lavoro, anche parlare, si irrita con il mondo intero, pretende di saperla più lunga degli altri, è sdegnoso, imperioso, però non ha più fiducia in se stesso, è preoccupato del futuro, diventa pigro ma ostinato, svogliato ma testardo.
Il fiore di Arnica ricorda un po’ questo atteggiamento: eretto in mezzo alle radure montane, a distanza dì rispetto dai suoi simili, parrebbe un fiore tra i più belli, invece, guardato più da vicino, lo si vede, sempre e tutti, più o meno putrido. Non è mai perfettamente sano.
Infatti, Arnica è il rimedio per eccellenza della sepsi e della setticemia (che sono ‘infezioni del sangue’).
Vediamo altre indicazioni, oltre all’esaurimento e agli stati settici.
Arnica è vasocostrittore; esercita quindi una marcata azione sui vasi sanguigni è indicato in casi di dilatazione, fragilità che portano a facili ecchimosi cutanee, porpore o emorragie interne o esterne.
Azione sui muscoli che sono ipertrofici o ipercontratti: per esempio il cuore d’atleta. Dolori muscolari con sensazione di contusione e ipersensibilità prolungata come dopo uno sforzo. L’ipersensibilità è così spinta da fargli temere di essere urtato dalle persone circostanti. Anche il letto pare duro e pieno di sassi e la persona gira e rigira in cerca di un posto soffice.
Azione sulla pelle, irritazioni assai marcate, con pustole, vescicole, foruncoli, favi, acne indurata, distribuita in parti simmetriche
Stato comatoso con colorito pallido o arrossato, con faccia e testa calde e naso freddo. La parte alta del capo è calda, l’inferiore e fredda (per esempio nelle emorragie cerebrali o nei traumi del capo con corna).
Dolenzia generalizzata delle ossa, tendini e soprattutto muscoli, aggravata dai movimenti, dagli urti. ‘Mi sento tutto rotto! Il dolore può essere dovuto anche al freddo umido. Braccia fredde in maniera eccessiva. Dolori e rigidità dei muscoli della nuca.
Vertigine alzandosi dal letto con tendenza a cadere a sinistra, peggio chiudendo gli occhi. Cefalea come un chiodo che penetra nel cranio, aggravata muovendosi.
Emorragia endo-oculare retinica, subcongiuntivale. Dolore agli occhi per aver troppo guardato la televisione, sciato al sole o sforzato la vista. Sangue dal naso dopo trauma.
Alito fetido,  patina giallastra sulla lingua, rutti e flatulenze che sanno di uova marce
Stato tifoideo con paziente che erutta e defeca involontariamente con orribile odore, emissione di sangue dall’ano, addome gonfio.
Il paziente Arnica è stuporoso però può essere ‘svegliato’, risponde correttamente, poi ripiomba nel suo stupore e a volte nel delirio. Situazione che può accadere sia nelle febbri tifoidee sia nelle commozioni cerebrali. Può perfino dire di stare benissimo e di non aver bisogno di nulla.
Cuore come stretto da una morsa. Palpitazioni notturne. Dopo esercizi strenui ed insoliti. Angina di petto.
 Enuresi notturna. Urina che tarda a uscire, o che non esce proprio, specie dopo sforzi.
Durante la gravidanza i movimenti del feto sono dolorosi di notte e non lasciano dormire. Può lenire gli esiti dolorosi del parto sui genitali (vedi la voce Parto). Emorragia uterina dopo coito, In menopausa grande prostrazione, astenia, palpitazioni, freddo, caldo in testa, dolori dappertutto.
Ed eccoci arrivati da ultimo, per evitare la limitante identità Arnica = traumi, alle indicazioni dove il rimedio ha azione unica e fuori del comune, ossia alle ferite e alle lesioni traumatiche.
Arnica non solo arresta le emorragie e promuove la guarigione, ma contribuisce a minimizzare o ad evitare gli stati di shock circolatorio e rimediare alle sequele emotive dei traumi e anche a quelle suppurative.
Anche i traumi psichici, dai più gravi ai microtraumi della vita quotidiana che provocano una persistente stanchezza sia fisica sia mentale, traggono giovamento da Arnica.

tratti dal libro “Manuale pratico di Omeopatia” di Ruggero Dujany edito da Red/Studio redazionale

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