28 Febbraio 2020

Il raffreddore da fieno

Il raffreddore da fieno, detto anche “coriza spasmodica periodica” non è propriamente una malattia acuta come un raffreddore, un’influenza o un’angina. E’ piuttosto la manifestazione acuta, periodica (in primavera) di un terreno allergico permanente. Perciò potrà essere trattato con efficacia solo con una cura di fondo, predisposta da un medico omeopata, sapendo che la guarigione del terreno sarà ottenuta solo dopo diversi anni. Si può tuttavia provare qualche cura sintomatica della crisi acuta, in attesa dell’intervento del medico. Si tratta di una manifestazione allergica della mucosa del naso e dei seni paranasali che interviene in primavera o in autunno, in relazione con i pollini delle graminacee.
Le manifestazioni cliniche del raffreddore da fieno sono diverse a seconda dei soggetti, ma si notano i seguenti sintomi comuni:
Comparsa dei disturbi dal mese di aprile al mese di luglio (graminacee comuni) o in settembre (artemisia).
Scolo nasale chiaro come l’acqua, irritante o no.
Sternuti variabili, come ritmo e come intensità.
Congiuntivite associata con il bordo degli occhi arrossato, talvolta con gonfiore delle palpebre irritate.
Frequente associazione con asma od orticaria (altre espressioni di terreno allergico).
Sfortunatamente, si constata ogni anno un aumento del numero dei soggetti allergici, come se la popolazione diventasse sempre più reattiva all’ambiente. Questo fatto è forse in relazione con l’inquinamento sotto tutte le forme (respiratorio, alimentare, industriale…) che modifica in profondità il terreno di ognuno, I polipi del naso sembrano avere pure un ruolo in questa affezione.
I medicinali omeopatici delle crisi che indichiamo saranno realmente efficaci solo nella misura in cui saranno accompagnati dai trattamenti di fondo.
Raffreddore da fieno, le cose da fare 
Evitare le gite in campagna durante la stagione dei pollini se siete allergici. Evitare pure di rimanere in pieno sole o in pieno vento. Preferire il fresco, l’interno delle case e uscire solo se è necessario.
Lavare abbondantemente gli occhi con acqua fresca, per togliere le particelle allergicizzanti. L’effetto di benessere è immediato, anche se non dura a lungo.
Applicare una pomata grassa (OMEOPLASMINA) all’interno delle narici per costituire una barriera contro le stesse particelle. Applicarlo con la frequenza necessaria.
Raffreddore da fieno, le cose da non fare 
Evitare le Iniezioni sistematiche di cortisone
E’ molto pratico, perché ellmina rapidamente tutti i sintomi. Tuttavia i suoi effetti secondari possono essere alla lunga fastidiosi: obbligo di ripeterlo sempre più spesso, stato di dipendenza, aumento di peso, obbligo di seguire una dieta senza sale, ecc. In più, ha solo un effetto sintomatico e non risolve per niente il problema del terreno.
E’ per contro giustificato nei casi eccezionali: tutti i casi di urgenza nei quali il soggetto deve essere in possesso di tutte le sue facoltà (candidato alla maturità, ricerca d’impiego…) o nei casi di asma associata.
Evitare i test allergologici che, nel migliore dei casi, non ci insegnano niente che non si sapeva già: un’allergia alle graminacee. Sfociano naturalmente in una desensibilizzazione, i cui risultati sono in- consistenti e ripartiti su diversi anni. In più, spesso i bambini temono l’iniezione bisettimanale.
Naturalmente, questa opinione deve essere sfumata per il fatto che i medici omeopati vedono solo gli effetti della desensibilizzazione. I malati guariti con questo metodo non ci consultano…
 
I rimedi omeopatici per il raffreddore da fieno 
I medicinali omeopatici per il raffreddore da fieno sono numerosi e corrispondono ciascuno a un diverso quadro clinico. Abbiamo selezionato i principali:
corrisponde a un quadro di scolo nasale e oculare irritante. Numerosi sternuti, lacrimazione abbondante, migliorati con il freddo, sono una buona indicazione del rimedio. Lo si prenderà in 9 cii, all’inizio 5 granuli ogni ora, spaziando poi a seconda del miglioramento.
è più indicato se gli occhi sono molto arrossati, irritati, e se le lacrime bruciano come se fossero un acido. Talvolta si notano al mattino le palpebre appiccicate. Per contro, lo scolo nasale è dolce, come acqua, con pochi sternuti. I sintomi sono migliorati dall’oscurità e dal fresco. Prendere EUPHRASIA 9 CH, 5 granuli ogni 2 ore. Spaziare a seconda del miglioramento.
Esiste inoltre un collirio all’ EUPHRASIA 4% TM che può essere utile localmente.
à il medicinale dei raffreddori da fieno che iniziano con sternuti “a ripetizione”, vale a dire senza interruzione. Ogni sternuto provoca quello che segue e sembra che non vi sia mai fine. Per contro, gli occhi non sono interessati. Prendere Nux VOMICA 9 CH (5 granuli ogni 2 ore) o Nux VOMICA 15 cH (1 dose al mattino).
riprende gli stessi sintomi comuni agli altri, ma presenta in più un segno caratteristico: il soggetto sente un prurito nella parte posteriore del palato che lo obbliga a strofinarlo con la lingua o a fare dei rumori curiosi con la gola. Pare che, dal punto di vista statistico, questo medicinale venga impiegato spesso nella nostra pratica. Prendere allora SABADILLA 9 cH, 5 granuli ogni ora. Spaziare a seconda del miglioramento.
è indicato se il soggetto ha violenti pruriti al naso e agli occhi, con sensazioni di puntura e di bruciatura.
Le sue palpebre sono spesso gonfie, e sente fastidio nella gola. Questi sintomi sono nettamente migliorati con il fresco (acqua fresca, aria fresca…). Aris è un rimedio molto potente, ad azione rapida ma breve; lo si prenderà in 15 CH, all’inizio 5 granuli ogni mezz’ora, spaziando molto presto a seconda del miglioramento.
Vi sono dei casi in cui è difficile analizzare questi sintomi perché niente è veramente preciso, né nello scolo nasale, né nelle modalità di miglioramento o di aggravamento. In questa situazione, occorre prendere POLMONE ISTAMINA 15 cH (5 granuli da ogni ora a ogni due ore) alternando con un altro medicinale sintomatico (per esempio Apis).

tratti dal libro “Guida pratica all’Omeopatia” di B Berthier e J.J. Jouanni edito da Dangles – Musumeci

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