20 Luglio 2019

Le coliche renali

Le coliche renali sono la conseguenza della migrazione di un calcolo nel canale dell’uretere (tra il rene e la vescica). Questo calcolo si blocca nel canale, cosa che provoca degli spasmi, una distensione di una parte del rene e dei dolori molto intensi. Questa affezione è un’urgenza medica, di pertinenza obbligatoria del medico. Tuttavia, si può provare a calmare da soli i dolori aspettandolo.
Le coliche renali, come riconoscerle? 
La crisi acuta nella coliche renali si manifesta in genere in seguito a scosse, a uno sforzo fisico o a disidratazione d’estate. Un lungo viaggio in auto è spesso all’origine della migrazione del calcolo.
Talvolta, la crisi è preceduta da sensazione di peso nei reni, o da bisogno di urinare più frequente del solito. Ma per lo più l’inizio è brusco, con intenso dolore lombare.
Tale dolore si propaga nel basso ventre, lungo il percorso dell’uretere, verso la vescica, gli organi genitali e le cosce, del tipo di crampo e di bruciore.
E’ accompagnato da sintomi generali (agitazione e ansia, sudori, vomiti legati a paralisi intestinale riflessa) e da segni urinari più discreti (dolori nel mingere, falsi stimoli). La durata delle coliche renali è variabile, da alcune ore ad alcuni giorni. La fine della crisi è accompagnata da grande sensazione di benessere.
Non bisogna confondere una crisi del genere con un’appendicite acuta, con dei dolori ginecologici, con una lombaggine acuta, con una colica epatica…
Non si vuole in quest’opera sostituire il ruolo del medico, che è indispensabile per la diagnosi esatta e la cura. Infatti, può essere necessario curare la crisi anche con antispastici e antiinfiammatori classici. In più, è pure necessario stabilire un completo bilancio urologico con analisi delle urine (ricerca di cristalli), radiografia dei reni (detta urografia intravenosa o U.I.V.) e un bilancio generale per ricercare le cause del calcolo. Tuttavia, si constata che le coliche renali insorgono su terreni particolari, spesso famigliari, e che possono ripresentarsi a più riprese. Pertanto, indichiamo qui qualche mezzo da mettere in pratica sin dall’inizio della crisi, che è sempre riconosciuta da coloro che l’hanno gi avuta, e in attesa del medico.
Coliche renali , le cose da fare 
Il  riposo in posizione caricata è la prima cosa da fare. Evitare gli spostamenti in auto che aggravano le cose.
Bagni caldi o, in mancanza, lavaggi caldi; degli impacchi caldi della regione lombare hanno una buona azione contro i dolori e permettono di calmare e di rilassare il malato.
Coliche renali , le cose da non fare 
Bere qualsiasi cosa, perché il rene continua il suo lavoro di filtraggio ma l’urina non può più scorrere per via dell’ostacolo. Ne risulta un pericolo di iperpressione nel rene che rischia di gonfiare, anche se dal canto suo l’altro rene compensa.
Ben s’intende, questa limitazione delle bevande s’impone solo nel corso della crisi di colica renale, perché è consigliato al contrario a tutti quelli che hanno tendenza a fare dei calcoli di bere in abbondanza tra una crisi e l’altra, per ridurre i rischi di precipitazione dei cristalli.
La natura di queste bevande varia a seconda della natura chimica del calcolo che è determinata dall’analisi dell’urina (se si trovano i cristalli).
Una borsa di ghiaccio sul ventre, che tende ad aggravare le cose e a provocare spasmi riflessi.
I rimedi omeopatici per le coliche renali 
 
I rimedi omeopatici sono destinati ad alleviare il dolore delle coliche renali come i medicinali classici; ecco perché, se si fanno delle crisi frequenti, sarà opportuno tenerli sotto mano.
è di prescrizione sistematica nelle coliche nefritiche. Ha un doppio ruolo, talvolta come medicinale di fondo dei terreni litiasici (che fabbricano calcoli, o litiasi), e come cura antispastica nelle crisi. Lo si prende in 30 c, 5 granuli ogni quarto d’ora, alternando con uno dei seguenti rimedi.
Nel caso in cui il medico vi prescrive una cura classica, è comunque opportuno prendere in associazione CALCAREA CARBONICA 30 CH, 1 dose ogni 6 ore.
sarà indicato nel caso di spasmo doloroso e localizzato in un punto preciso, associato a una rilevante infiammazione. Il soggetto è in questo caso ipersensibile a ogni stimolazione esterna (luce, rumore ma soprattutto il tatto) e non sopporta la minima scossa. In questo quadro la febbre non è indispensabile. Prendere BELLADONNA 5 CH, 5 granuli ogni quarto d’ora, alternando con CALCAREA CARBONICA.
è il medicinale degli spasmi viscerali dolorosi che sono migliorati se il soggetto si piega in due o preme con forza la parte dolente. L’inizio e la fine dei dolori sono improvvisi, il calore locale li migliora. Prendere COLOCYNTHIS 9 CH, 5 granuli ogni quarto d’ora, alternando con CALCAREA CARBONICA. Spaziare a seconda del miglioramento.
è pure un ottimo medicinale di spasmo degli organi cavi, ma le modalità sono il contrario del precedente: il soggetto migliora se è piegato all’indietro, o per lo meno ben disteso sul letto. Prendere DIOSCOREA VILLOSA 9 CH, 5 granuli ogni quarto d’ora, alternando con CALCAREA CARBONICA.
sarà indicato nel caso di trauma dell’uretra, accompagnato da urine sanguinolente. Previene i rischi di emorragia e protegge il rene, che è un organo molto fragile. Prendere ARNICA 9 CH, 5 granuli ogni 2 ore, spaziando a seconda del miglioramento.
Pareira brava 
ha azione elettiva sull’albero urinario facilitando la migrazione dei cristalli con la sua azione antispastica. E’ un buon complemento dei medicinali precedenti. Esiste una formula composta di prescrizioni correnti, detta PAREIRA BRAVA COMPOSTA che associa vari medicinali aventi la stessa indicazione. Se ne prendono 20 gocce tre volte al giorno prima dei pasti.

tratti dal libro “Manuale pratico di Omeopatia” di Ruggero Dujany edito da Red/Studio redazionale

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